L'Aids #TiRiguarda. Come sfruttare consapevolmente la generazione dei Like

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Nahuel Pérez Biscayart nel film 120 battiti al minuto (Robin Campillo, 2017), che racconta dell'impegno del collettivo francese Act Up-Paris Nella sensibilizzazione sul tema dell'AIDS

Nahuel Pérez Biscayart nel film 120 battiti al minuto (Robin Campillo, 2017), che racconta dell’impegno del collettivo francese Act Up-Paris Nella sensibilizzazione sul tema dell’AIDS

Aids questa sconosciuta, direi. Una piaga mondiale di cui si parla da almeno trent’anni e che mai si affronta con consapevolezza. È il 1981 quando, per la prima volta, compare nella letteratura scientifica.

L’Aids altro non è che la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (Acquired Immune Deficiency Syndrome). Acquisita perché quando ci arrivi è troppo tardi. Il primo contatto con questa sindrome è quello rappresentato dall’infezione da parte del virus dell’immunodeficienza umana o altrimenti nota come Hiv (Human Immunodeficiency Virus).

Sento già il suono di quel borbottio che ripete «Già lo so, vai avanti, sappiamo tutti di cosa si tratta». Superato lo scoglio delle presentazioni obbligatorie, è necessario fare i conti alla mano con qualche percentuale ma anche con qualche realtà più concreta e verificabile. Basta andare in un bar e chiedere chi dei clienti è in grado di spiegare come ci si infetta, come si trasmette il virus, le conseguenze e perfino cosa ne pensa, per capire che poi, alla fine, molto spesso sono solo informazioni da bar, commenti fra amici.

In parte la diffusione del virus può essere imputata anche a queste chiacchiere da bar, che sostituiscono in modo allarmante il lavoro del World Health Organization (OMS, per intenderci) e di tutte le associazioni e dei medici che provvedono quotidianamente a divulgare informazioni. In parole povere, il consiglio dell’amico ha un peso maggiore rispetto a tutto il resto.

Aids: #TiRiguarda non è solo un modo per catturare Like

Anche quest’anno la campagna pubblicitaria sembra dare i suoi frutti. Pensata per tutti, studiata nei minimi dettagli non solo dall’ANLAIDS ma anche da MAC Cosmetics. 

Uno spot che farà impazzire gli instagrammers e le make-up artist, ma poi? Quanti si presenteranno a fare il test? Quanti si attiveranno consapevolmente per limitare i danni a loro stessi e agli altri?

La prevenzione non è uno scherzo

Non siamo mai grandi abbastanza per prenderci cura davvero di noi stessi e degli altri. Non basta una sciarpa quando fa freddo, uno stile di vita sano fatto di spremute e integratori e corse nei parchi prima di andare a lavoro. La protezione di noi stessi e degli altri passa anche e soprattutto dicendo «No» a rapporti occasionali non protetti. Non solo perché “Non si può mai sapere” ma perché se ti ammali non te ne accorgi. E se ti ammali sei una bomba a orologeria pronta a esplodere. La consapevolezza e la presa di coscienza non passa solo attraverso un post, un commento o un semplice emocromo.

Aids: può succedere anche a te

Una mattina ti svegli, non corri come la gazzella quando incontra il leone, ma sei lì a cliccare su refresh per leggere notizie improbabili e divertenti. Noti qualcosa, ma non ci pensi. Però discuti con amici su quanto accaduto, sulle notizie, sui grafici e su come nel famoso 2018 (in questi casi ogni anno è buono per essere reso un anno all’avanguardia) ancora si è vittime e carnefici di una fetta di popolazione.

Qualche giorno dopo arriva una chiamata, ma del resto già lo sapevi. E non è il sesto senso ma un Super-Io che ti deride e che ripete come un grillo parlante: «Te lo avevo detto, ma non hai voluto ascoltare».

La presa di coscienza arriva in quel momento, quando senti lo scricchiolio del brecciolino sotto la suola della scarpa, mentre cade nel vuoto e capisci di essere appeso sopra il nulla, in attesa che qualcuno ti tiri via o che tagli definitivamente la corda. Nel frattempo, come sempre in questi casi, corri a fare il test. Resti in attesa qualche giorno, ti prepari comunque al peggio stilando già la lista delle persone con le quali hai preso contatto nell’arco di qualche anno, se ti dice bene.

Ci sono persone che quella lista non la fanno, invece, e nonostante tutto proseguono la loro vita come se nulla fosse.

A qualcuno non importa dell’Aids

Ho somministrato un piccolo sondaggio in un gruppo in cui confluisco moltissime donne di diverse età. In data 30 novembre, alla mia richiesta («Giornata mondiale contro l’Aids il 1 dicembre: lo sapevate?»), in 20 hanno risposto No, in 40 hanno risposto Sì. Una sola persona si è espressa con un «Non mi interesso».

Nella vita non somministro sondaggi, è abbastanza ovvio. Eppure non ho visto dibattiti, non ho visto eventi, non ho letto alcun riferimento in merito. Attenderò come ogni anno il prossimo 1 dicembre.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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