L’arte delle lettere: Violet Evergarden

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Un'immagine di Violet Evergarden, protagonista dell'omonimo anime, disponibile su Netflix

Un’immagine di Violet Evergarden, protagonista dell’omonimo anime, disponibile su Netflix

Non credevo che l’algoritmo di Netflix potesse conoscere i miei gusti e le mie preferenze in modo così appropriato, fino a quando non mi ha consigliato la visione di Violet Evergarden. Trattasi di un anime giapponese, racconta la storia di una giovane ragazza, Violet, rimasta orfana, che trascorre tutta l’adolescenza sui campi di battaglia, sfruttando le sue capacità belliche. Una volta terminata la guerra, essendo stata a contatto solo con la morte e la distruzione, Violet è incapace di provare sentimenti, così come comprendere quelli delle persone che la circondano. Proprio per questo motivo, decide di diventare una bambola di scrittura automatica, cioè una figura professionale alla quale i clienti commissionano la stesura di una lettera nei confronti di una persona che hanno a cuore.

Da questo momento inizia il viaggio interiore di Violet e dello spettatore – grazie anche a una grafica d’eccezione e a dialoghi profondi e ricercati. A poco a poco Violet entrerà in contatto con l’amore in tutte le sue forme: l’amore fraterno, tra amanti, e dei genitori verso i figli – preparate i fazzoletti. Riuscirà Violet a comprendere i sentimenti? Riuscirà a fare pace con il proprio passato – pensare che le sue stesse mani, con cui ha tolto la vita a molte persone, possano ora essere usate per avvicinarle? Ovviamente sono domande a cui non posso rispondere, ma attraverso alcuni dialoghi, alcune prese di posizione dei personaggi, posso affermare che l’anime Violet Evergarden rappresenta un inno alla vita e alla non violenza.


 

Le parole possono avere più interpretazioni. Le parole che dici ad alta voce non sono tutto. È una debolezza degli esseri umani: molte volte mettono gli altri a dura prova per confermare la propria esistenza. È una contraddizione.


Un altro aspetto fondamentale sono le lettere. Ho sempre avuto una passione per quest’ultime – scriverle, spedirle e non di meno riceverle – e l’anime si fa portavoce di quella teoria – che annovera anche la sottoscritta fra i sostenitori – secondo la quale sia più semplice esprimere sentimenti articolati, emozioni complesse o concetti importanti attraverso la parola scritta. Nell’epoca della tecnologia e del digitale a cui stiamo assistendo, è stato magnifico vedere apparire le macchine da scrivere e i clienti affidare i propri sentimenti alle persone e alle lettere, un semplice foglio di carta che può cambiare la vita al ricevente.

Ho immaginato quanto bello sarebbe stato se esistesse un lavoro del genere e, nonostante abbia all’attivo già due corrispondenze cartacee, sento la necessità di scrivere e scrivere lettere. Questo articolo contiene quindi anche un appello: conoscete qualche progetto che abbia a che fare con le lettere o gli scambi epistolari? In cambio vi lascio la mia password dell’account Netflix per guardare Violet Evergarden.

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Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

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