Questa è l'ultima volta che ti dimentico: grazie, Levante!

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Levante, cantautrice e autrice del romanzo Questa è l'ultima volta che ti dimentico, in una foto di Alessio Albi

Levante, cantautrice e autrice del romanzo Questa è l’ultima volta che ti dimentico, in una foto di Alessio Albi

Piccola ma doverosa premessa, qui non ci sono spoiler. Non ho intenzione di rivelarvi il finale (non finale) del nuovo libro di Levante. Piuttosto, voglio consigliare a ognuno di voi di immergersi in questa storia e lasciarsi trasportare nella vita di Anna. Per questo motivo, non preoccupatevi, non vi rovinerò la lettura.

Questa è l’ultima volta che ti dimentico è il secondo romanzo di Claudia Lagona, in arte Levante. Ho iniziato a leggere il libro la sera stessa dell’uscita in libreria, il 13 novembre. Erano circa le 20:00 e non ho potuto fare a meno di rimanere incollata a queste pagine fino a notte fonda. Esatto, l’ho finito in poche ore e vorrei rileggerlo ancora e ancora. Ma è un libro che fa un po’ male, quindi sarebbe meglio leggerlo a piccole dosi.

“A te che non so più chi sei”: questa è la dedica che Levante fa al lettore, al suo interlocutore, ad Anna forse o a chi si sente come lei. O forse ancora a Egle, a Giulio, a tutti i protagonisti di questa storia.

La bellezza dei primi incontri, della conoscenza, dello scoprirsi giorno dopo giorno, ma anche le difficoltà economiche, i rapporti familiari, la mafia, affrontare la morte, prendersi gioco della religione, pregare un Dio che non sai bene chi è. Questo e altro ancora c’è in un libro che mi ha tolto il fiato. Che mi ha fatto piangere, emozionare. Mentre sfogliavo le pagine, ero in attesa di una rivelazione, come se sapessi anche io di quel segreto, di quel tormento interiore.


I sogni sono eroici slanci di speranza, la migliore proiezione di noi nel futuro. Alcuni sono sorretti da una grande vocazione, una sorta di missione, altri sono timidi e con il tempo sbiadiscono, come vecchie fotografie di un domani mai compiuto.


Dettaglio della copertina di Questa è l'ultima volta che ti dimentico, il secondo romanzo di Levante, edito da Rizzoli

Dettaglio della copertina di Questa è l’ultima volta che ti dimentico, il secondo romanzo di Levante, edito da Rizzoli

Questa è l’ultima volta che ti dimentico è ambientato tra un paesino della Sicilia e Torino sullo sfondo, nei sogni, nella possibilità di una vita migliore. Questa storia non credo sia una storia di coraggio, direi più di coraggio mancato. Di atti mancati. Di silenzi imposti, dovuti. Di un sentimento che va oltre le logiche, le imposizioni, le regole della società. Forse per questo è una storia vera, perché non c’è sempre un lieto fine come nelle favole, perché a volte è più facile vivere una vita imposta dalle persone intorno a noi, piuttosto che combattere guerre perse in partenza.

La prepotenza della vita che cambia le carte sul tavolo, che ti illude di un qualcosa che poi cambia improvvisamente, che ti dà la possibilità di disegnare tutto perfettamente e poi strappa il foglio e ricomincia. Ecco cosa ho ritrovato nel libro di Levante e cosa me lo ha fatto amare, insieme alle diverse canzoni che accompagnano la lettura e che l’autrice ha racchiuso in una playlist. La mia preferita è senza dubbio Anna e Marco di Lucio Dalla, mai canzone fu più giusta.

Vorrei dire tante altre cose su Questa è l’ultima volta che ti dimentico, ma non posso. Voglio lasciare a voi la libertà di scegliere di leggerlo e fidatevi se vi dico che è una scelta che vi porterà gioia e dolore con la stessa intensità, a momenti alterni. Perciò, abbiatene cura.

Non so quanto di Levante ci sia in Anna, o in Egle; se questa storia è frutto della sua fantasia o, come spesso accade, è un miscuglio di storie. Nei ringraziamenti finali c’è scritto “Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale… forse”. Vi lascio con questo dubbio.

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Giulia Perna

Giulia Perna

Meglio conosciuta come Capa Riccia. Salernitana di nascita e bolognese per amore di questa città. Ha conseguito il titolo di Laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d'impresa presso l'Università di Bologna. Si definisce "malinconica per vocazione". Da grande vorrebbe osservare le stelle. Crede nella forza delle parole, nella bellezza che spacca il cuore e nella gentilezza rivoluzionaria. Le piace andare ai concerti, mischiarsi tra la gente, sentire il profumo del mare e camminare sotto i portici.

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