NATURÆ: quando la bellezza è sotto i nostri occhi (e non ce ne accorgiamo)

0

Lo ammetto, a volte mi è davvero difficile abbinare le parole “YouTube Italia” e “qualità”. Eppure le eccezioni ci sono e non sono poche. Ne è un esempio la webserie Fuga dalla morte di Michael Righini, che vanta una seconda stagione pressoché perfetta. E ne è un esempio anche NATURÆ, il cortometraggio scritto e diretto da Andrea Baglio. La sua ultima fatica ci porta vicinissimi alla Natura e ci fa riscoprire l’universo in miniatura che si cela in una ragnatela, nella corolla di un fiore, nelle fronde degli alberi. Ammiro in particolare la scelta di portarla su YouTube: è arte allo stato puro, ma è disponibile a tutti. È uno di quei rari esempi in cui l’arte diventa davvero alla portata di tutti, l’unica cosa che serve è la voglia di fermarsi un attimo a contemplare e riflettere.

L’attore veronese (qui dietro la macchina da presa) è ormai una vecchia conoscenza per chi bazzica YouTube da sei o sette anni: ha interpretato la Morte nella webserie di Righini e il generale Fidanken nella carinissima Skypocalypse (altra webserie scritta da altri due volti noti del Tubo, Mattia Ferrari e Mattia Pozzoli, aka Victorlaszlo88 e Matioski). NATURÆ è invece stato pubblicato sul canale stesso di Baglio, in cui si possono trovare tutti i lavori precedenti dell’attore/regista, per buona parte tendenti al comico.

In foto, Andrea Baglio (a sinistra) e Raja Sethi (a destra) durante le riprese di NATURÆ

In foto, Andrea Baglio (a sinistra) e Raja Sethi (a destra) durante le riprese di NATURÆ

C’è un motivo se il titolo è NATURÆ e non più semplicemente Natura: la desinenza latina è voluta e io lo interpreto come un dativo, cioè “Alla natura”. Perché di questo si tratta: il cortometraggio è un dolcissimo tributo alla Natura, ai fiori, alle piante, al cielo. L’uomo, in tutta questa bellezza, sembra presentarsi inizialmente come entità distruttiva: non è indifferente alla vegetazione che lo circonda, la vede, la osserva, ma finisce poi con il deturparla soffiando su una ragnatela, orinando sulle margherite e così via. Il protagonista, palesemente brillo, pare voglia porsi in una posizione di presunta superiorità, ma questa “supremazia” dura poco.

Non c’è bisogno delle parole per farci capire che siamo comunque dentro una storia, la cui evoluzione passa attraverso il disorientamento e la paura. Questi due sentimenti sono stati forse generati dalla Natura stessa? Non credo sia piacevole per nessuno passare una notte nel bosco, senza luce, al freddo, ma le stelle valgono la perdita della bussola. Più la storia si evolve, più ci si rende conto che il protagonista non è l’uomo, ma la Natura stessa, che nasce, muore e rinasce in un ciclo senza fine. L’uomo è solo uno spettatore, chiamato dalla Natura a partecipare alla sua ciclicità; e non può fare a meno di applaudire alla fine dello spettacolo.

Il corto di Baglio è perfetto per ricordarci quanto siamo piccoli in questo universo, quanto siamo minuti di fronte alla vastità degli alberi, delle montagne, del cielo, in questo mondo di cemento e rifiuti. Lo spettatore, prima di uscire di scena, applaude a un tramonto, simbolo sia di conclusione che di declino; ma, se chiedete a me, la luce sta vincendo.

About author

Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

No comments

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi