Trattieni le scuse, libera la cultura

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"Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare" (Carlos Ruiz Zafón)

«Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare». Carlos Ruiz Zafón

Io amo leggere. Una frase minima, da terza elementare. Soggetto, predicato verbale, complemento oggetto. Una frase così semplice eppure così poche volte la sentiamo uscire dalla bocca dei nostri compaesani.

Che gli italiani non siano il popolo che si distingue per la grande quantità di libri letti è un dato di fatto; i dati dell’Istat risalenti al 2017 preoccupano e fotografano un Paese sempre più disinteressato alla lettura: il numero degli italiani che non legge nemmeno un libro all’anno è a dir poco agghiacciante, sempre più vicino al 60%. Di fronte a queste cifre rabbrividisco e mi domando come sia possibile che una così grande fetta della popolazione italiana non si interessi alla lettura e probabilmente si limiti soltanto ai libri scolastici.

I non lettori, di solito, si inventano le scuse più svariate per giustificare la loro mancanza di interesse nei confronti dei libri; sicuramente avrete sentito dire “Non ho tempo per leggere”, ma anche I libri costano troppo.

I dati dell’Istat risalenti al 2017 preoccupano sempre di più e fotografano un paese sempre più disinteressato alla lettura

I dati dell’Istat risalenti al 2017 preoccupano e fotografano un Paese sempre più disinteressato alla lettura

Soffermiamoci su quest’ultima dichiarazione. Io stessa, da lettrice “forte”, riconosco il problema: quando in libreria scorgo un titolo che mi interessa, la prima cosa che faccio è abbassare gli occhi sulla copertina per individuare quei maledetti numeretti separati da una virgola e, talvolta, strabuzzare gli occhi. In questi casi, non mi resta che riporre a malincuore il libro sullo scaffale e aspettare che il prezzo si abbassi. Non pensate che i giorni successivi siano migliori; continuo a pensare incessantemente a quel libro che avrebbe potuto essere mio, se solo il prezzo fosse stato più basso e, spesso e volentieri, quel pensiero diventa così assillante che non posso fare altro che cedere alla mia sete letteraria e ritornare in libreria per acquistarlo a prezzo pieno.

Al lettore “debole”, invece, questo non succede quasi mai; il lettore debole si rassegna, l’interesse svanisce gradualmente e quel libro una volta tanto desiderato resta sullo scaffale a prendere polvere. Ed ecco che riecheggia di nuovo quella frase, i libri costano troppo”; è vero, alcuni libri costano troppo – giustamente, aggiungerei.

E se vi dicessi che sulla Terra, non su pianeti alieni o in mondi paralleli, esistono dei luoghi in cui i libri (e la cultura) sono completamente gratuiti?

Il motto della micro-libreria è "It's not what you get, it's what you leave behind" (Non importa ciò che ottieni, ma ciò che ti lasci alle spalle)

Il motto della micro-libreria è «It’s not what you get, it’s what you leave behind» (Non importa ciò che ottieni, ma ciò che ti lasci alle spalle)

A qualche chilometro dal centro di Londra, situata all’angolo tra Loampit Hill e Tyrwhitt Road, si trova la più piccola libreria inglese; a primo acchito sembrerebbe una classica cabina telefonica rossa come tutte le altre, un luogo dove inserire una manciata di sterline e chiamare qualcuno, ma chi mette piede nella Phone Booth Book Exchange non vuole più uscirne. «Smaller on the outside» – chi è fan di Doctor Who come me capirà – al suo interno racchiude mondi infiniti, galassie inesplorate, luoghi ancora sconosciuti al genere umano. Libri di vario genere dalle copertine variopinte attirano lo sguardo e la curiosità dei passanti e non si può fare a meno di rimanerne affascinati; ma non è tutto, la cosa migliore è che i volumi contenuti al suo interno sono completamente gratuiti, a patto che in seguito vengano restituiti oppure sostituiti con altri libri.


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Altro continente, America. La libreria indipendente Books are magic a Brooklyn è una tappa obbligatoria per chi ha voglia leggere ed è alla ricerca di novità: lungo la Smith St. potreste imbattervi in quelli che possono sembrare distributori automatici di caramelle vintage ma, invece di tante palline gommose, sulla mano vi ritroverete piccole sfere di plastica colorata. La curiosità vi spingerà ad aprirle e non potrete credere ai vostri occhi: nessuna delizia per il palato, ma poesie che allieteranno la vostra anima.

La Short Édition distribuisce racconti da "consumare" nei tempi d'attesa tra un treno e l'altro

La Short Édition distribuisce racconti da “consumare” nei tempi d’attesa tra un treno e l’altro

Non è certamente un’idea sconosciuta; già da tempo a Grenoble, in Francia, distributori automatici di cibi e bevande regalano racconti. L’idea è partita dalla casa editrice francese Short Édition che, in collaborazione con il sindaco, ha deciso di installare in varie stazioni metropolitane questi cosiddetti “distributori di cultura” per ingannare l’attesa dei treni in compagnia di un breve, ma avvincente, racconto. Non temete, iniziative del genere non sono di certo estranee alla nostra penisola.

Chi non ha mai sentito parlare di bookcrossing? Si tratta di un’attività globale – dall’Antartide allo Zimbawe – che consiste nel mettere in circolazione libri di qualsiasi tipo. Insomma, si tratta di far viaggiare libri e di offrire ad altre persone la possibilità di provare forti emozioni. Mi piace considerarlo come un atto di puro altruismo. In Italia, così come in tutto il mondo, esistono appositi luoghi in cui depositare e raccogliere libri, come quello in cui mi sono imbattuta a Trieste qualche settimana fa, più precisamente accanto alla scultura raffigurante Italo Svevo in Piazza Attilio Hortis. Purtroppo la cabina che mi sono ritrovata di fronte era completamente imbrattata e tristemente vuota, abbandonata a se stessa, ma non perdeva di certo il suo fascino e il suo ruolo essenziale in una società che ha mandato nell’oblio il piacere di leggere.

Non posso non parlarvi del magico posticino situato a Bologna. Tra un vicoletto e l’altro vi imbatterete in numerose librerie, ma nessuna sarà come quella di cui sto per parlarvi: non lontana dal centro sorge, infatti, una minuscola libreria chiamata Libri liberi. Già il nome dovrebbe far gola perché sto proprio parlando di una libreria che cede libri gratuitamente. Ognuno può scegliere i libri che preferisce, senza l’obbligo di restituirli o sostituirli con altri libri; unica regola: se ne possono portare via massimo tre. Verrete accolti da una melodia delicata, canzoni d’altri tempi e vi sentirete a casa, immersi in volumi di ogni genere e di ogni età e verrete assistiti da una graziosa signora, il cui sguardo comunica una dolcezza senza limiti e la volontà, che ancora non oscilla, di far del bene alla società.

Nessun uomo è un'isola, ogni libro è un mondo (Gabrielle Zevin)

«Nessun uomo è un’isola, ogni libro è un mondo». Gabrielle Zevin

«L’uomo è vittima di un ambiente che non tiene conto della sua anima» scriveva Charles Bukowski; ci inventiamo scuse su scuse e le ripetiamo in modo così ossessivo che finiamo pure per crederci. Non ci sono ostacoli né giustificazioni che tengano in gabbia una mente in fermento e desiderosa di ampliare i propri orizzonti. Bisogna cogliere le occasioni, proprio come fareste per appropriarvi di un biglietto per un volo low cost scontatissimo. Vale lo stesso per i libri che, sfogliandoli, pur sempre ti fanno viaggiare, anche se solo metaforicamente.

La cultura è a portata di mano (e di portafoglio), se si vuole. Chi trova scuse, probabilmente preferisce volare basso.

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Alessia Baldi

Alessia Baldi

Alessia, 19. Italiana buonista scambiata fin troppe volte per una filippina. Studio Lingue ma spesso e volentieri non riesco a trovare le parole per esprimermi. Leggo, forse troppo, ma nel tempo libero mi ricordo di respirare. Tutto qui. Nient'altro che una serie di sfortunati eventi.

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