Maniac on Netflix: trenta secondi

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La foto promozionale della nuova serie originale Netflix, Maniac

La foto promozionale della nuova serie originale Netflix, Maniac

30 secondi è il tempo che impiega Owen per scappare e il tempo che impiega lo spettatore ad appassionarsi a Maniac, nuova serie originale Netflix. Toni grotteschi, ambientazione fantascientifica, stile anni ’80 futuristici per raccontare essenzialmente quella che è una storia d’amore decisamente anticonvenzionale, che nasce e cresce in una varietà di vite parallele.

Owen Milgrim (Jonah Hill) e Annie Landsberg (Emma Stone) hanno un passato difficile, tanto da preferire una realtà virtuale alla frastagliata quotidianità. Entrambi si iscrivono (più o meno legalmente) a un trial farmaceutico che si propone di creare un farmaco in grado di curare ogni disturbo mentale. Nella prima fase, contraddistinta dalla pillola A, i soggetti rivivono i momenti più traumatici delle loro rispettive vite; gli autori hanno fatto un ottimo lavoro nel presentarci i due personaggi partendo proprio dai loro momenti più difficili.

I protagonisti iniziano a diventare più collaboratori che cavie, continuando a insinuarsi l’uno nel “sogno” dell’altra: la connessione tra i due diventa così forte che sembra essere l’unico accenno di cosmo – nella sua accezione filosofica di ordine – in mezzo a tanto caos. Tutta la sperimentazione e la conseguente terapia si baserà sull’affrontare i propri problemi e confrontarsi con essi, attraverso la pillola B. Le simulazioni prodotte dal GRTA (il computer che rende possibile tutto ciò) porterà i nostri protagonisti in una varietà di ambientazioni a dir poco surreali: dalla ricerca dell’ultimo capitolo del Don Chisciotte, agli elfi di uno strano mondo in stile Gandalf. La via per la guarigione è dolorosa quanto il trauma stesso: pillola C, il confronto.

In foto, gli attori Jonah Hill ed Emma Stone, protagonisti di Maniac

In foto, gli attori Jonah Hill ed Emma Stone, protagonisti di Maniac

A rendere ancora più interessante il tutto, non possiamo non parlare di come GRTA, che è essenzialmente una macchina, abbia assorbito i sentimenti grazie a un aggiornamento: un computer che piange, dunque, che vuole aiutare le cavie che lei stessa sta manovrando e al tempo stesso distruggerle senza pietà.

L’indiscusso talento di Emma Stone e Jonah Hill nell’interpretazione è la carta vincente per una serie che affronta le sottili tematiche della malattia mentale: depressione, dipendenza, alienazione. Annie, una ragazza fragile che si è costruita uno scudo di aggressività e narcisismo, e Owen, diagnosticato come schizofrenico e depresso e costrettosi a un volontario isolamento proprio per questo suo sentirsi malato; non siamo nella mente di nessuno eppure esploriamo senza barriere le più intime paure e sensazioni di ogni personaggio. Disarmante non è la malattia mentale ma la sensazione di impotenza quando non riusciamo ad aiutare coloro cui vogliamo bene o quando ci sentiamo come se nessuno ci capisse. In un mondo che ci fa sentire sempre più lontani, perché la connessione è più informatica che umana, Maniac è una serie che sa sorprendere e ci insegna a liberarci dalle gabbie sociali che ci imprigionano e che spesso sono proprio nella nostra mente.

Un invito ad accettare gli errori che tutti inevitabilmente commettiamo, proprio perché siamo umani. Riappropriarsi di se stessi, avere il coraggio d’uscire dalla propria comfort zone, perché il mondo è fuori di te ma dentro di noi.

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Giulia Tognetti

Giulia Tognetti

Ciao! Mi chiamo Giulia, ho 21 anni ed è un piacere conoscerti. Mi piace scrivere, leggere, suonare, fare foto. Amo la poesia ed il caffè.

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