L'Amor Patrio e Il Valore Militare: la statua bolognese sta per tornare

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In foto, le statue bronzee del monumento commemorativo a Umberto I, L'amor Patrio e Il Valore Militare, opera di Giuseppe Romagnoli

In foto, le statue bronzee del monumento commemorativo a Umberto I, L’amor Patrio e Il Valore Militare, opera di Giuseppe Romagnoli

Dopo 75 anni torna nella sua sede originaria la grande opera scultorea di Giuseppe Romagnoli, L’Amor Patrio e Il Valore Militare; l’opera, costituita da due statue di bronzo, faceva parte del monumento commemorativo al Re Umberto I, collocato sulla facciata di Palazzo d’Accursio in Piazza Maggiore a Bologna.

Il progetto di restauro, nato nel 2012, è stato finanziato dall’imprenditore e mecenate bolognese Francesco Amante; fu l’assessore comunale Mauro Felicori a mostrargli i due altorilievi completamente abbandonati nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Bologna – che però, nonostante la trascuratezza, erano ancora in grado di esercitare la forza emotiva di sempre.

Cenni storici

Il gruppo scultoreo, inaugurato nel 1909 e dedicato al “Re Buono” che aveva visitato la città in seguito alla liberazione dagli austriaci, voleva celebrare gli ideali di libertà e uguaglianza di cui il sovrano era considerato sostenitore. Presto, però, il regime fascista stabilì un’ordinanza secondo cui «tutte le intestazioni, indicazioni o insegne riferentesi alla ex casa regnante e ai suoi componenti dovranno essere eliminate o sostituite con altre di indole repubblicana». Così la lapide in marmo che celebrava il re fu brutalmente distrutta il 21 dicembre 1943, mentre le due statue trovarono la propria sede prima nella Villa delle Rose e poi nell’Accademia.

Dopo cinque anni di lungo lavoro, l’ambizioso progetto di Amante di restaurare e ricollocare i due bronzi nel loro luogo di appartenenza è finalmente compiuto; le statue torneranno dunque in Piazza Maggiore insieme alla lapide, interamente ricostruita.

Il restauro

In foto, i lavori per il restauro delle sculture bronzee L'Amor Patrio e Il Valore Militare, di Giuseppe Romagnoli

In foto, i lavori per il restauro delle sculture bronzee L’Amor Patrio e Il Valore Militare, di Giuseppe Romagnoli

Il progetto è stato approvato dal Comune di Bologna nel 2014 stipulando un Patto di Collaborazione – il primo in Italia a usufruire di questo strumento – che prevede il dialogo e il sostegno reciproco tra cittadini privati e amministrazioni; quest’idea, in particolare, è stata fortemente voluta sia per l’intento di promozione culturale di un artista meritevole come Romagnoli sia per il proposito puramente estetico di ricreare l’immagine di Piazza Maggiore.

Il lavoro di restauro dei bronzi è stato compiuto interamente attraverso la tecnologia 3D, soprattutto a causa delle mastodontiche dimensioni dell’opera che ne hanno impedito lo spostamento. Grazie alle tecniche fotogrammetriche SfM (Structure from Motion) è stato possibile ottenere un calco digitale dell’opera; da qui si è partiti con il primo intervento di pulitura superficiale per poi passare alle rimozioni dei depositi in maniera localizzata. La protezione finale è stata eseguita attraverso l’applicazione di una vernice contenente inibitori della corrosione.

L’artista

Giuseppe Romagnoli nasce a Bologna nel 1872 e si forma prima presso il Collegio Venturoli, poi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si specializza in Scultura e Medaglistica. Verso la fine del XIX secolo comincia ad affermarsi artisticamente, partecipando a grandi esposizioni come Biennale d’Arte di Venezia e l’Esposizione generale italiana di Torino.

Nei primi anni del Novecento continua a lavorare a Bologna, occupandosi principalmente della realizzazione di opere civili, religiose e funerarie (come la Cella Saltarelli, opera in stile simbolista che si trova nel cimitero della Certosa di Bologna). Si trasferisce poi a Roma, dove realizza importanti commissioni per quanto riguarda la scultura e la numismatica; è proprio a cavallo fra il periodo bolognese e quello romano che si inserisce la realizzazione dell’opera in stile liberty.

Con questa affascinante storia si può ancora una volta comprendere quanto l’Arte sia un mezzo potentissimo in grado di tutelarci attraverso la salvaguardia della memoria collettiva.

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Camilla Pinto

Camilla Pinto

Classe 1996, laureata in Lettere e studentessa di Italianistica a Bologna. Mi piacciono i libri, il mare, il buon cibo. Leopardi scrisse: "Può esser certa che se io vivrò, vivrò alle Lettere, perché ad altro non voglio né potrei vivere". È così anche per me.

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