Mahmood e tutte le good vibes del suo primo EP

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La cover di Gioventù Bruciata, l'EP d'esordio di Mahmood

La cover di Gioventù Bruciata, l’EP d’esordio di Mahmood

È uscito il 21 settembre il nuovo EP di Mahmood, cantautore italo-egiziano, che da tempo si fa spazio nel panorama musicale italiano. Gioventù Bruciata è frutto di un lavoro lungo anni, fatto di scrittura, piccolissimi concerti, una partecipazione fugace a X Factor, canzoni scritte per altri, collaborazioni eccellenti (Fabri Fibra, Michele Bravi). L’EP contiene cinque brani prodotti e curati da Katoo, Ceri e i MUUT: tre produttori con sonorità varie e ben definite. Proprio i suoni fanno da protagonisti, con produzioni urban e particolari che ben si sposano con la timbrica etnica di Mahmood.

Particolare anche la copertina, opera di Corrado Grilli, che cita il film con James Dean da cui l’EP prende il titolo.

Ogni brano di questo disco mette in risalto dettagli, immagini, sentimenti, suoni, odori della quotidianità dell’autore: si riesce ad attraversare alcuni attimi del suo vissuto tramite le parole di Mahmood, riuscendo a entrarci dentro nonostante siano molto personali.

Le cinque tracce scritte da Mahmood per Gioventù bruciata

Uramaki è sicuramente un titolo insolito, ma forte e d’impatto quanto lo stesso brano, con un ritornello che ti squarcia il cuore pian piano. La fine di una relazione, l’assenza, la nostalgia si percepiscono sia nelle parole che nella voce di Mahmood.

Milano Good Vibes è il perfetto singolo estivo: parla della città in cui l’artista è cresciuto e che è riuscita a trasmettergli tutte le vibrazioni necessarie per la scrittura, oltre che la giusta fantasia e inventiva per poter immaginare posti lontani. Un’estate in cui i tuoi amici vanno in giro e tu sei l’unico che resta in città, quella città che può esserti d’aiuto.

Fabri Fibra ricambia il favore, dopo la partecipazione di Mahmood al suo Luna, duettando con lui in Anni ‘90. Personalmente è il brano che preferisco, grazie al suo beat travolgente. Sarà che mi ci ritrovo, come accadrà a tutti quelli che hanno vissuto quella decade, ma per me è davvero una di quelle canzoni da ascoltare e riascoltare, senza stancarsi, e in cui ritrovare sogni e speranze, ma anche delusioni.

Asia Occidente, con un sound un po’ orientale, rappresenta la dualità tra le anime di Mahmood, è come se fosse uno stream of consciousness ed è forse questo che rende speciale questo brano.

Mai Figlio Unico invece è un brano molto più intimo e riservato, delicato, una pagina di diario del suo vissuto che va ascoltata con attenzione. 

Il suo è stato un percorso non facile, tuttavia ha saputo raggiungere passo dopo passo un ruolo di prim’ordine nell’urban italiano senza omologarsi alla massa. Non ci resta che aspettare un lavoro più ricco e vasto, ma pur sempre autentico e con sonorità nuove e piacevoli, capace di farci conoscere e ascoltare altri lati di questo promettente artista.

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Loredana Desiato

Loredana Desiato

Da sempre appassionata dell’arte, del cinema, del giornalismo e sopratutto della fotografia. Ho iniziato a scattare all’età di 15 anni e da allora non ho più smesso. Amo viaggiare e amo raccontare attraverso i miei scatti, mi affascina l’idea di riuscire ad intrappolare emozioni per sempre.

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