Chiara Dello Iacovo, che ha un’anima millenaria

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La cover del nuovo album di Chiara Dello Iacovo, Epigrafe

La cover del nuovo album di Chiara Dello Iacovo, Epigrafe

No, non è possibile che Chiara Dello Iacovo, cantautrice piemontese, abbia appena ventitré anni. Deve avere un’anima millenaria, aver vissuto più vite, altrimenti non si spiega. La consapevolezza, la lucidità, la precisione con cui racconta l’animo umano, le sue infinite evoluzioni e i fatti più deprecabili di cui è responsabile fanno di lei un’artista con un talento innato non tanto (e non solo) nella musica – quindi nella scrittura – ma soprattutto nell’indagare gli infiniti volti dell’uomo alla ricerca quella verità sottile, dolorosa e persino fastidiosa che ognuno di noi finge di non sapere perché fa male, come tutte le cose che eludiamo per mancanza di coraggio ma che poi, puntuali, ritornano.

Chiara è una ragazza coraggiosa – o forse soltanto incosciente, vista l’età – che cerca la verità; non una soluzione di comodo né di fortuna, ma ciò che si nasconde sotto il primo strato di pelle e di vita. Questo fa di lei una cantautrice onesta, diretta, impertinente. Sì, avete capito bene, impertinente, perché mette in luce certe verità scomode senza chiedere il permesso e le spoglia di ogni infrastruttura, e chi è sensibile, necessariamente, finisce per farvi i conti, per soffrirne un po’ e poi per esserle grato.


Pochi giorni fa è arrivato Epigrafe, il suo secondo album di inediti. Un disco primordiale, selvaggio, che scava con le unghie e si sporca le mani, che fa emergere verità scomode, stropicciate, impreparate; è tagliente, arrogante, precisissimo. Niente scorciatoie, niente attenuanti, solo la verità nuda, cruda e diretta.


La sua musica è così, parte da un racconto personale e finisce per svelare aspetti che ci riguardano tutti, nessuno escluso. Basti pensare ad Abitudine, il primo brano tratto dal suo nuovo progetto discografico. Abitudine è intima a tal punto da chiedere all’ascoltatore di attraversarla in punta di piedi; è un dialogo tra Chiara e se stessa, tra Chiara e il suo riflesso, che non è esattamente la sua immagine, ma la proiezione di piccoli e grandi dolori, fatiche e consapevolezze. Chiara canta: “Mi dici di avermi sorriso / Ma io vedo solo due fila di denti / E lascia che le cose si risolvano da sé / Le previsioni logiche non fanno che confondere / Non è che sembra immobile a restar così com’è / Ma sei tu che anche cambiare / L’hai ridotto a un’abitudine”.

In foto, Chiara Dello Iacovo, autrice dell'album Epigrafe

In foto, Chiara Dello Iacovo, autrice dell’album Epigrafe

E poi, quest’estate, è arrivata Nessuno sposta i piedi: qui lo sguardo si espande, abbraccia un’umanità in piena regressione, di fatto disumanizzata, in balia dell’apparenza, dell’omologazione, un’umanità che ha dimenticato di essere. Chiara canta: “Semafori scandiscono gli incroci pedonali / La giungla ha le sue leggi sottratte agli animali / Le zebre della strada non si fanno rispettare / Ogni esitazione è una colpa da espiare / Linee tratteggiate a disegnare tapparelle / Madri con le figlie a fingersi sorelle / Padri con le figlie da esibire a una platea / Ma le ultime conchiglie le ha già prese la marea / E allora lasciami rallentare / Che tuo girare in tondo non mi fa più toccare il fondo / E non c’è spazio per camminare / Perché nessuno sposta i piedi nemmeno se lo chiedi”. Ma i versi in cui Chiara racconta come ha imparato a vivere in mezzo a quest’umanità di cui fa parte ma a cui con difficoltà prende parte, sono: “Vita che precipita nel vuoto senza fretta / Ma in fondo basta un attimo a tirare la catena / Siamo come tartarughe rovesciate sulla schiena / Con la pancia al firmamento a cercar la traiettoria / A sperare che il finale ci migliori anche la storia / Ma mi astengo e tiro i dadi aspettando la fortuna / Sono solo un marciapiede innamorato della luna”.

Chiara ha trovato il suo posto nel mondo esattamente nella capacità di non cercarsi mai in un posto solo, nel talento di scoprirsi ogni giorno diversa, in costante evoluzione.

Poi, pochi giorni fa, è arrivato Epigrafe, il suo secondo album di inediti. Epigrafe è un disco primordiale, selvaggio, che scava con le unghie e si sporca le mani, che fa emergere verità scomode, stropicciate, impreparate; è tagliente, arrogante, precisissimo. Niente scorciatoie, niente attenuanti, solo la verità nuda, cruda e diretta. Epigrafe è un disco da ascoltare, che non si consuma – dunque e finalmentein un ascolto solo ma è pieno di contenuti, sfaccettature, bellezza, violenza, amore, rabbia, dolore, pulsioni. È pieno, nonostante le canzoni che lo compongono siano solo otto; non resta nulla di non detto.

Epigrafe è un disco da scoprire, come fosse uno sconosciuto affascinante e intelligente con cui sedersi a bere un caffè per poi ritrovarsi ad ascoltare, ammaliati, i suoi racconti e pensare: «È proprio così, non avrei saputo dirlo meglio». Ogni brano attraversa, analizza e spoglia una convinzione, ne toglie ogni sovrastruttura e fa rimanere una verità con cui prendere confidenza, con cui far pace.

 

 

 

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Una su tutte, quella di In pratica, sesta traccia del disco, è una lucidissima disamina di un’anima inquieta che deve imparare la lentezza, la necessità di allentare la presa, di chiarire il motivo delle sue paure. Queste le parole di Chiara: “Finiamo le giornate nel terrore di non aver concluso mai abbastanza / Scordandoci che il sole è da millenni che ogni giorno si ritrova al punto di partenza / E il vento non fa danni dove vuole / Ma solo dove incontra resistenza / Perciò la mia paura di morire è solo figlia del non aver amato a sufficienza”.

Chiara Dello Iacovo è un’artista, una che nella vita non potrebbe fare altro perché è esattamente quello che scrive, che canta, che suona e lo è in modo del tutto naturale, trasparente, appassionato. Ha un animo così sensibile da saper guardare oltre i suoi ventitré anni senza mai risultare fuori luogo, fuori tempo o fuori forma e fa musica da ascoltare attentamente in una forma che è pop –perciò accessibile a tutti e godibile – ma ha un contenuto, una verità necessaria e indissolubile. Chiara Dello Iacovo è un’artista completa, una voce delicata, una personalità definita, una performer che domina il palcoscenico con maestria e sicurezza; è una che ha qualcosa da dire e sa dirlo bene e di questi tempi è una rarità.

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Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

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