La Bella Addormentata emoziona il Teatro Verdi di Trieste

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La Bella Addormentata è in programmazione al Teatro Verdi fino al 9 dicembre

In foto, una scena dello spettacolo La Bella Addormentata al Teatro Verdi di Trieste

Sulle note immortali di Pëtr Il’ič Čajkovskij questo dicembre il Teatro Verdi di Trieste ci presenta, con sei date consecutive, lo spettacolo La Bella Addormentata. A interpretare il balletto di repertorio del coreografo Marius Petipa è il corpo di ballo dell’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet (che conta ormai più di quindici produzioni), diretto da Olena Baranovska e accompagnato dall’Orchestra e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, diretta da Igor Chernetski. Sul palcoscenico si esibiscono più di sessanta ballerini tra interpreti affermati internazionalmente e vincitori di numerosi concorsi in tutto il mondo. Questo profilo versatile e cosmopolita calza a pennello con il progetto del teatro triestino Verdi che, tramite nuove collaborazioni e co-produzioni straniere, quest’anno punta a una stagione lirica e di balletto che sappia combinare la tradizione con l’allargamento dei confini e delle visuali.

Ma quando nasce il balletto de La Bella Addormentata? Nel maggio 1888, quando Ivan Aleksandrović Vsevoložskij, il direttore dei teatri imperiali, ne propone la produzione a Čajkovskij ispirandosi al racconto di Charles Perrault; sarà il secondo di tre balletti di cui l’artista compone le musiche e verrà rappresentato per la prima volta a San Pietroburgo il 15 gennaio 1890, con enorme successo. Quest’opera sbarca a Trieste per la prima volta nel 1961, interpretata dall’International Ballet of the Marquise De Cuevas e successivamente solo nel 2012, dal Balletto dell’Opera di Kiev.

La storia della giovane principessa che cade in un lungo sonno fino al momento del romantico risveglio è stata rivisitata da molti, tra cui Walt Disney, che l’ha resa un film di animazione nel 1959. Per questo, come molti altri racconti, ha assunto negli anni la connotazione di fiaba per bambini che ne ha oscurato il retroscena storico e il messaggio più profondo, interessante invece per un pubblico adulto. La giovane Aurora attraversa infatti un percorso di formazione che, sebbene intriso di romanticismo e di un leggero maschilismo (il solito principe azzurro sul cavallo bianco che salva la situazione), ci ricorda che il mondo lì fuori è pieno di insidie, di rovi. Aurora è una ragazza amata e protetta dagli affetti e dalla famiglia, ma anche per lei arriva il fatidico momento di affrontare la realtà. A sedici anni fa conoscenza con Carabosse, la personificazione di malvagità, ingiustizia e ignoranza. Il lieto fine come sempre si basa sul riconoscimento dell’amore, in questo caso quello di un principe, ma che in chiave moderna potremmo rivisitare in maniera più ampia, come un sentimento di consapevolezza, rispetto e affetto per se stessi. Ed ecco che in un attimo un racconto di fantasia può trasformarsi in un tema attuale su cui riflettere e da cui prendere spunto.

È importante pensare al teatro – che mette in scena artisticamente e mimicamente quesiti universali della vita – come a un’attività culturale viva, ancora capace di trasmettere emozioni e suscitare nuovi spunti di riflessione anche ai giorni nostri. La notevole interpretazione dei ballerini che si esibiscono al Teatro Verdi in questi giorni è dunque un’occasione per riavvicinarsi al mondo della danza, una forma artistica dalle immense potenzialità. Spiccano in scena le meravigliose scenografie e la professionalità degli interpreti solisti (tra cui la principessa Aurora, la Fata dei Lillà e la strega Carabosse), il tutto accompagnato da un’impeccabile orchestra.

Quest’esperienza unica, che per qualche ora ci coinvolge e ci fa emozionare, è sicuramente un’occasione da non perdere: avete tempo fino al 9 dicembre.

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