Le terrificanti avventure di Sabrina è un guizzo di colore nel grigiore di novembre

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Foto promozionale della nuova serie Netflix, Le terrificanti avventure di Sabrina

Foto promozionale della nuova serie Netflix, Le terrificanti avventure di Sabrina

*La recensione che segue non contiene spoilers*

Ho cominciato a guardare Le terrificanti avventure di Sabrina cercando qualcosa di sinistro-ma-non-troppo da guardare la notte di Halloween con le mie amiche. La fanciullina rinchiusa in me ha urlato fortissimo quando ha visto il poster della serie su Netflix perché la protagonista, Kiernan Shipka, ricordava tantissimo Melissa Joan Hart, la Sabrina “originale”. E via con un fiume in piena di ricordi: Ma mi piaceva più il cartone o il telefilm?”, “Com’è che si chiamava il gatto? Saverio, mi pare”, “Ma che ne sanno i 2000…”. Insomma, le mie aspettative erano altissime, perché non è semplice eguagliare il calore di un lieto ricordo d’infanzia senza distorcerlo o rovinarlo del tutto; eppure mi sento di dire che la serie di Roberto Aguirre-Sacasa ce l’abbia fatta del tutto a farmi tornare bambina almeno per qualche ora.

Le terrificanti avventure di Sabrina: la serie

Innanzitutto, mi sembra doveroso dire che la nuova serie non ha niente a che vedere con Sabrina, vita da strega, né per quanto riguarda la trama né per il target dello show, che è sicuramente rivolto a un pubblico più adulto.

Così come la celebre sitcom, lo show è inspirato da una serie di fumetti, Sabrina the Teenage Witch, pubblicati a partire dagli anni ‘70. È unoa serie xhc parla di streghe, ambientato a Greendale, una cittadina in cui il sovrannaturale si mescola con l’ordinario quotidianamente, e il twist dark, che è comunque abbastanza soft a mio parere, si fa sentire sin dai primi minuti della serie horror-supernatural. Insomma, se siete proprio fifoni, non guardatelo prima di andare a letto.

In foto, l'attrice Kiernan Shipka in una scena della serie Le terrificanti avventure di Sabrina

In foto, l’attrice Kiernan Shipka in una scena della serie Le terrificanti avventure di Sabrina

La serie è incentrata sulla vita di Sabrina Spellman, metà strega e metà umana, che alla vigilia dei 16 anni è costretta a prendere una decisione importante: proseguire la sua vita umana accanto al suo amato Harvey e alle sue amiche o firmare il libro di Satana, diventando una strega a tutti gli effetti.

Sabrina è la protagonista eroina per eccellenza: è altruista e usa i suoi poteri per tirare fuori dai guai i suoi amici (ma anche i suoi nemici); è sveglia, arguta, si pone tanti dubbi su un sistema che la vuole schiava di Satana senza fare troppe domande e cerca di ribellarsi contro il dominante atteggiamento sessista in cui verte la società in cui vive; è carismatica e ambiziosa, ma a volte anche troppo ingenua. Insomma, Sabrina piace e non può non piacere, anche (e soprattutto) quando commette degli errori irreparabili ed è schiava della sua stessa fragilità.

Tutti i personaggi della serie sono caratterizzati splendidamente e il ruolo di ognuno è fondamentale ai fini della trama. Tra le performances degli attori spiccano quelle delle adorate zie Zelda (Miranda Otto) e Hilda (Lucy Davis), la prima austera ed elegante, l’altra buffa e dolcissima; l’inquietante Father Blackwood (Richard Coyle), la misteriosa Mrs Wardwell (Michelle Gomez) e la sadica Prudence (Tati Gabrielle). Mi è mancato tanto invece il buon gatto Salem (non Saverio), che c’è ma è quasi inutile – e soprattutto non parla. Sigh.

Il punto di forza della serie è forse il contrasto tra l’umanità di Sabrina, che esprime paure e perplessità in cui chiunque può riconoscersi, e la sua natura sovrannaturale, ma è proprio la metà umana che la porta a essere critica degli aspetti più grotteschi del mondo di streghe e stregoni, ciecamente devoti a Satana e a tutti i suoi capricci. Questa spassionata adorazione del Signore Nero è a tratti grottesca, ma soprattutto comica: infatti, sebbene non sia più una sitcom, l’humor di certo non manca nella nuova serie Netflix – bastano i personaggi di Hilda e Zelda ad alleggerire l’atmosfera coi loro battibecchi che culminano spesso nell’altrui omicidio.

La colonna sonora è un altro punto di forza della serie. È fresca, rockeggiante, alterna grandi classici a canzoni più moderne, si fa sentire e a tratti fa da protagonista; include The Cramps, The Velvet Underground, Blondie e tante altre banging tunes che vi faranno saltare dal divano quando meno ve lo aspettate.

Per me è sì

Sabrina è il guilty pleasure di cui non sapevi di avere bisogno, che farà scorrere più velocemente il mese di novembre – un mese che notoriamente ha la durata di circa 14 settimane anziché 4. Non a caso Le terrificanti avventure di Sabrina è arrivato su Netflix il 26 ottobre, giusto in tempo per dare un po’ di colore (nero) alle tue pause studio. Solo che anziché durare 10 minuti, dureranno almeno un’ora, se riuscirai a limitarti a guardare un episodio alla volta. Infatti, i creatori di Sabrina puntano tutto sul binge-watching (guardare più episodi di seguito di una stessa serie) e hanno molta cura nell’inserire cliff-hangers alla fine di ogni episodio. Consiglio spassionato: non cominciate questa serie se siete in un periodo critico di studio matto e disperatissimo e avete un esame tra una settimana.

Non vi aspettate di guardare la serie della vita, che vi arricchirà culturalmente e che vi sbalordirà con una trama complessissima e performances da paura: Sabrina non è niente di tutto questo. È piacevole, senza pretese, divertente e macabra al punto giusto. Non annoia, anzi diventa più interessante di puntata in puntata, e soprattutto non è mai banale o prevedibile.

Colfinale glorioso e cazzuto però arriva la consapevolezza che la data di rilascio della seconda stagione non è ancora stata annunciata e forse avresti dovuto guardare gli episodi con meno avidità. Ma se puoi aspettare anni per l’ultima stagione di Game of Thrones, resisterai anche per capire cosa è successo ai capelli di Sabrina nell’ultima puntata – e se finalmente Salem smetterà di essere così inutile.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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