Postcrossing: quando a essere di moda sono le cartoline

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Postcrossing: un sito per quest’era 2.0 dove a essere spedite non sono né mail né messaggi di chat, ma le care vecchie cartoline

Postcrossing: un sito per quest’era 2.0 dove a essere spedite non sono né mail né messaggi di chat, ma le care vecchie cartoline

Nelle ultime settimane ho scritto a Solveig e Tom in Germania, a Mirjam in Olanda, a Jo-Marie in Belgio. E ancora a Melissa negli USA e a Chen in Cina, a Yulia in Russia, a Nora in Irlanda e ad Arja-Liisa in Finlandia. Mi sono divertita? Sì, moltissimo. Mi sono iscritta a un sito di incontri? Assolutamente no: ho scoperto Postcrossing: un sito per quest’era 2.0 dove a essere spedite non sono né mail né messaggi di chat, ma le care vecchie cartoline.

Sono incappata in questo sito quasi per caso, ascoltando un video su YouTube. Una youtuber di cui non ricordo il nome (il video mi era comparso tra i consigliati; forse anche YouTube avrà capito che sono un’anima d’altri tempi) mostrava le cartoline ricevute grazie a Postcrossing e io mi sono subito incuriosita. Ho fatto qualche brevissima ricerca – quando si tratta di questo genere di cose ho il mouse facile – e mi sono iscritta. Il gioco è semplice: il sito pesca per te degli indirizzi random, tu leggi il profilo della persona selezionata, gli scrivi una cartolina e aspetti trepidante finché questa persona sconosciuta, magari dall’altra parte del mondo, registra la cartolina sul sito per farti sapere che è arrivata a destinazione. Ogni cartolina infatti, un po’ come succede nel bookcrossing, ha un suo ID che permette di rintracciarla.

L’unico effetto collaterale di tutto questo? Può creare dipendenza! Dopo aver spedito le cartoline e aver cominciato a riceverne tua volta, ti scatta un meccanismo nel cervello che ti spinge a mandarne di più per riceverne di più e conoscere, seppur attraverso poche righe e un’immagine, qualcun altro.


In fondo, scrivere una cartolina è un po’ come raccontarsi e ognuno, come fosse una conversazione reale, lo fa a modo suo.


Ho anche scoperto che esistono forum e gruppi Facebook dedicati – a questi ultimi mi sono unita con piacere per condividere gioie e dolori derivanti dalle nostre care, vecchie e lente Poste Italiane. Ci sono persone che scambiano cartoline da anni, che hanno instaurato splendide amicizie a distanza con altri postcrosser; altre che hanno trovato amici di penna con i quali si scrivono regolarmente.

Io sono completamente e perdutamente affascinata da questo scambio analogico in questa nostra era digitale. Con il postcrossing tutto è lento e riprende una dimensione più umana. Ogni volta si spedisce a una persona diversa, si conosce una persona attraverso il suo profilo, si deve scegliere cosa inviare e, soprattutto, cosa scrivere; c’è chi vuol conoscere tradizioni e aneddoti, chi vorrebbe una frase scritta nella lingua di chi invia, chi, semplicemente, vorrebbe leggere dei saluti sinceri. Certo, anche qui non mancano i pretenziosi e gli spocchiosi, ma dove non si incontrano persone così?

Insomma, il postcrossing è la mia scoperta dell’estate 2018: mi sono divertita più di una bambina a scegliere cartoline, scriverle e inviarle. Riceverle, invece, è ogni volta una grande scoperta: Ely-Janne mi ha raccontato della fiera del libro di Eindhoven, Annette della sua regione in Germania, mentre Virpi mi ha scritto una lunghissima frase in finlandese che credo non capirò mai; Pauline ha addirittura dei suoi stickers personalizzati da apporre come firma, mentre Minna adora la Disney e personalizza le cartoline con washi tape a tema. Martika, Tonya, Andrea e tutti gli altri salutano, si presentano e fanno domande sull’Italia, sulle Dolomiti oppure su quello che ho scritto nella mia presentazione. In fondo, scrivere una cartolina è un po’ come raccontarsi e ognuno, come fosse una conversazione reale, lo fa a modo suo.

Nell'immagine, il funzionamento del sito Postcrosing

Nell’immagine, il funzionamento del sito Postcrosing

Con il postcrossing sto viaggiando senza muovermi da casa, scoprendo luoghi nuovi ogni volta che, dalla bussola, tiro fuori una nuova cartolina. Mi sono sempre piaciute le cartoline così come le lettere, perché conservano quel fascino antico della scrittura che troppo spesso si dimentica oggigiorno. Da quando ho iniziato, ho già contagiato altre due persone a unirsi ai postcrosser e spero di convincerne altre a provare perché è divertentissimo e poi– diciamocelo pure! – tornare a casa e trovare i saluti sinceri di uno sconosciuto può risollevare le sorti della giornata più grigia!

About author

Antonella Beozzo

Antonella Beozzo

Blogger, Bookaholic. Appassionata di libri, musica, film e natura, colleziono libri, istantanee e ricordi. Classe 1989, aspirante storyteller e clarinettista per diletto.

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