9 motivi per preferire l’educazione dei maschi rispetto allo spray al peperoncino

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Lo spray al peperoncino è davvero la migliore autodifesa femminile dagli stupri? Educare i maschi è una soluzione più efficace, scopriamo perché!

Lo spray al peperoncino è davvero la migliore autodifesa femminile dagli stupri? Educare i maschi è una soluzione più efficace, scopriamo perché!

Simbolo per eccellenza dell’autodifesa femminile dalla violenza maschile, lo spray al peperoncino è sempre più consigliato e acquistato dalle donne. Ma quest’arma anti-aggressione è davvero la soluzione migliore per evitare gli abusi? Ecco una controproposta innovativa: educare i maschi a non stuprare. Una soluzione più efficace per svariati motivi; scopriamo insieme quali!

1. In un mondo in cui i millenial sono la “generazione green”…

… così attenti all’eco-sostenibilità, possiamo risparmiare lo spreco della plastica che serve per produrre le confezioni degli spray al peperoncino. Educare i maschi a non stuprare è, in effetti, una soluzione green e perfettamente eco-sostenibile, in quanto non prevede utilizzo di plastica!

2. L’educazione dei maschi non ha bisogno di tasche!

Per una presa veloce dello spray al peperoncino è consigliato tenere la propria arma di difesa in tasca; ci si può allenare a estrarla velocemente proprio come i pistoleri dei film western. Ma siamo tutti a conoscenza della drammatica situazione delle tasche femminili, che si declina in tre possibilità: o sono inesistenti, o sono finte (cioè cucite), o sono terribilmente anti-glamour. Educare tutti i maschi, sin da bambini, a trattare le donne come esseri umani meritevoli di rispetto, permette di aggirare questo problema e l’outfit è salvo!

3. Lo spray al peperoncino è difficile da premere se si indossano i guanti di lana.

Provare per credere. Coi guanti di lana la presa è scivolosa e l’arma di difesa ci lascia indifese. Invece, insegnando ai bambini che le donne non sono oggetti sessuali, potremmo riparare le nostre mani dal freddo senza timore di non tornare più a casa.

4. L’educazione dei maschi è auto-ricaricabile generazionalmente

… mentre lo spray al peperoncino si esaurisce e bisogna comprarne uno nuovo; l’educazione si trasmette di genitori in figli, generazione dopo generazione.

5. L’educazione dei maschi non causa morti ai concerti

Usare uno spray al peperoncino in una discoteca affollata potrebbe non essere un’idea brillante. L’educazione e il rispetto invece vanno bene all’aperto e al chiuso e più persone sono coinvolte, meglio è.

6. Il rispetto degli esseri umani tiene tutti più al sicuro, anche quando c’è vento!

Usare lo spray al peperoncino in una giornata ventosa può essere pericoloso per chi cerca di difendersi. L’educazione, invece, è efficace in qualsiasi condizione climatica.

7. Qualcuno sa quali sono le politiche circa lo spray anti-aggressione in aereo?

Bisogna metterlo per forza nel bagaglio in stiva? Bisogna inserirlo nel sacchetto trasparente come i farmaci speciali? Non è chiaro, perché le compagnie aree specificano le norme anche in merito alle pagaie per kayak e canoe, ma non una parola sugli spray anti-aggressione. E mentre stiamo a riflettere attanagliati dai dubbi, l’educazione dei maschi passa qualsiasi controllo di sicurezza e non occupa nemmeno spazio in valigia!

8. La vendita di spray anti-aggressione è vietata a persone al di sotto della soglia minima di età di 16 anni

Questo è un problema perché, solo nei primi sei mesi dello scorso anno, sono stati denunciati in Italia 173 stupri su ragazzine sotto i quattordici anni. Il rispetto, invece, non ha soglia minima di età.

9. Stiamo parlando di educare i maschi a non stuprare, invece di insegnare alle femmine come sperare di non essere stuprate

Si tratta di estirpare il problema alla radice, lavorare sulle cause, capire il perché ogni giorno mediamente 11 uomini stuprino, contando solo quelli denunciati. Dobbiamo considerare infatti che in Italia, secondo un rapporto dell’Agenzia dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, gli stupri denunciati si aggirano tra il 10% e il 13%. Quasi nove stupri su dieci non sono denunciati.


Non tutti gli uomini sono stupratori, ma se a te, da uomo, fa triggerare di più un articolo di una donna che parla di stupri rispetto agli stessi stupri, allora anche tu sei parte del problema.


In questo momento viviamo in una società che dice alle donne di non essere stuprate, invece di insegnare agli uomini a non stuprare. Non tutti gli uomini sono stupratori, ma gli stupratori rendono la vita delle donne una costante roulette russa: non tutte le camere del tamburo hanno il proiettile, ma uno è già troppiNon tutti gli uomini sono stupratori, così come non tutti gli automobilisti guidano ubriachi; ma le campagne contro la guida in stato d’ebbrezza non si rivolgono solo a chi guida dopo aver bevuto, ma a tutti gli automobilisti. Allo stesso modo l’educazione alla parità e al rispetto deve rivolgersi a tutta la società. Non tutti gli uomini sono stupratori, ma se a te, da uomo, fa triggerare di più un articolo di una donna che parla di stupri rispetto agli stessi stupri, allora anche tu sei parte del problema.

Possiamo davvero smettere di crescere stupratori: a partire dalle battute sessiste o dal linguaggio che oggettifica la donna; oppure a partire dalla rappresentazione di genere. Bisogna mostrare agli uomini che possono essere migliori di come sono stati rappresentati finora; possiamo educare al consenso ed estirpare la cultura dello stupro che giustifica gli stupratori e colpevolizza le vittime per l’abbigliamento, l’aver bevuto alcolici, l’aver camminato da sola per tornare a casa (“se l’è cercata”): questo si chiama victim blaming ed è un grande problema. Possiamo fare tutto questo e non ci sarebbe più bisogno di alcuno spray, il peperoncino lo vedremmo di nuovo solo in cucina.

Come dobbiamo cambiare quello che insegniamo ai nostri figli, dobbiamo cambiare anche quello che insegniamo alle nostre figlie, affinché tutte le donne smettano di percepirsi come oggetto sessuale e preda dell’uomo cacciatore e affinché nessuna donna sia parte di quella società che attribuisce la colpa dello stupro alla vittima. Se manca il sostegno da parte delle stesse donne, se sono le stesse donne a sminuire la propria dignità, si giustifica anche il peggiore comportamento. In questo sì, anche le donne hanno una responsabilità. Dice la professoressa Norbury in Mean Girls: «Dovete smetterla di dirvi continuamente stronza e troia (in originale sluts e whores, nda), sennò ai ragazzi verrà naturale dirvi che siete stronze e troie».

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Milena Vesco

Milena Vesco

Nata ad Alcamo, in Sicilia. Ha preso molto sul serio il fatto che "in principio era il Verbo" e adesso studia Comunicazione a Bologna. Potrebbe ottenere il Guinness World Record per il maggior numero di collant sfilati, ma il suo obiettivo principale è diventare ogni giorno se stessa.

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