Aquaman o l'apice delle occasioni sprecate

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Jason Momoa nel film Aquaman, diretto da James Wan e prodotto da DC Entertainment

Jason Momoa nel film Aquaman, diretto da James Wan e prodotto da DC Entertainment

Da quando fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque e urlarono alle fredde stelle «Io sono la sceneggiatura di Aquaman», il suo percorso era ormai destinato a giungere verso il mare delle occasioni sprecate.

Ho esagerato? Può darsi, ma per me Aquaman rimane una storia che avrebbe potuto portare davvero qualcosa di nuovo al suo genere ignorata per andare a confondersi nel mainstream dei film leggeri, di quelli che “ti fanno spegnere il cervello”. Avreste perfettamente ragione nel definirmi lapidaria, ma ho i miei buoni motivi  per esserlo.

Avverto i gentili lettori che, per farvi capire bene cosa non va in questo film, più di una volta potrei essere incorsa in spoiler. Attenzione, quindi!

Partiamo innanzitutto dal protagonista eponimo della vicenda, Arthur Curry, nome terrestre di Aquaman. Egli è il figlio di un guardiano del faro e di una principessa di Atlantide, Atlanna. È un personaggio diviso tra due mondi, la superficie e Atlantide stessa, ma la seconda sembra avere bisogno di lui, dato che forze ostili vogliono attaccare la superficie e trascinare i regni marini verso un un rinato splendore che, in realtà, ha tutta l’aria di una dittatura. Aggiungeteci qualche risvolto alla Indiana Jones e otterrete una storia che ha un potenziale incredibile, senza contare che i riferimenti alle condizioni ambientali dei mari sempre più critiche non mancano. Cosa poteva andare storto?

Jason Momoa e Amber Heard nel film Aquaman, diretto da James Wan e prodotto da DC Entertainment

Jason Momoa e Amber Heard nel film Aquaman, diretto da James Wan e prodotto da DC Entertainment

L’Aquaman dei fumetti non è mai stato veramente amato dai fan dei DC Comics, ma il reale atlantideo era irrinunciabile per formare la Justice League, che abbiamo poi effettivamente visto nelle sale a fine 2017. Da questo film si poteva ottenere un effetto Guardiani della Galassia: il franchise riesce, al cinema, a far risorgere dalle sue ceneri un personaggio poco apprezzato o poco conosciuto, proprio come hanno fatto ai Marvel Studios con i Guardiani della Galassia. Ci sono riusciti a livello di incassi; ci sono riusciti, a quanto pare, a livello di giudizi generali sul film, ma, per me, resta un no. Non tanto perché i due prodotti sono effettivamente diversi tra loro, quanto più perché questo film ha venduto il suo potenziale per un intrattenimento più pecoreccio.

I fan duri e puri sono tutti d’accordo su una cosa: quello che vediamo non è Aquaman. La controparte fumettistica ha una sua caratteristica imprescindibile, la sua regalità. Ebbene, questo tratto distintivo è stato messo da parte per rendere il suo personaggio più simpatico, ma è una simpatia fatta di battute sguaiate o stupide, per risultare più appetibile al grande pubblico. Ora, voglio chiarire subito una cosa: non sto assolutamente schernendo il pubblico generalista, io me la prendo con le major che, proponendo certe battute, sembrano quasi voler prendere in giro i loro stessi spettatori.

Tornando ad Aquaman, non me la prendo neanche con Jason Momoa, ma voglio solo chiedere una cosa: avrà anche un fisico statuario, ma cos’è il personaggio oltre a questo? L’erede al trono di Atlantide che vediamo ad inizio film è lo stesso che vediamo alla fine e in mezzo non c’è uno straccio di evoluzione. A che cosa mi è servito quindi vedere due ore e mezza di film, se la simpatica canaglia delle prime scene non diventa veramente Aquaman?

Jason Momoa nel film Aquaman, diretto da James Wan e prodotto da DC Entertainment

Jason Momoa nel film Aquaman, diretto da James Wan e prodotto da DC Entertainment

Passiamo allora sceneggiatura: ho bisogno che qualcuno mi spieghi come si possa passare sopra certi dettagli, visto che questi risultano quasi ridicoli nel film. Nel momento in cui si necessita di un espediente per iniziare una scena d’azione, fidatevi, ci sono altri modi oltre alle esplosioni. Le potenzialità di questa storia poi si dissipano anche in un sacco di scene utilizzate per i cosiddetti “spiegoni”, che rallentano il ritmo in modo incredibile.

Poi, chiedo scusa, ma questa scena merita una menzione: Aquaman e la protagonista femminile, Mera, saltano a un certo punto nella bocca di una megattera adibita a “bus” per l’occasione. Mera esclama: “Ottimo, adesso ci mangia”. Questo, signori miei, significa non controllare minimamente ciò che si scrive. La megattera è un cetaceo provvisto di fanoni come le balene, grosse setole che permettono di intrappolare il krill (microorganismi conosciuti anche come plancton) di cui si nutre. La megattera non mangia organismi di grandi dimensioni perché non ci riesce fisicamente e una principessa di un regno marino lo dovrebbe sapere. Cari sceneggiatori, bastava aprire Wikipedia.

Amber Heard nel film Aquaman, diretto da James Wan e prodotto da DC Entertainment

Amber Heard nel film Aquaman, diretto da James Wan e prodotto da DC Entertainment

Tuttavia, questo film, nonostante tutti i difetti che ho elencato finora, un pregio ce l’ha: la colonna sonora. Le musiche di Rupert Gregson-Williams sono epiche, emozionanti, coinvolgenti e soprattutto sono state arena di sperimetnazione. E vi dirò di più: sono stata molto contenta del fatto che abbiano voluto denunciare l’emergenza dell’inquinamento dei mari. In un periodo come questo in cui gli allarmi sull’ambiente vengono ripetutamente ignorati dai governi, è giusto fare leva sull’opinione del grande pubblico.

Voglio chiarire un’altra cosa: tutto ciò che ho scritto in questo articolo si riferisce ovviamente all’opinione che ho io di questo film e non vuole assolutamente sminuire quella di chi invece l’ha apprezzato. Ce l’ho con questo film proprio perché rappresentava un’occasione per un film diverso, che per me è stata tristemente sprecata. Cara DC, comincia a credere veramente nei tuoi personaggi e vedrai che i risultati saranno ancora migliori di questo Aquaman.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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