Spider-Man: Un nuovo universo, l'animazione che stupisce

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Nell'immagine Miles Morales, uno dei protagonisti del nuovo film d'animazione Spider-Man: Un nuovo universo

Nell’immagine Miles Morales, uno dei protagonisti del nuovo film d’animazione Spider-Man: Un nuovo universo

Freschezza, colore, meraviglia: sono le tre sensazioni che porto con me dalla visione di Spider-Man: Un nuovo universo e i tre motivi per cui lo consiglio fortemente. Posso definirlo senza problemi il miglior film su Spider-Man mai realizzato. La pellicola, diretta da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, è giunta nelle sale italiane il 25 dicembre; un ottimo regalo di Natale per chi l’ha già visto e il modo migliore di concludere l’anno per me.

Parto subito facendo chiarezza su una cosa: in tanti abbiamo fatto confusione riguardo questo film. Infatti, almeno qui in Italia, il livello di hype era abbastanza basso nonostante le recensioni di chi aveva già potuto vederlo fossero a dir poco entusiasmanti – come lo sarà la mia, del resto. Ma anche io ammetto di aver scambiato questo film con il videogioco per PlayStation 4 uscito giusto qualche mese fa dedicato all’Uomo Ragno (promosso a pieni voti dalla comunità di videogiocatori), finché non ho potuto avere un assaggio di questo film con una clip nei titoli di coda di Venom. Il mio dubbio si è quindi risolto e ho potuto constatare che questo lungometraggio non è l’ultimo di una lunga fila dedicati all'”Arrampicamuri”, è molto di più.

Non ci si può esimere dal fare un breve cenno alla tecnica di animazione: nel 2018 siamo ormai abituati a un certo tipo di animazione, quella al computer che ha avuto successo enorme con Shrek o L’Era Glaciale, per citarne solo un paio. Da allora le innovazioni, a livello di animazione, sono andate scemando. Fino a questo film. Infatti, per Spider-Man: Un nuovo universo si aveva come obiettivo quello di «camminare dentro un fumetto», come dichiarato dagli sceneggiatori Christopher Lord e Phil Miller. Quale modo migliore di riproporre per la quarta volta Spider-Man al cinema se non attingendo direttamente dalla materia prima? Il film, coloratissimo, è infatti arricchito con onomatopee, disegni e citazioni direttamente dai comics; il tutto rallentato a 12 frame (=inquadrature) al secondo, in modo da far sembrare i movimenti un attimo più lenti ottenendo, così, un effetto più “retrò”.

Ciò che ho più apprezzato del film è lo spessore dato ai personaggi: una delle novità, infatti, è che il protagonista non è solo l’Uomo Ragno, perché qui ritroviamo ben sei Spider-persone diverse tutte provenienti da altrettanti universi alternativi (e da versioni alternative dei fumetti) che devono tornare a casa. Si sono tutti ritrovati a rivestire la figura di Spider-Persona quasi per caso: portare la maschera diventa quasi un ruolo, una necessità non tanto verso se stessi ma verso gli altri. Non solo: essere Spider-Man è difficile tanto quanto diventarlo; lo scopre ben presto Miles Morales, ragazzino afro-americano di New York con il sogno di diventare un artista che scompare nel momento in cui viene morso da un ragno radioattivo.

Nell'immagine, Miles Morales in una delle scene del film Spider-Man: Un nuovo universo

Nell’immagine, Miles Morales in una delle scene del film d’animazione Spider-Man: Un nuovo universo

Pensate che i poteri dell’Uomo Ragno siano cool? Non per il povero Miles, che si ritrova con dei superpoteri che non riesce a gestire. A nulla servono gli incoraggiamenti delle altre Spider-Persone. Tutti si aspettano qualcosa da lui, forse troppo. Ciò che lo ferma dal mollare tutto è l’amore che chi gli è vicino prova per lui: in questo film, l’amore spinge a fare cose grandi, negative o positive che siano.

Una menzione speciale alla versione alternativa di Peter Parker: se all’inizio vediamo quello della dimensione di Miles nella sua versione migliore, nel suo universo alternativo è invece un fallimento su tutta la linea (parlo di trama, non di resa del personaggio). Stanco, fuori forma, depresso per il divorzio da Mary Jane Watson, Peter B. Parker si ritrova in un universo a lui sconosciuto con un nuovo Spider-Man che ha appena indossato la maschera e, oltre a quello, non sa fare altro. Immaginate ora come questo Peter, così demotivato, debba pure fare da mentore a un ragazzino in preda allo sconvolgimento (totalmente comprensibile). Ciononostante, Peter B. Parker è sempre l’eroe che conosciamo, pronto al sacrificio e votato al fare la cosa giusta. Può aver incasinato tutto, ma rimane sempre Peter Parker e, sempre, si rialzerà.


Proprio questo è il messaggio più bello del film: tutti possiamo essere eroi, sotto la maschera può esserci chiunque, perché sono le nostre motivazioni e le nostre scelte a renderci eroici, non i nostri poteri.


Proprio questo è il messaggio più bello del film: tutti possiamo essere eroi, sotto la maschera può esserci chiunque, perché sono le nostre motivazioni e le nostre scelte a renderci eroici, non i nostri poteri. A proposito di scelte: optare per un cattivo come Kingpin non può che portare bene. Il villain, conosciuto ai più come nemesi di Daredevil nella serie Netflix, è qui l’antagonista che non arriva a rubare la scena ma lascia comunque un segno per la sua cattiveria e, al contempo, per la sua disperazione nel tentare di riportare a casa la sua famiglia grazie alla fisica quantistica. Se bisogna dare a un villain una motivazione per fare quello che fa, in questo film hanno di sicuro scelto la strada giusta.

Concludo chiedendo ai gentili lettori di dare una possibilità a questo film perché vi potrebbe sorprendere come ha sorpreso me non solo alla sua visione, ma anche alla sua vittoria ai Golden Globes. Trama coerente, colpi di scena incredibili, citazioni dal fumetto che permettono sia di chiarire le cose ai lettori sia di innovare a livello tecnico, personaggi fantastici… Che dire di più? Ah, sì: la scena dopo i titoli di coda è esilarante.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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