La TV delle ragazze è uno spazio di parola da preservare

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In foto, Serena Dandini, conduttrice de La TV delle ragazze nel 1988 e de La TV delle ragazze – Gli Stati Generali, remake della storica trasmissione Rai

In foto, Serena Dandini, conduttrice de La TV delle ragazze nel 1988 e de La TV delle ragazze – Gli Stati Generali, remake della storica trasmissione Rai

«Com’era allora, ancora oggi, non posso accettare che in televisione le donne siano delle belle statuine». Queste le parole di Bruno Voglino, capostruttura di Rai 3 nel 1988, anno in cui andava in onda per la prima volta il programma satirico La TV delle ragazze. Parole, quelle di Voglino, espresse dalla prima fila del pubblico della prima puntata del remake La TV delle ragazze – Gli Stati Generali 1988-2018.

A trent’anni di distanza si sente l’urgenza di ricostruire (per sole quattro puntate, ahinoi) quello spazio di parola per le donne che è stato La TV delle ragazze. Uno spazio in cui le donne possono dimostrare di essere sveglie, capaci e, soprattutto, di avere qualcosa da dire. Questo il più grande pregio di un programma televisivo già divertente e sfrontato.

La TV delle ragazze non è privo di difetti, come del resto non lo è nessun programma televisivo. Ma, seppur restando talvolta ancorato ad alcuni vecchi stereotipi e battute sugli stessi, è una grande conquista in termini di rappresentazione. La varietà di donne sul palco e in collegamento video è una boccata d’aria fresca rispetto alla solita rappresentazione femminile sui media. Ci sono donne giovani, anziane, di successo, precorritrici nei campi più svariati, lesbiche, mamme, politiche, cantanti, serie, buffone, ribelli. Donne in cui finalmente ci si può identificare.

La TV delle ragazze, dopo trent’anni, resta incredibilmente attuale

In foto, parte del cast de La TV delle ragazze (1988): Maria Amelia Monti, Serena Dandini, Francesca Reggiani, Silvia Irene Lippi

In foto, parte del cast de La TV delle ragazze (1988): Maria Amelia Monti, Serena Dandini, Francesca Reggiani, Silvia Irene Lippi

Per presentare questa grande varietà è perfetta Serena Dandini, che nel 1988 aveva ideato La TV delle ragazze e che trent’anni dopo ritroviamo anche più carismatica. Nel corso delle quattro puntate ha riproposto alcuni dei vecchi sketch, ancora incredibilmente sfrontati e attuali, ma la scaletta è composta principalmente da nuovi contenuti. Imitazioni politiche, monologhi, critiche ai doppi standard, intermezzi musicali, interviste a tipi diversi di donne, per cui si spazia da Emma Bonino all’aviatrice Lorenza de Bernardi, da Lilli Gruber a Loredana Bertè, da Malika Ayane alla direttrice d’orchestra Silvia Pennesi e tante altre.

La spalla comica della Dandini, Martina dell’Ombra, è stata una delle perle più preziose. Martina è in realtà il personaggio interpretato dall’attrice Federica Cacciola. Da quattro anni Martina è famosa grazie ai video su YouTube e Facebook. Tanti la amano, tanti altri la odiano e la insultano (quelli che la prendono sul serio). Forse proprio questi ultimi hanno costruito più degli altri la sua fama e nel frattempo Martina/Federica ha pubblicato quest’anno il suo primo romanzo satirico: Fake. Una storia vera. Consigliato a chi non ha paura di Roma sud.

Gli «uomini omega» e quelli offesi de La TV delle ragazze

L'attrice Angela Finocchiaro nello sketch La donna invisibile, per La TV delle ragazze – Gli Stati Generali 1988-2018

L’attrice Angela Finocchiaro nello sketch La donna invisibile, per La TV delle ragazze – Gli Stati Generali 1988-2018

Da La TV delle ragazze non sono esclusi gli uomini; presenti non solo in una buona percentuale di pubblico, ma anche come ospiti. Sono saliti sul palco Elio e le storie tese, Brunori Sas – che si è distaccato dal modello di maschio alfa autodefinendosi «maschio omega 3» – Neri Marcorè, un esilarante e applaudito Corrado Guzzanti. Sono presenti anche negli sketch, come è il caso del giovane gruppo comico The Pills, diventato famoso grazie al loro canale YouTube.

Non è mancata la polemica proprio da parte di un uomo che si è sentito offeso. Ci riferiamo alla critica del senatore Pillon contro una frase di Angela Finocchiaro nel geniale sketch La donna invisibile. Qui l’attrice in una scena, rivolgendosi a delle bambine, dice «Gli uomini sono tutti pezzi di merda». «Mi aspetto scuse pubbliche e immediate da parte della signora Finocchiaro», ha dichiarato un preoccupato Pillon. «Abbiamo concordato di chiedere spiegazioni alla RAI e agli autori nonché alla diretta interessata circa questa vergognosa vicenda». La vergognosa vicenda è stata chiusa molto elegantemente nella puntata successiva da Serena Dandini, che ha esordito con «Un pubblico bellissimo, composto da donne e da uomini in egual misura, e noi siamo molto felici perché qui a La TV delle ragazze amiamo gli uomini moltissimo»! Questa apertura è stata un po’ una bonaria pacca sulle spalle del senatore.

Tra tutte le battute di satira pungente, stupisce che sia stata proprio quella frase della Finocchiaro a suscitare tanto scalpore. La TV delle ragazze è stata molto più sfrontata sulla politica e sulla società in altri sketch. E forse la prima impertinenza nasce dal rendere protagoniste della satira le donne. Donne irriverenti, donne sfacciate, donne pensanti. E, se ci disorienta vederle sotto questa chiave, è perché siamo troppo abituati a una TV dove le donne sono essenzialmente belle e mute, come suggeriva Bruno Voglino.


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Un post condiviso da Martina Dell’Ombra (@top_marty) in data:

Il famoso documentario del 2009 di Lorella Zanardo (
Il corpo delle donne
, circa 20 minuti) è una perfetta sintesi del problema di rappresentazione delle donne nella televisione italiana. Questo breve documentario ha, se non altro, il pregio di usare un linguaggio semplice e divulgativo e, purtroppo, per quanto dal 2009 ci siano stati alcuni miglioramenti, i contenuti di Il corpo delle donne rispecchiano ancora la realtà mediatica. Proprio per questo ci auguriamo che La TV delle ragazze sia solo un assaggio di un cambiamento possibile nella televisione italiana. L’Italia vuole ascoltare la voce delle donne, lo indica lo share superiore al 6%.

Con questo non vogliamo ridurre la questione della percezione delle donne a un problema esclusivamente mediatico. Ce lo ricorda anche Anna Foglietta nell’ultima puntata in un monologo sui proverbi napoletani: la misoginia è ben radicata nella nostra cultura. Certamente però provare a variare i tipi di donne in TV può essere un primo passo verso la normalizzazione della donna come parte di una grande assemblea del diritto di parola. In questo è riuscita con successo La TV delle ragazze – Gli stati generali. Ci mancherà.

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Milena Vesco

Milena Vesco

Nata ad Alcamo, in Sicilia. Ha preso molto sul serio il fatto che "in principio era il Verbo" e adesso studia Comunicazione a Bologna. Ambisce ad ottenere il Guinness World Record per il maggior numero di collant sfilati, ma il suo obiettivo principale è diventare ogni giorno se stessa.

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