Philip Dick's Electric Dreams: tra capitalismo e distopia

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Timothy Spall in una scena del terzo episodio della serie Philip Dick's Electric Dreams

Timothy Spall in una scena del terzo episodio della serie Philip Dick’s Electric Dreams

Allacciate bene le cinture e preparatevi a partire verso nuovi mondi: Philip Dick’s Electric Dreams, prodotto da Sony Pictures Television e distribuito, in Italia, da Amazon Video, vi porterà alla scoperta di nuove forme del sé viaggiando attraverso realtà e scenari differenti.

Tratta da diversi racconti del visionario scrittore Philip Dick, la serie televisiva, dal carattere antologico, si pone come obiettivo quello di evidenziare, agli occhi dello spettatore, lo stretto rapporto tra il progresso tecnologico e il potere burocratico; una forte tensione verso la ricerca della verità accompagna con desiderio la curiosità di ogni spettatore, nell’intento di rendere percepibile lo spettro del capitalismo, posto come ulteriore filo conduttore tra i dieci episodi che compongono la prima stagione.

Un cast ben collaudato arricchisce di buon grado la visione della serie TV: personalità conosciute come Steve Buscemi, Timothy Spall (Peter Minus nella saga Harry Potter), Bryan Cranston (Walter White in Breaking Bad) e ancora Tuppence Middleton (Riley in Sens8) e Greg Kinnear fanno da giusto collante tra personaggi e spettatori, rendendo affascinante e partecipativa la riflessione intrinseca alla trama stessa dell’episodio.

Gli episodi non presentano alcun collegamento cronologico fra loro; il filo conduttore si presenta sotto la forma delle diverse tematiche rette dallo scopo comune di porre l’interlocutore di fronte al dubbio delle enormi possibilità che le nuove tecnologie possono offrire alla burocrazia, intesa, da Philip K. Dick, come il miglior mezzo per esercitare potere e influenza sul popolo.

Le crude realtà raccontate da Philip Dick

Holliday Grainger e Richard Madden in una scena del terzo episodio della serie Philip Dick's Electric Dreams

Holliday Grainger e Richard Madden in una scena del terzo episodio della serie Philip Dick’s Electric Dreams

«Proprio come Black Mirror!» verrebbe da dire, dati gli aspetti caratterizzanti del programma. La verità è che Philip Dick’s Electric Dreams affronta temi differenti, ma accompagnati allo stesso modo da uno scenario angosciante legato indissolubilmente all’avanzare continuo delle nuove tecnologie. Temi come la filantropia, la meta-cognizione, la ricerca del divino e simulazione e dissimulazione della realtà vengono articolati e districati al fine di rappresentare un’opaca realtà legata alla totale caduta della condizione umana, della libertà di espressione, delle capacità empatiche e della ricerca del vero.

La qualità delle riprese espone in modo lineare il susseguirsi degli eventi. Ogni episodio avanza a suo ritmo, riuscendo a suscitare curiosità da parte dello spettatore. I diversi finali raccolgono perfettamente lo stato d’animo provato dal protagonista, inserito all’interno di una realtà ai limiti dell’assurdo; non mancano colpi di scena e finali alla Nolan, perfettamente inseriti nel meticcio carattere delle realtà illustrate e raccontate.

Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

È questa la famosa citazione tratta da Il cacciatore di androidi, ritenuta una delle più importanti opere dello scrittore. Una citazione che concentra la nostra attenzione su uno dei temi centrali discussi da Philip Dick: la coscienza. Coltivata, programmata, studiata: la coscienza – rappresentata anche come anima o scintilla di vita – tra le puntate riappare come pilastro portante della condizione umana.

L’importanza dei temi discussi da Philip Dick lo ha reso di fama internazionale, ponendolo tra i più grandi scrittori nella storia della fantascienza contemporanea: non a caso molte altre delle sue opere sono state d’ispirazione, come per Blade Runner di Ridley Scott, Total Recall di Len Wiseman, Minority Report di Steven Spielberg, fino ad arrivare all’adattamento televisivo dei suoi racconti. Una perla rara che riflette le “claustrofobiche” circostanze, rese tali dalla mano dell’uomo volta alla mercificazione senza scrupoli e al controllo di massa.

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Francesco Del Prete

Francesco Del Prete

Situato nella seducente Napoli, vive per le chiacchiere in compagnia, le birre stappate all’alba e i silenzi ricolmi di emozioni. In perenne nostalgia di ogni epoca passata, non smette mai di ammirare le innovazioni che il nuovo millennio sta portando.

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