Giorgia non è perfetta e Pop Heart lo dimostra

0
In foto, Giorgia, voce dell'album Pop Heart

In foto, Giorgia, voce dell’album Pop Heart

Giorgia è tornata con un disco, Pop Heart, che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno e discutere prima ancora che uscisse. Per vari motivi, in verità, alcuni dei quali dettati da un pregiudizio superficiale quanto pericoloso, che vuole che un’artista della caratura di Giorgia non si confronti con un esperimento inedito, quello di realizzare un disco di cover, ma resti la voce per antonomasia, confinata in un territorio capace di mettere in evidenza le sue doti vocali a scapito di quelle interpretative. Ma lei, più volte, ha dimostrato di non aver paura di uscire fuori dal recinto che le è stato costruito intorno.

Qualcuno, poi, l’ha criticata per la track list del disco: in Pop Heart, Giorgia ha scelto di cantare Whitney Houston e Marco Mengoni, Zucchero e Rihanna, Vasco Rossi e Madonna. Il che suona disorientante, è vero. Qualcuno, infine, le ha rimproverato il primo brano estratto dall’album, vale a dire Le tasche piene di sassi di Jovanotti. Insomma, di motivi che hanno fatto discutere, prima ancora che Pop Heart fosse una realtà, ce ne sono stati tanti.

Ma siccome fare i conti senza l’oste, in musica, è un azzardo che può concedersi solo chi la musica non la rispetta, ho scelto di ascoltare e riascoltare Pop Heart prima di esprimere un giudizio. E, così, alcuni scetticismi che avevo mi hanno permesso di indagare oltre l’apparenza e comprendere che si tratta di un disco con dei pregi importanti e dei difetti da non sottovalutare. Ma, soprattutto, si tratta di un album fondamentale nel percorso di Giorgia, perché mette un punto e tira le somme, svela quello che è diventata e le libertà che ha imparato a prendersi. Giorgia non è un’artista statica, ma in evoluzione. Pop Heart è un approdo, la dimostrazione che mettersi in discussione, per chi si occupa di arte, è fondamentale, anche quando i risultati non sono esattamente esemplari.

La cover dell'album Pop Heart, di Giorgia

La cover dell’album Pop Heart, di Giorgia

Ma partiamo dai pregi di Pop Heart. Innanzitutto, con questo disco, Giorgia ha fatto coming out: è un’artista pop, ha (anche) una formazione pop e si sente libera di esprimersi attraverso dei brani spudoratamente pop. Quindi Pop Heart è un dito medio verso chi, negli anni, ha voluto che fosse altro, che fosse di più, che onorasse il suo talento vocale attraverso generi musicali più “alti”. I quindici brani contenuti nel disco, scelti da Giorgia per un legame personale e intimo e non seguendo una logica artistica o commerciale, raccontano di come sia cresciuta, di cosa l’abbia ispirata, di cosa le piaccia oggi. È un diario, ci sono evergreen e rarità, rischi e zone di comfort, presente e passato.

È un cuore pop che ha il merito di saper raccontare decenni di musica senza la pretesa di risultare straordinario, nel senso di fuori dall’ordinario. Anche perché, se avesse voluto, avrebbe potuto dare sfoggio della propria voce e scegliere un altro repertorio. Ne sarebbe uscita più compromessa, meno pop, meno onesta, ma una imponente fetta di pubblico le avrebbe perdonato questo Pop Heart, che non sarebbe stato pop e non avrebbe avuto heart.


Giorgia ha fatto coming out: è un’artista pop, ha (anche) una formazione pop e si sente libera di esprimersi attraverso dei brani spudoratamente pop. Quindi Pop Heart è un dito medio verso chi, negli anni, ha voluto che fosse altro.


E qui, necessariamente, viene fuori il secondo pregio: Giorgia è un’interprete e, da quando ha imparato a liberarsi del peso di dover essere perfetta a tutti i costi, ha iniziato a godere pienamente del proprio talento, a non tradurlo più soltanto in una voce potente ma a esprimerlo in forme nuove e diversificate. E Pop Heart, a tal proposito, ne è la prova: quindici canzoni in cui l’espressività, l’intensità, l’interpretazione predominano sulla voce (o dovrebbero, quantomeno). Quindici canzoni che la costringono a essere diversa a ogni occasione, a confrontarsi con storie già scritte e vissute da altri. Pop Heart è la prova del nove, un punto d’arrivo, come accennavo, l’esame finale per comprendere se Giorgia, senza l’ansia di dover essere sempre e a tutti i costi la prima della classe, sia capace superare il test (con se stessa, innanzitutto) e diventare una interprete di spessore.

Da questo punto in poi, inevitabilmente, è necessario parlare di alcuni aspetti di Pop Heart che non mi hanno convinto pienamente. Parto, dunque, dal primo brano estratto, Le tasche piene di sassi, pezzo originariamente di Jovanotti. Ho ascoltato la canzone più e più volte, per non cedere all’immediato consenso o alla facile disapprovazione. E posso dire che non mi piace. Riconosco a Giorgia dei meriti: ha giocato di sottrazione, ha spogliato la sua voce per prestarla a una storia personale e delicata. Però toccare Le tasche piene di sassi significa fare i conti con il dolore più intimo di un uomo, con la sua fragilità e la sua verità.

L’arrangiamento scelto da Giorgia e la sua interpretazione hanno tolto ogni sfumatura a un brano che è fatto di sensazioni diverse, tutte in contrasto, eppure tutte perfettamente complementari: c’è la tenerezza, la rabbia, la consapevolezza, il dolore e persino l’ingenuità. Adesso tutto questo manca, Le tasche piene di sassi è una bella canzone, ben cantata, nient’altro. Ha perso spessore, intensità. Ha perso la sua storia. Quando ascolto la versione di Giorgia, penso che sia un’artista in gamba, nient’altro. Quando ascolto la versione di Jovanotti, invece, sento un pugno allo stomaco.


Pop Heart è disco che mantiene viva la memoria dei brani originali. Il che è quasi ovvio, è normale confrontare il nuovo con il vecchio, rimanerne delusi o smarriti. Un po’ meno bello è, di fatto, rimpiangerlo.


Questo non significa che non abbia superato la prova da interprete, significa – piuttosto – che non l’abbia superata a pieni voti, ci sono delle pecche evidenti, dei difetti che si traducono in un disco ambizioso ma, spesso, non all’altezza della sua ambizione. Un disco che fa dimenticare presto il disorientamento iniziale, legato a una track list eterogenea e spiazzante, ma mantiene viva la memoria dei brani originali. Il che è quasi ovvio, è normale confrontare il nuovo con il vecchio, rimanerne delusi o smarriti. Un po’ meno bello è, di fatto, rimpiangerlo. È il caso di Lei verrà, L’ultimo bacio, Il conforto, per citarne alcuni. Il risultato è un disco uniforme (anche per merito o per colpa degli arrangiamenti, di cui parlerò tra poco), ma proprio per questo piatto, alcuni pezzi hanno perso la loro identità, la loro forza caratterizzante, la loro originalità.

E qui entra in scena Michele Canova, produttore del disco, al fianco di Giorgia ormai da qualche anno. È a lui che si deve la svolta elettronica della Todrani, iniziata nel 2011 con Dietro le apparenze e mai più abbandonata. All’inizio, si trattava di una novità interessante e una scelta coraggiosa, capace di dare a Giorgia una veste inedita, d’impatto, completamente rivoluzionata. Senza paura, il secondo album che l’ha vista collaborare con Canova, si è rivelato una piacevole conferma. Con Oronero, il terzo disco insieme, si è iniziato a sentire il peso della monotonia, non vi è stato alcuno passo in avanti, nessuna evoluzione.

E, adesso, con l’uscita di Pop Heart, Canova è ancora prepotentemente presente tra drum machine, sintetizzatori e programmazioni. I musicisti che hanno preso parte alle registrazioni del disco sono solamente due, Alex Alessandroni Jr. (tastiere, sintetizzatori e programmazione ritmica) e Tim Pierce (chitarre acustiche ed elettriche) e si sente. La colpa di un disco non pienamente riuscito non è mai soltanto di chi ci mette il nome e la faccia, ma anche di chi gli dà un abito. Il vestito di Pop Heart è certamente coerente con le ultime produzioni di Giorgia, ma non con l’unicità e l’originalità dei brani che fanno parte del disco, che ne escono snaturati. Ma non perché non somiglino più agli originali, piuttosto perché non hanno l’intensità, la forza, la memorabilità degli originali.

La cover del singolo Le tasche piene di sassi, di Jovanotti, reinterpretato da Giorgia ed estratto dall'album Pop Heart

La cover del singolo Le tasche piene di sassi, di Jovanotti, reinterpretato da Giorgia ed estratto dall’album Pop Heart

Un plauso a Giorgia va fatto, perché ha una personalità definita e uno stile riconoscibile. È un’artista intelligente, ha una voce tanto notevole quanto vincolante, perciò è stata brava a non rimanerne vittima, a concederla a un pop di qualità e a una scrittura che, negli anni, si è fatta via via sempre più raffinata e riconoscibile. Giorgia non ha l’ansia di definirsi una cantautrice e, in senso stretto, non lo è affatto, ma è una artista che dimostra di rispettare il proprio mestiere nel momento in cui vuole conoscerne ogni aspetto e calarsi in più ruoli. Pop Heart è un passo più lungo della gamba, un disco che non rimarrà nella memoria collettiva, ma che le è servito per scrollarsi di dosso l’ultimo rimasuglio di compostezza e rigore. Oggi Giorgia è libera persino di sbagliare, di essere imperfetta. Pop Heart lo dimostra. E, in fondo, va bene così.

About author

Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

No comments

Potrebbero interessarti

Dettaglio de La Clownesse Assise di Henri de Toulouse-Lautrec, in mostra al Palazzo Reale di Milano

Un weekend nell'arte a Milano

[caption id="attachment_11965" align="aligncenter" width="1200"]Dettaglio de L...            </div>
        </article>
        
        </div>
    
</div><!-- .recommend-box -->        		            <script>
                ytframe_ID = [];
            </script>
            
            <div class=

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi