Bohemian Rhapsody: nessuna fuga dalla realtà

0
La locandina del film Bohemian Rhapsody, di Bryan Singer

Dettaglio della locandina del film Bohemian Rhapsody, di Bryan Singer

C’è voluto un sacco di tempo ma alla fine questo film è arrivato: Bohemian Rhapsody è finalmente giunto sugli schermi di tutto il mondo dopo anni di beghe produttive che hanno portato a cambi di attori prima e di registi poi. Gli unici a credere nel progetto fino alla fine sono stati proprio Brian May e Roger Taylor, i due Queen rimasti (John Deacon si è ritirato a vita privata nel 1992, dopo il Freddie Mercury Tribute) ed è un bene che sia stato così.

Da quando è stato annunciato il progetto nel, 2010, svariati problemi di produzione si sono susseguiti quasi incessantemente per questa pellicola: prima l’abbandono del progetto da parte dell’attore allora scelto per interpretare Mercury, Sacha Baron-Cohen (questi, a quanto pare, voleva un focus maggiore sulla vita privata di Freddie e sui suoi lati oscuri, mentre la band voleva affrontare questo aspetto in modo meno diretto); poi la dipartita del regista Bryan Singer dopo tre mesi di riprese, concluse poi da Dexter Fletcher; infine i problemi sulla rappresentazione della sessualità di Mercury, i rumours (rivelatisi falsi) sul fatto che il film fosse incentrato solo sugli ultimi sei anni di vita del frontman… Insomma, una bolgia infernale.

Nonostante tutto, questo film è forse il prodotto migliore che sia mai potuto uscire da una produzione così travagliata. Emoziona, intrattiene e non annoia nemmeno per un secondo, contando che dura ben due ore e mezza. È un film, questo, che vuole raccontare Freddie Mercury al mondo senza rinunciare all’importanza degli altri tre membri della band. I Queen vengono ricordati per la figura leggendaria di Mercury ma chi li conosce sa quanto fossero centrali May, Taylor e Deacon nella vita dello stesso Freddie. Adoro il fatto che ci sia un parallelismo incredibile tra le storie di Bohemian Rhapsody, quella del film e quella della canzone da cui prende il titolo: entrambi fuoriusciti da lavorazioni estenuanti, entrambi arrivati al pubblico nell’incertezza generale, entrambi premiati nonostante i rischi.

I Queen non sono stati una band diversa dalle altre in quanto a litigi: erano quasi sul punto di sciogliersi sul serio, ma poi non è successo. Freddie scoprì di avere l’AIDS e i litigi, le divisioni, i rancori non contavano più. Il film ha voluto concludersi all’apice della loro gloria (punto da cui i Queen non sono più scesi), e ha voluto sbatterci in faccia quanto Freddie fosse umano, quanto la sua omosessualità lo perseguitasse, quanto la sua solitudine lo avesse portato fuori strada. “Friends will be friends”, dice una loro canzone, e Freddie li ritrova nel momento peggiore, sia gli altri tre membri della band sia Mary Austin, personaggio centrale nella sua vita.

Vorrei fare una menzione speciale alla scena del Live Aid: oltre a essere la fedeltà fatta cinema è la sequenza più emozionante del film perché riesce a dimostrare cos’è che ha reso i Queen immortali: il loro contatto con il pubblico, così ricercato e voluto, così coinvolgente anche per chi non li aveva mai ascoltati in vita sua. Le reazioni degli spettatori durante la performance del Live Aid sono al limite del commovente.

Gli attori Rami Malek (Freddie Mercury) e Lucy Boynton (Mary Austin) in una scena del film Bohemian Rhapsody

Gli attori Rami Malek (Freddie Mercury) e Lucy Boynton (Mary Austin) in una scena del film Bohemian Rhapsody

Le interpretazioni sono, a mio avviso, tutte molto buone, ma ce n’è una che spicca sulle altre ed è quella che ha conquistato tutti: quella di Rami Malek. L’attore – su cui nessuno avrebbe puntato – alla fine è quello che regala la performance più sensazionale di tutto il film, riprendendo ogni più piccola sfumatura della personalità di Freddie Mercury e donandogli uno spessore, con tutte le luci e le ombre che lo accompagnavano, che ci ricorda in pieno quella figura leggendaria che è giunta fino ai giorni nostri e che non sarà dimenticata tanto facilmente.

Purtroppo, Bohemian Rhapsody non è esente da inesattezze storiche: ho quasi rabbrividito quando mi sono accorta che, nel film, We Will Rock You era inserita come canzone composta nel 1980 – in realtà risale a tre anni prima. Questi, però, sono errori che può notare chi, come me, ascolta i Queen da una vita, ma si sa che il pubblico più generalista non fa caso a questi dettagli (anche perché non stonano con l’andamento del film).

Il problema principale di questa pellicola, secondo me, è che dura troppo poco. Dei 15 anni di storia dei Queen tanto è stato sacrificato, ma quel che c’è è ottimo. Io butto lì l’idea: perché non fare un Queen Cinematic Universe? Ovviamente sto scherzando, eppure le voci riguardanti un sequel non sarebbero così campate in aria. Se i primi quindici anni sono stati trattati in questo modo, saltando da un album all’altro e mostrando quanto Freddie e la band avessero bisogno l’uno dell’altra, giuro che un secondo film sugli ultimi sei anni di vita di Mercury, in cui c’è tutto il tempo di mostrare la lavorazione agli ultimi tre album storici (A Kind of Magic, The Miracle e il fenomenale Innuendo) e l’unità ritrovata nel gruppo sarebbe una scommessa che, con questo cast e la determinazione di Taylor e May, si potrebbe tranquillamente vincere.

About author

Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

No comments

Potrebbero interessarti

La copertina del nuovo labum di Monsieur Blumenberg, Divertissement Avec Du Punk Rock

Monsieur Blumenberg: il salotto del Punk

[caption id="attachment_11307" align="alignnone" width="666"]La copertina del nuovo la...            </div>
        </article>
        
        </div>
    
</div><!-- .recommend-box -->        		            <script>
                ytframe_ID = [];
            </script>
            
            <div class=

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi