La Shoah nel cinema attuale: stiamo perdendo la memoria?

0
In foto, la locandina del film Schindler's List, di Steven Spielberg

In foto, la locandina del film Schindler’s List, di Steven Spielberg

Negli anni successivi alla fine del secondo conflitto mondiale è rimasto vivo il bisogno di raccontare la Shoah; e quale miglior strumento se non il cinema? Abbiamo visto sul tema alcuni capolavori ma il sospetto è che, col tempo, la rappresentazione della Shoah sia diventata un prodotto commerciale con la pretesa di un’opera impegnata.

Kate Winslet fece una comparsa in Extras, la serie TV di Ricky Gervais e Stephen Merchant, dove parodiando se stessa affermava: «Ho notato che se fai una film sull’Olocausto, è un Oscar garantito». In effetti il primo Oscar lo vinse qualche anno dopo grazie al suo ruolo da ex nazista in The Reader. In molti non hanno potuto fare a meno di notare la stessa cosa, ovvero che i film sull’Olocausto sono spesso i beniamini agli Academy Award.

Kate Winslet (Hanna Schmitz) in una delle scene del film The Reader, di Stephen Dardly

Kate Winslet (Hanna Schmitz) in una delle scene del film The Reader, di Stephen Dardly

Se la tragedia umana ispira grandi opere, la Shoah non dovrebbe fare eccezione. Tuttavia il cinema non è solo arte ma anche spettacolo e lo spettacolo deve vendere. La Shoah è un tema perfetto: abbastanza impegnativo da sembrare high-brow ma meno scottante di altre tematiche attuali. Ecco allora che ciclicamente arriva una nuova produzione perfettamente confezionata: testimonianze doverosamente raccolte, un cast di attori premiati, una storia strappalacrime.

«Il giorno della memoria è diventato il simbolo e l’apice di questo processo fatto di cerimonie pubbliche, programmi educativi, comitive ad Auschwitz, discorsi, programmi radio e TV, canti e poesie, libri e film, un coinvolgimento generale che a tratti farebbe pensare a una vera e propria industria della memoria – nella quale si possono trovare cose positive e costruttive ed altre banali e retoriche», scrive l’israeliana Lizzie Doron in un articolo de La Repubblica sul Giorno della Memoria del 2014.

La comunità ebraica internazionale è ambivalente: da un lato grandi cineasti ebrei come Spielberg e Polanski (quest’ultimo cresciuto nel ghetto di Varsavia) hanno girato film acclamati, dall’altro ci sono critici che hanno bocciato il filone americano dei film sulla Shoah. Lo scrittore ebreo-ungherese Imre Kertész, reduce di Buchenwald, disapprovò il film di Spielberg: «È ovvio che l’americano Spielberg, che tra l’altro non nacque che dopo la guerra, non ha e non può avere alcuna idea dell’autentica realtà di un campo di concentramento. Considero kitsch qualsiasi rappresentazione dell’Olocausto incapace di comprendere o che non voglia comprendere la connessione naturale tra il nostro modo di vivere deforme (sia nella sfera privata o al livello della cosiddetta “civiltà”) e la reale ipotesi di Olocausto».

L’affermazione può sembrare drastica, perché le opere di qualità esistono e sono apprezzate da critici autorevoli. Ma ci si dovrebbe fermare a riflettere se i figli e i nipoti dei sopravvissuti abbiano davvero qualcosa da aggiungere. Nel 2019 la maggior parte dei sopravvissuti è ormai scomparsa e se la Shoah come tema cinematografico ha futuro, questo potrebbe essere sempre più lontano da quello che loro ci hanno raccontato.

I sopravvissuti ci hanno lasciato testimonianze più potenti di quanto gli studios di Hollywood potrebbero mai crearne. Sarebbe più rispettoso da parte nostra lasciare che le loro parole rimangano la rappresentazione più autentica e tragica della Shoah, prendendole in prestito solo in relazione alle tragedie del nostro presente. Chi ha vissuto un’esperienza di prima mano ha sempre di più da dire e chi viene dopo può solo trarre insegnamento.

About author

No comments

Potrebbero interessarti

Il logo del Cinema America

I ragazzi del Cinema America: se un sogno è reale

[caption id="attachment_8644" align="aligncenter" width="1000"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi