Bandersnatch, primo film interattivo: possibilità di scelta o illusione?

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Il libro Bandersnatch, ossessione del protagonista Stefan Butler, in una scena di Black Mirror: Bandersnatch

Il libro Bandersnatch, ossessione del protagonista Stefan Butler, in una scena di Black Mirror: Bandersnatch

Il 26 dicembre 2018 è stato rilasciato a sorpresa un nuovo film tratto da Black Mirror, serie molto chiacchierata e apprezzata dalla critica, non solo per le trame controverse e avvincenti, ma anche per le azzeccatissime scelte registiche. Black Mirror: Bandersnatch non è solo un film tratto da una serie TV, ma – creando un check-point storicamente importante per il mondo delle serie TV – il primo film TV interattivo: allo spettatore vengono infatti presentate, durante la puntata, delle scelte da fare che influiranno sullo svolgimento della trama e sul finale. In questo modo lo spettatore ha potere decisionale sull’intero film… o così crede.

Il film TV è ambientato nel 1984 e il protagonista, Stefan Butler (interpretato da Fionn Whitehead, protagonista del colossal storico di Nolan Dunkirk) è un giovane programmatore che, dopo essersi appassionato a un libro, Bandersnatch, decide di crearne una versione in videogioco. Tutto si rivela abbastanza complicato, sia perché la tecnologia è ancora anni luce indietro per sviluppare un videogioco simile, sia perché Stefan ha un passato complicato che si riflette sulla sua salute mentale, arrivando alla pazzia dopo settimane di lavoro al gioco. Questo è più o meno il filo conduttore, perché lo svolgimento nei particolari è affidato allo spettatore.

L'attore Craig Parkinson (Peter Butler) in una delle possibili scelte all'interno del film Black Mirror: Bandersnatch

L’attore Craig Parkinson (Peter Butler) in una delle possibili scelte all’interno del film Black Mirror: Bandersnatch

La trama di Black Mirror: Bandersnatch è molto simile a quella di tutte le altre puntate di Black Mirror: qualcuno o qualcosa gestisce i fili di tutto e noi, ignari, viviamo la vita illudendoci di avere libero arbitrio e, soprattutto, di avere la possibilità di essere (parafrasando la famosa frase latina) faber est suae quisque fortunae, artefici del proprio destino. La cosa che ha fatto più discutere è appunto la tecnologia che c’è dietro l’interattività del film: in alcuni momenti appare una banda nera con due scelte e lo spettatore ha 10 secondi per decidere tra le due opzioni, mandando avanti lo svolgimento della trama di conseguenza.

Che possa piacere o no la trama, le due opzioni proposte, la tecnologia dietro, il finale (i finali, per essere precisi), non si può mettere in dubbio che questo episodio/film sarà molto importante per tutte le serie TV a venire. Di certo non si può dire che sia una completa novità il tipo di proposta interattiva, già utilizzata nei videogames da moltissimo tempo (la puntata infatti strizza molto l’occhio agli appassionati di videogames, non solo per la trama in sé, ma anche per l’inserimento, all’interno della puntata, di un Easter Egg con un finale a sorpresa), soprattutto quelli di genere horror/thriller, ma è la prima volta che un prodotto di intrattenimento statico, come un film o una puntata di serie TV, dia così spazio allo spettatore. Il finale aperto e l’abbattimento della quarta parete sono nulla in confronto alla possibilità che dà Black Mirror: Bandersnatch.


Immergetevi in questa puntata/film più e più volte, con umori e intenzioni diversi, per arrivare a un finale che vi metterà ancora più paranoia e che vi farà riflettere – che più o meno è il fine ultimo di Black Mirror.


Una delle cose che mi ha colpito di più di questa puntata è come facciano credere, all’inizio, che lo stesso protagonista sia consapevole del fatto di poter riprovare (ripetendo più volte la frase “try again”, strizzando ancora l’occhio agli appassionati di videogames); verso la fine però, quando giunge alla pazzia, è fermamente convinto che le sue scelte non siano più una sua esclusiva ma che qualcun altro sia a comando del controller della sua vita. Ma siamo davvero noi a scegliere?

Il punto chiave della puntata sta nelle scelte della vita ma, secondo una mia personalissima interpretazione, neanche noi siamo liberi di scegliere cosa fare: in alcuni momenti della puntata viene presentata una sola scelta, facendoci intuire che alcune cose non si possono cambiare e che, a volte, sia meglio non guardarsi indietro. Non solo: pur essendo cinque, non si ha mai un “lieto fine” e il gioco non viene mai valutato 5 stelle su 5. Qualcuno sopra di noi ha deciso così e, per quanto le scelte vengano cambiate, si arriverà sempre alla stessa conclusione ma con “contorni” diversi.

È sicuramente da guardare, Black Mirror: Bandersnatch, come tutta la serie TV da cui è tratto: non solo una volta ma anche di più, cercando di immedesimarsi in Stephan o scegliendo di provocare il caos nella sua vita. Vi do anche un ultimo consiglio: il finale nascosto secondo me è anche il più bello. Non affidatevi a Google e non cercate le combinazioni per arrivarci (esistono schemi con tutte le scelte e i collegamenti); immergetevi in questa puntata/film più e più volte, con umori e intenzioni diversi, per arrivare a un finale che vi metterà ancora più paranoia e che vi farà riflettere – che più o meno è il fine ultimo di Black Mirror.

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Giulia Paternò

Giulia Paternò

Cresciuta in un piccolo paesino ai piedi del grande monte Etna da sempre sogno di fuggire via in un posto dove poter esprimere tutta me stessa e le mie passioni. Studentessa universitaria, fiera di far parte del 10% delle studentesse di informatica, lettrice accanita e divoratrice di film e serie tv, sostenitrice della parità dei sessi e dei diritti uguali per tutti.

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