Morgana, il podcast di Michela Murgia che celebra le streghe moderne

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In foto, la scrittrice Michela Murgia, voce e co-autrice del podcast Morgana

In foto, la scrittrice Michela Murgia, voce e co-autrice del podcast Morgana

Grazie alla tosatura – che è il mio modo affettuoso di chiamare la depilazione con il silk-épil – ho deciso che, quando gli occhi sono impegnati sui peli, le orecchie vanno dedicate a qualcosa di più edificante. È così che ho cominciato a seguire il podcast di Michela Murgia, Morgana, ascoltabile su storielibere.fm.

In ogni puntata, scritta accuratamente insieme a Chiara Tagliaferri, la scrittrice sarda Michela Murgia racconta una Morgana, ovvero una moderna strega; una donna scomoda, che ha fatto scandalo, che è stata odiata, che in qualche modo è stata “eretica“.

Ma forse l’intro del podcast è più chiara: «Morgana è la casa delle donne fuori dagli schemi. Donne controcorrente, strane, pericolose, esagerate, stronze e a modo loro tutte diverse e difficili da collocare. Donne che vogliono piacersi e non compiacervi, un po’ fate e molto streghe, belle e terribili insieme».

Morgana. Storie di ragazze che tua madre non avrebbe approvato è il podcast di Michela Murgia, ascoltabile su storielibere.fm

Morgana. Storie di ragazze che tua madre non avrebbe approvato è il podcast di Michela Murgia, ascoltabile su storielibere.fm

Di episodio in episodio gli intermezzi sonori sono sempre più curati, il montaggio più creativo, la ricerca sulle curiosità sempre impeccabile; ogni puntata si conclude con una chiacchierata con un ospite diverso, mai scontato. Ma ciò che rende davvero speciale questo podcast è la personalità delle morgane.

L’eretica del primo episodio è Margaret Atwood, scrittrice del romanzo The Handmaid’s Tale da cui è tratta l’omonima serie. A seguire Tonya Harding, la pattinatrice interpretata da Margot Robbie in I, Tonya, film che ha consegnato Allison Janney il premio di Miglior attrice non protagonista agli Oscar 2018. Il terzo episodio resta in profumo di Oscar, perché la protagonista è Frances McDormand, vincitrice del premio come Miglior attrice protagonista grazie alla sua interpretazione in Tre manifesti a Ebbing, Missouri. La puntata più recente è dedicata invece alla favolosa quanto eretica Madonna.

In foto, la scrittrice Margaret Atwood e l'attrice Elisabeth Moss, protagonista della serie The Handmaid’s Tale

In foto, la scrittrice Margaret Atwood e l’attrice Elisabeth Moss, protagonista della serie The Handmaid’s Tale

Tutte queste “streghe” – almeno quelle scelte finora – non si fanno carico di ideali di qualcun altro; nessuna vuole portare la bandiera della liberazione femminile. Ognuna di loro conduce una battaglia personale, che consiste nell’emancipazione individuale dalle categorie in cui la società vorrebbe rinchiuderle. Ed è proprio per questo che le storie di queste donne non sono storie per le donne, ma una battaglia politica contro la relegazione del femminile all’eccezione. Morgana combatte l’idea di un maschile che vuole essere normalità, ma non raccontando la femminilità; Morgana sceglie di raccontare l’individualità.

Ma se si racconta l’individualità perché scegliere allora solo personaggi femminili? La risposta la troviamo più chiara nella puntata dedicata a Madonna. La stessa battaglia per la liberazione sessuale intrapresa da David Bowie e Prince è stata accolta diversamente quando è stata Madonna a scendere in campo, ha scandalizzato, è stata il motivo per cui l’hanno definita “a whore”, una puttana.

L’esprimersi come desiderante invece che come oggetto desiderato era un diritto riconosciuto agli uomini ma non alle donne; allo stesso modo la lotta per l’emancipazione dai ruoli della società è accettabile se intrapresa da un uomo, eretica se è una donna che si muove all’azione. Ed è proprio questo a rendere streghe queste meravigliose e controverse donne che, grazie a Michela Murgia, invece di un rogo trovano un piedistallo.

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Milena Vesco

Milena Vesco

Nata ad Alcamo, in Sicilia. Ha preso molto sul serio il fatto che "in principio era il Verbo" e adesso studia Comunicazione a Bologna. Ambisce ad ottenere il Guinness World Record per il maggior numero di collant sfilati, ma il suo obiettivo principale è diventare ogni giorno se stessa.

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