Spreco alimentare: nel 2050 li sfameremo tutti?

0
Spreco alimentare: ogni anno milioni e milioni di tonnellate di cibo vengono gettate in ogni parte della catena, dalla produzione fino al consumo finale

Spreco alimentare: ogni anno milioni e milioni di tonnellate di cibo vengono gettate in ogni parte della catena, dalla produzione fino al consumo finale

Provate a prendervi cinque minuti per fare un sondaggio assolutamente personale; nessuno vi giudicherà, perché i risultati che otterrete rimarranno privati e saranno solo affare vostro e della vostra coscienza. Siate diretti, dritti al punto, senza possibilità di tergiversare: o è sì o è no.

Avete mai sprecato cibo?

Questa domanda ha una risposta quasi scontata perché ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, ha gettato nel cestino degli avanzi, prodotti deperiti o alimenti che non si volevano più consumare. Nulla di strano, a volte capita di riempire il bidone dell’umido con dei resti, ma quanto spesso lo facciamo?

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Waste Watcher 2018, ogni italiano spreca all’anno 36 chili di cibo. Una netta evoluzione, se si pensa che solo fino a poco tempo fa ne gettavamo 84. Siamo migliorati, invecchiando diventiamo più saggi; eppure quel 36 è una media a persona, che va moltiplicata per circa sette zeri – ovvero per i sessanta milioni di individui presenti in Italia. Stiamo parlando di 2.160.000 tonnellate di prodotti che diventano spazzatura ogni anno. In un Paese densamente popolato, è vero, ma si tratta di 60 milioni su un totale di oltre 7 miliardi e mezzo. Quante persone avremo potuto sfamare se solo fossimo riusciti a gestire meglio i nostri acquisti, o i nostri occhi, sempre più affamati delle nostre pance?

Secondo la FAO, un terzo della produzione mondiale viene “persa” prima ancora di essere consumata

Secondo la FAO, un terzo della produzione mondiale viene “persa” prima ancora di essere consumata

Nell’ultimo documentario realizzato dallo chef Anthony Bourdain si trattava il tema della piramide dello spreco alimentare, un circolo vizioso che non comincia dalle persone ma parte dall’agricoltura e si conclude con noi. Annualmente, solo negli Stati Uniti, 10 milioni di tonnellate di cibo non vengono raccolte e, di nuovo, si sta considerando la media di un solo Paese nel mondo. Secondo la FAO, un terzo della produzione mondiale viene “persa” prima ancora di essere consumata. Forse allora non è vero che nei prossimi anni dovremo aumentare le rese dei campi per sfamare l’intera popolazione terrestre; magari basterà usare delle semplici accortezze ed evitare di sperperare una risorsa così fondamentale.

Nonostante questi dati allarmanti, c’è chi si è già messo al lavoro per mettere un freno a tutto ciò.

Francia, Italia e UK: come si lotta allo spreco?

In Italia l’app non è ancora arrivata ma ci sono delle startup che offrono servizi simili. Una di queste è MyFoody

In Italia l’app non è ancora arrivata ma ci sono delle startup che offrono servizi simili. Una di queste è MyFoody

In Francia, per esempio, esiste un’applicazione che si chiama Too Good to Go, grazie alla quale si possono recuperare, per qualche euro, i piatti della giornata invenduti dai ristoranti: la piattaforma è disponibile in diversi Paesi dell’Unione Europea. In Italia l’app non è ancora arrivata ma ci sono delle startup che offrono servizi simili. Una di queste è MyFoody, che assieme a diverse catene di supermercati, propone prodotti prossimi alla scadenza, con difetti di confezionamento o stagionali al 50%.

Per Toast Ale la sfida è stata riuscire a recuperare parte di quelle 900.000 tonnellate di pane che ogni anno sono gettate nel Regno Unito per farne qualcosa di buono: l’idea è stata sfruttarle per produrre della birra. Il pane sostituisce, infatti, un terzo dei cereali presenti nell’impasto della bevanda.

L’innovazione non riguarda solo creare cose nuove; spesso, come in questi casi, passa anche attraverso il riutilizzo e il riciclo materiali. Il nostro obiettivo dev’essere il cambiamento dei consumi volto a recuperare tutto lo spreco che finora abbiamo prodotto. Tra qualche tempo saremo quasi 10 miliardi: come sfameremo quelle persone in più se ogni anno gettiamo quello con cui loro potrebbero sopravvivere?

About author

Anna Demin

Anna Demin

Alle presentazioni scritte su carta preferisco quelle davanti a una birra ghiacciata e ascoltando musica di dubbio gusto in luoghi di dubbia arredamento per qualsiasi epoca storica.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi