Come diventare un politico di successo: una guida scientifica

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Carlo, giovane consigliere comunale a Macerata, deve tutto a questa guida

Carlo, giovane consigliere comunale a Macerata, deve tutto a questa guida

Credi che il tuo contributo possa essere estremamente importante per la collettività? Ritieni che le tue idee personali su come la società dovrebbe funzionare siano nettamente migliori di quelle altrui? A volte ti sembra di poter esercitare sugli altri un forte ascendente?

Se hai dato risposta affermativa a tutte le domande, forse dovresti prendere in considerazione l’idea di avere il disturbo narcisistico della personalità. Ma ora torniamo al titolo di questo articolo.

Ti piacerebbe arrampicarti sulle ripide pareti della scala sociale, abbandonando lentamente, ma inesorabilmente qualunque simulacro di moralità per diventare un semplice esoscheletro privo di una genuina vita interiore, ma meramente assetato di potere e di un’effimera e volatile approvazione popolare? Allora forse hai tutte le carte in regola per entrare nello straordinario mondo della politica italiana! Seguiamo insieme questo eccitante percorso costellato di sequestri preventivi, indagini per concussione e derisione internazionale.

Step 1: dove vogliamo collocarci?

Se vogliamo strenuamente diventare dei politici di successo, non possiamo affidare le nostre mosse al caso. Dobbiamo valutare attentamente e con spiccata capacità critica le possibilità e le caratteristiche del tempo presente, affinché se ne possa machiavellicamente trarre il maggior profitto personale possibile. Dunque, occorre domandarsi innanzitutto: cosa chiede la società ai leader di oggi? Verso quale parte dello spettro politico pende la bilancia popolare? Così facendo, sto sacrificando la mia integrità di essere umano per una volgare vittoria elettorale? Assolutamente sì! Ovviamente no.

Innanzitutto, direi di scegliere una collocazione identitaria vincente. Tenendo conto del trend europeo negativo dei partiti di sinistra e di come l’Italia non costituisca un’eccezione, la cosa migliore da fare per ottenere successo è seguire quei dolci venti politici che, spirando verso destra, ci depositeranno nelle file del governo come una particella di particolato nei bronchi della prossima legislatura.

Step 2: interpretiamo la società

Mala tempora current. Crisi economica, precariato, immobilità sociale, sfiducia nelle istituzioni, Temptations Island. Il tempo presente ci mette davanti a delle sfide formidabili. Dobbiamo intercettare le domande principali che attraversano la società, formulare delle risposte che siano coerenti con la base valoriale/ ideologica del nostro partito di riferimento e venderle ai cittadini in cambio dei loro voti. E della loro anima.

Dunque, cosa chiedono gli elettori in questo preciso momento storico? Forse maggiori possibilità occupazionali, specie per i giovani neo-diplomati o neo-laureati. O un regime fiscale più efficiente per individui e imprese. Oppure, progetti di investimento nello sviluppo del Sud Italia. Abbiamo noi delle risposte concrete alle suddette criticità? Naturalmente no, fino a ieri le nostre uniche occupazioni erano l’evasione fiscale e imparare a memoria tutti i dialoghi di Chiedimi se sono felice. Questo ci porta al prossimo step.

Step 3: troviamo un capro espiatorio

È evidente che non riusciremo mai e poi mai a realizzare nulla di quanto andremo a promettere alle masse di cassaintegrati, ricercatori precari e falsi invalidi che verranno a sentire i nostri comizi. Sarebbe bene, già da ora, individuare un capro espiatorio che ci permetta di:

  1. Trovare una presunta causa a tutti i mali della società, in modo da ricondurre ogni tipo di realtà complessa a una matrice comune di facile identificazione e comprensione;
  2. Incanalare il disagio sociale in una narrazione che si riveli favorevole ai nostri scopi, attraverso la creazione del mito del nemico universale e di un fantomatico noi contro di loro;
  3. Polarizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su un unico tema in modo che tutto il resto delle cose che non abbiamo idea di come affrontare passi in secondo piano per poi scendere inesorabilmente nell’oblio.

Una volta identificato il capro espiatorio perfetto potremo iniziare l’opera di colonizzazione coatta del dibattito pubblico attraverso le nostre piattaforme social.

Step 4: social network o morte

Immagino che vi siate resi conto che non possedere almeno un profilo per ogni social network esistente equivalga ormai alla negazione ontologica della propria persona.
In ambito meramente politico, peraltro, la presenza online risulta altresì decisiva per una serie di motivi, il primo dei quali è creare nell’elettore l’idea di un rapporto diretto e senza filtri, e quindi aumentare il senso di fiducia che lo legherà a noi come un passeggero di terza classe lo era alla stiva del Titanic.

Abbandoniamo ogni veste istituzionale: l’establishment comunica attraverso i comunicati stampa. Noi dobbiamo essere nazional-popolari, quindi parleremo attraverso le dirette di Facebook e le emoticon con gli occhi a cuore. Bisogna bypassare giornali e telegiornali e parlare all’elettore liberi una volta per tutte di quella veste di imparruccata regalità ministeriale che amavano ostentare i politici dei tempi che furono.

Step 5: il Batman della situazione

Quando il gioco si fa duro c’è niente di meglio che delegare le proprie responsabilità a qualcuno che si presenta come un leader coriaceo in grado di tenere il polso della situazione. Il politico di successo in questo 2018 deve apparire come il Sacro Protettore baciato dalle turgide labbra della Patria. Colui che si frappone tra il Popolo – qualunque cosa esso sia – e Le Forze Maligne che complottano demonicamente per far fallire lo Stato a colpi di spread e imitazioni farlocche della mozzarella di bufala. In una veste vagamente messianiaca, Il Prescelto scende in campo e unto dal Consenso Supremo della Gente (quella vera, umile, di buon cuore) e salva l’Italia dal collasso morale (ma non necessariamente da quello finanziario).

Se seguirete volenterosamente gli step di questa guida potrete ambire ad avere una carriera politica di folgorante successo. Manipolate la realtà, citate notizie senza avere le fonti, perorate solo le cause che vi portano un immediato e personale vantaggio politico. Costruite una narrativa dai richiami vagamente epici in cui voi e voi solamente potete mettere in guardia la nazione dai colpi bassi dei Poteri Forti, tra i quali non possiamo non annoverare quelle potentissime Lobbies gay che minacciano di tramutare il mondo in un videoclip di Madonna.
Lastricate di buone intenzioni la strada verso Palazzo Chigi.

About author

Beatrice Galluzzo

Beatrice Galluzzo

Femmina, 23 anni, studentessa di Scienze Politiche. Sogno una vita in cui nessuno senta mai il bisogno di toccarmi mentre parla. Il mio futuro è incerto, ma probabilmente costellato di gatti persiani.

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