Intervista al gruppo del momento: LA MUNICIPàL e il suo pop nostalgico

0
In foto, Carmine e Isabella Tundo, in arte LA MUNICIPàL

In foto, Carmine e Isabella Tundo, in arte LA MUNICIPàL

C’è una band, senza timore chiamo “il gruppo del momento”, che in questi mesi mi ha fatto ritornare indietro di qualche anno; non è tantissimo tempo fa, ma sembra sia passata una vita e mi piace ricordare quel periodo con piacere. Era tempo di scoperte musicali, di quella strana frenesia che ti prendeva dopo aver ascoltato per caso un brano su YouTube e sentivi subito l’esigenza di condividerlo e di correre al concerto, nel paesino sperduto della provincia vicina. Quel mondo musicale, poi, si è trasformato nel panorama pop di oggi e, per fortuna, non ci nascondiamo più per ascoltare i nostri gruppi di merda ma, ogni tanto, ci si ricorda con nostalgia di quei tempi.

LA MUNICIPàL mi ha riportato in quel mondo, sia per come mi si è presentata, sia per il contenuto delle canzoni. Le nostre guerre perdute rappresenta un vero gioiellino, scritto bene, d’impatto, con un carico nostalgico notevole. Un disco che, se anche racconta di cose e posti che non conosci, come Via Coramari o la provincia leccese, parte come un treno, ti prende nel punto delle emozioni più recondite e ti dà due sberle. Il suo B-side, poi, rappresenta un vero unicum nella musica italiana contemporanea: un album minore, un regalo per gli appassionati senza alcuna pretesa commerciale e con una perla come Lampadine.


C’è sempre un ricordo passato che bussa alle porte, infatti è proprio la necessità di liberarmi da questo, buttarlo fuori in un gesto, che mi spinge a scrivere. È una vera necessità.


Per il duo salentino, formato dai fratelli Carmine e Isabella Tundo, sembra essere il momento propizio per il salto nella musica che conta. Ne abbiamo parlato con Carmine, autore dei testi e frontman della band, dopo il weekend che li ha visti esibirsi prima allo SMAV e poi al Largo Venue: «È iniziato, per noi, un percorso nuovo anche grazie agli inediti e al concerto del Primo Maggio, che ci ha permesso di farci conoscere. Questo tour è stato più strutturato ma è stato bello vedere lo zoccolo duro ampliarsi, soprattutto nei locali in cui avevamo già suonato». Il Primo Maggio, quindi, ma anche i singoli che sono entrati a gamba tesa nella nostra estate: I Mondiali del ’18 e Italian Polaroid, due brani che, rispetto a quelli contenuti nell’album Le nostre guerre perdute, senza perdere la vocazione intimistica, assumono una connotazione emotiva più generalizzata, con una portata universale. Rientra in questo percorso anche Mercurio Cromo, uscita invece a settembre. Ma c’è anche una strategia diversa di comunicazione e di organizzazione: «L’anno scorso abbiamo fatto duecentocinquanta date perché avevamo l’esigenza di farci conoscere; poi c’è stato il cambio di etichetta, di booking e con la ristampa dell’album siamo partiti con il Cicatrici tour nei locali in cui eravamo stati meglio. Al Largo Venue, per esempio, è stata una vera e propria festa».

È un percorso lungo, quello di Carmine; parte da lontano, dai ricordi adolescenziali delle cantine leccesi, quando suonava ska punk, passando da Romeus quando, giovane e sbarbato, si presentava a Sanremo Nuova Generazione con Come l’autunnofino ai suoi progetti di oggi: «Sono tutti lati della mia personalità che vengono fuori anche grazie allo studio di registrazione dove sperimento vari generi, dallo stoner all’elettronica. LA MUNICIPàL nasce più per esigenza; è il mio lato più cantautoriale e romantico, dove quello che dico prende il sopravvento sull’aspetto musicale».

La cover dell'album Le nostre guerre perdute, dei LA MUNICIPàL

La cover dell’album Le nostre guerre perdute, dei LA MUNICIPàL

Un pop romantico, sì, ma sopratutto nostalgico, dove il passato assume un ruolo fondamentale. È il filtro attraverso il quale tutti i sentimenti, le sensazioni e le prospettive vengono trasportate sul foglio e poi in musica, fino a creare una sorta di pop nostalgico che ha il suo indicatore anche nel nome del nuovo tour, Cicatrici, che altro non è che un qualcosa del passato che è sempre lì, a ricordati cosa è accaduto. Carmine apprezza con simpatia la mia definizione e aggiunge: «C’è sempre un ricordo passato che bussa alle porte, infatti è proprio la necessità di liberarmi da questo, buttarlo fuori in un gesto, che mi spinge a scrivere. È una vera necessità». Pop romantico, autoriale e nostalgico, quindi, ma che rifugge dal paragone – che più di qualcuno aveva azzardato – con i Baustelle: «Li ho ascoltati in passato, ci sono brani che mi piacciono ma amo tutt’altro genere musicale. Il paragone, secondo me, viene fuori solo per l’incrocio di voci maschile e femminile, ma non vedo altri punti di contatto».

E il rapporto con la sorella Isabella è importante tanto quanto le cose che scrive: «Per tanto tempo io e Isa siamo stati lontani; lei studiava e viveva a Roma, io a Lecce, quindi LA MUNICIPàL ci ha anche dato la possibilità di fare cose assieme che non avremmo fatto». Poteva essere difficile condividere gli stessi spazi, con il rapporto personale che avrebbe rischiato di invadere quello professionale: «Forse l’unico inconveniente è condividere la camera, ma più per lei perché sono sonnambulo!». Nemmeno la scelta musicale nei viaggi sembra essere un problema: «Isa è perennemente con le cuffiette, sta molto per i cazzi suoi. Poi abbiamo un impianto stereo scassato, quindi la radio non la possiamo ascoltare e abbiamo solo qualche disco vecchio che sono, poi, gli ascolti che abbiamo in comune». E questa cosa di andare in tour con l’autoradio scassata e i CD vecchi è romantica quasi quanto una canzone de LA MUNICIPàL.

Una resa artistica, quella del duo salentino, che è molto vicina a quella cinematografica, che rompe la dittatura dell’immagine travolgendo di ricordi ed emozioni le città, i nomi delle strade, dei luoghi e dei monumenti ben definiti. Se qualcuno non ha mai provato a immaginare com’è la vita di un giovane che vive nei posti in cui si va in vacanza quando le vacanze finiscono, Carmine Tundo riesce benissimo a raccontarlo ne Le ferie di metà settembre; chi si è sempre aiutato con i mondiali di calcio per catalogare i ricordi negli anni, con I mondiali del ’18 ha una perfetta fotografia dello stato d’animo che si prova; e chi invece vuole immedesimarsi con chi raccoglie i cocci di una storia finita male ha ciò che cerca in Discografica Milano. Ad aggiungere quel tocco di malinconia onirica e a enfatizzare le parole del fratello c’è la voce di Isabella, che dona una nuova veste ai racconti intimi e li trasforma in qualcosa di fluido che, nelle mani dell’ascoltatore, trascende l’oggettività del testo.

Mancano poche date alla fine del tour ma, per fortuna, LA MUNICIPàL non ha intenzione di fermarsi; è di pochi giorni fa, infatti, l’uscita del nuovo inedito Punk Ipa. Ma non è finita qui, perché Carmine ci anticipa che questo singolo «entrerà a far parte, con gli altri singoli, di un nuovo album in uscita a marzo, a cui seguirà un nuovo tour».

Ottime notizie, quindi, per chi ancora non ha avuto la possibilità di ammirarli dal vivo e anche per chi è già stato al concerto e ci tornerà per immergersi nel loro pop nostalgico, rigorosamente d’autore e romantico.

About author

Antonio Pistone

Antonio Pistone

Classe '91 ma veramente poca (di classe, s'intende). Laureato in Giurisprudenza, mi piace il cinema, la brutta musica, i cappellini di lana colorati, gli odori che cambiano con il cambiare delle stagioni, collezionare libri (anche senza leggerli) e il Napoli.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi