Tex, 70 anni di mito in mostra a Milano

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«Tex Willer è qui! E pronto a regalare altro piombo!».

Dal 2 ottobre al 27 gennaio il Museo della Permanente a Milano onora il fumetto più comprato dagli italiani con la mostra Tex, 70 anni di mito, a cura dello storico del fumetto italiano Gianni Bono.

Si tratta di un compleanno importante per il ranger e capo dei Navajo Tex Willer, che esce in edicola per la prima volta il 30 settembre 1948. Un personaggio su cui si riponevano poche speranze ma che, in pochi mesi, ha fatto ricredere tutti. Oltre ai 70 anni, infatti, festeggiamo altre ricorrenze: 60 anni dalla prima uscita della collana Tex Gigante, 50 anni dalla prima storia inedita sulla stessa collana, 30 anni da Tex il grande, ovvero il primo Albo Speciale, detto Texone, seguito da tanti altri esposti nella mostra, ogni volta disegnati da un diverso artista internazionale.


Una sola mossa e ti spedisco a guardare l’erba dalla parte delle radici.

– Dialogo fra Tex e il gradasso di turno


La mostra è adatta sia ai meno appassionati – in quanto ripercorre tutta la storia di Tex nei dettagli, per non perdersi nessun passaggio – sia ai lettori più fedeli, per i quali è pensata qualche chicca come l’esposizione in anteprima della tavola n° 100.000, che si troverà in edicola solo a febbraio 2019 con il n. 700 della saga. In occasione dell’anniversario è stato inoltre stampato il più grande formato di Tex della storia: si tratta di una ri-edizione speciale di La mano rossa, storia stampata in prima edizione nel più piccolo albo di Tex della storia. Entrambe sono esposte in mostra vicino a molte altre curiosità.

Tex, 70 anni di mito @ Museo della Permanente, Milano. In foto, la più piccola stampa del fumetto Tex e la sua ri-stampa nel formato gigante © partedeldiscorso.it / Milena Vesco

Tex, 70 anni di mito @ Museo della Permanente, Milano. In foto, la più piccola stampa del fumetto Tex e la sua ri-stampa nel formato gigante © partedeldiscorso.it / Milena Vesco

70 anni fa Tex Willer nasceva dalla caratterizzazione di uno sceneggiatore visionario, Gianluigi Bonelli, e dalla matita del suo primo disegnatore Aurelio Galappini (Galep), che fu ispirato dalle fattezze dell’attore Gary Cooper nel film Tamburi Lontani. Ma come ha fatto Tex Willer a rimanere così amato durante i decenni e resistere al passare di tante mode, al punto da accrescere ancora la sua fama in sempre più nazioni?

Il papà Gianluigi Bonelli se lo spiega così: «Il motivo del successo? La mia identificazione nel personaggio: le avventure di Tex le vivo io. E se non le “sento” resto fermo davanti alla macchina da scrivere anche due o tre giorni. Quando l’idea arriva mi calo nel personaggio e mi metto furiosamente a scrivere».

Tex, 70 anni di mito @ Museo della Permanente, Milano. In foto, la scrivania di Gianluigi Bonelli, sceneggiatore del fumetto Tex © partedeldiscorso.it / Milena Vesco

Tex, 70 anni di mito @ Museo della Permanente, Milano. In foto, la scrivania di Gianluigi Bonelli, sceneggiatore del fumetto Tex © partedeldiscorso.it / Milena Vesco

Differente l’opinione di alcuni appassionati – dove per “alcuni appassionati” intendo mio padre, venuto in treno dalla provincia di Trapani per visitare la mostra. “Alcuni appassionati” vedono in lui un dio della giustizia, eterno in quanto dio ed eterno in quanto incarnazione del principio per cui si batte, lo stesso senso della giustizia che avrebbe portato l’autore a trasformare Tex da ricercato giustiziere solitario a ranger del Texas.

Forse è un po’ azzardato eleggere la morale di Tex al senso universale di giustizia, ma certo è che sotto questo aspetto Tex è sempre stato distaccato dal senso morale di moda, ovvero quello degli altri media contemporanei a lui. Un esempio su tutti: quando le sale dei cinema erano colme di personaggi di nativi americani stereotipati e ridicolizzati, tra le pagine di Tex viveva il navajo Tiger Jack, personaggio rivoluzionario, che simboleggia l’orgoglio dei pellerossa. Agli indiani relegati al ruolo di antagonista sullo schermo si contrappone nel fumetto l’amicizia e il valore di Tiger, un imperturbabile e flemmatico saggio.

Tex, 70 anni di mito @ Museo della Permanente, Milano. In foto, una tavola che ritrae Tex e Lilyth © partedeldiscorso.it / Milena Vesco

Tex, 70 anni di mito @ Museo della Permanente, Milano. In foto, una tavola che ritrae Tex e Lilyth © partedeldiscorso.it / Milena Vesco

Altri due sono i personaggi più famosi che enfatizzano la posizione anticolonialista da sempre presente negli albi di Tex: Lilyth e Kit Willer. Lilyth è l’unico amore di Tex e resterà sempre tale, nonostante la sua morte prematura: figlia del sakem della tribù Freccia Rossa, salva la vita di Tex quando sta per essere giustiziato proponendo un matrimonio tra i due. Grazie a questa unione, Tex Willer diventerà capo bianco della tribù dei Navajos e Lilyth darà alla luce il mezzosangue Kit Willer. Kit va molto fiero della sua origine navajo e la difende dai gradassi che cercano di offenderlo, o peggio, che offendono l’amico Tiger.


– Se non fosse per il colore della pelle sembreresti un bianco.
– Bada a come muovi la lingua.

– Dialogo tra Kit e il gradasso di turno


E se Tex è già mito, giustizia, dio, Ranger, capo dei Navajo, collezionismo, presto forse diventerà anche un parco a tema in provincia di Padova. In mostra è esposta un’anteprima virtuale del futuro Tex Willer World, un progetto ambizioso che sta procedendo attualmente nel suo iter autorizzativo, ma speriamo di visitare presto dal vivo il mondo più famoso della Sergio Bonelli Editore.

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Milena Vesco

Milena Vesco

Nata ad Alcamo, in Sicilia. Ha preso molto sul serio il fatto che "in principio era il Verbo" e adesso studia Comunicazione a Bologna. Ambisce ad ottenere il Guinness World Record per il maggior numero di collant sfilati, ma il suo obiettivo principale è diventare ogni giorno se stessa.

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