Il congedo di paternità, questo sconosciuto

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Da quando il congedo di paternità è partito, nel 2012, la risposta ricevuta è stata veramente minima

Da quando il congedo di paternità è partito, nel 2012, la risposta ricevuta è stata veramente minima

Potrei quasi scommetterci su una cosa del genere, ovvero su quanto sia sconosciuto in Italia il diritto al congedo di paternità: da quando è partito, nel 2012, la risposta ricevuta è stata veramente minima. Conviene però intanto rispondere alla domanda più importante: cos’è il congedo di paternità?

Si tratta di una legge approvata ormai sei anni fa che permette ai (neo)padri di famiglia di poter usufruire di quattro giorni a casa, interamente remunerati dall’INPS, per poter accudire i figli appena nati (entro il quinto mese dalla nascita). Il congedo più utilizzato è quello obbligatorio: dai due giorni garantiti fino al 2016 si è passati a 4 giorni, anche non continuativi, per gli anni 2017 e 2018; questo diritto era garantito indipendentemente dal permesso per maternità della madre. Il congedo facoltativo, invece, garantisce al massimo due giorni e solo nel caso in cui la madre rinunci a parte del suo congedo di maternità. Nota dolente: la legge sul congedo di paternità è valida fino a fine 2018.

Nel resto del mondo il congedo di paternità è ormai una pratica consolidata. Paesi come Estonia, Islanda e Giappone hanno politiche sul congedo di paternità molto più avanzate delle nostre

Nel resto del mondo il congedo di paternità è ormai una pratica consolidata. Paesi come Estonia, Islanda e Giappone hanno politiche sul congedo di paternità molto più avanzate delle nostre

Questa possibilità, purtroppo, può essere sfruttata solo da lavoratori rientranti in una certa categoria, cioè i lavoratori dipendenti privati, rendendola quasi un privilegio, poiché ne rimane escluso un numero enorme di persone – basti pensare che rimangono esclusi tutti i dipendenti pubblici. Il dato positivo è che chi poteva approfittarne l’ha fatto, e in misura sempre maggiore: la percentuale del 2017 si aggira intorno al 23%, ovvero 1 padre su 4.

Se il congedo di paternità aveva tra i vari obiettivi quello di far ripartire la natalità italiana, bisogna constatare che ha fallito miseramente: secondo le cifre Istat le nascite hanno infatti letteralmente avuto un crollo nel 2017 e la media si aggira intorno agli 1,34 figli per donna.

Nel resto del mondo il congedo di paternità è ormai una pratica consolidata: in Svezia i padri hanno diritto a ben 480 giorni pagati all’80% del loro stipendio; in Islanda i genitori possono gestire il congedo post-parto dividendolo a metà. Ma non solo: l’Estonia, l’Ungheria, la Slovenia, il Giappone, tutti Paesi in cui le politiche sul congedo di paternità sembrano essere molto, molto più avanzate delle nostre.

Il congedo di paternità in questo Paese fatica ancora molto a prendere piede perché gli italiani sembrano essere bloccati nella convinzione tutta culturale che sia la madre a dover accudire i figli al 100%

Il congedo di paternità in questo Paese fatica ancora molto a prendere piede perché gli italiani sembrano essere bloccati nella convinzione tutta culturale che sia la madre a dover accudire i figli al 100%

Considerando le restrizioni di categoria e la poca popolarità di cui gode, il congedo di paternità in questo Paese fatica ancora molto a prendere piede, perché gli italiani sembrano essere bloccati nella convinzione tutta culturale che sia la madre a dover accudire i figli al 100%. Il congedo di paternità, invece, aiuta a eliminare questo stereotipo ormai vecchio come il mondo e si propone come un valido aiuto per tutte quelle donne che si dividono tra maternità e lavoro, offrendo un ottimo modo per padri di stare con i loro figli e rafforzare il legame con loro.

Tutto ciò che ho scritto finora non è nemmeno la parte peggiore. Non solo siamo tra i Paesi più retrogradi riguardo questa politica, ma il governo in carica ha anche deciso di rinunciarci: la legge di Bilancio del 2019 non prevede infatti alcun tipo di finanziamento per quanto riguarda il congedo di paternità. Che sia questo un altro passo verso il “nuovo” Medioevo?

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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