Anna Tatangelo, questo è il suo (secondo) debutto

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In foto, la cantante Anna Tatangelo

In foto, la cantante Anna Tatangelo

Anna Tatangelo è tornata. Probabilmente però è più corretto dire che è partita: la sua meta è ancora un’incognita ma lei ha fatto il primo passo, quello che provoca un po’ di vertigine e per cui bisogna rinunciare a qualche certezza. Perché tornare significa rimettere piede in un territorio amico; lei invece ha scelto un’altra direzione, un altro presente. Ha pubblicato un nuovo disco, sì, ma questo è innanzitutto un disco nuovo, che non ha radici e non ha (ancora) una destinazione; sta bene nel presente e lo racconta con lucidità, determinazione e una nuova, sofferta ma necessaria consapevolezza.

Si intitola La fortuna sia con me e, sin dal suo nome, racconta già una storia, quella di una ragazza che si assume il rischio di non somigliare più a se stessa perché ha imparato a guardarsi da nuove prospettive – e attraverso nuove parole. Infatti, nella title-track dice “Riparto da un addio”: Anna Tatangelo riparte da uno strappo, da un abbandono, da qualcosa che è finito e che inevitabilmente porta con sé delle conseguenze. Ecco, in questo disco ci sono le conseguenze di un addio. Niente catastrofi, sia chiaro; La fortuna sia con me suona come una rinascita consapevole che ha il peso specifico di tutte le cose che hanno lasciato un segno.


A Sanremo ha cantato le donne, l’omosessualità, la libertà, ma solo quest’anno ha portato se stessa, la sua storia, le sue insicurezze e le sue nuove consapevolezze.


Che qualcosa fosse cambiato s’era capito già dalla sua apparizione a Sanremo e dalla scelta di cantare Le nostre anime di notte, un brano senza sovrastrutture né paracolpi. Diretto, immediato e trasparente, il brano parla di una storia d’amore che è ferma a un bivio e deve scegliere coscientemente il suo destino, se diventare un ricordo o ricominciare da dove si era interrotta. Le nostre anime di notte è un racconto senza inizio e senza fine, non vuole impressionare, ma mettere in luce un’intimità e una tenerezza che Anna non aveva mai mostrato prima.

Perché di Festival ne ha fatti tanti, è vero, ma sul palcoscenico ha sempre portato con sé un buon alibi per essere soltanto una brava cantante e una brava interprete, mai una verità nuda, fragile, imprevedibile. A Sanremo ha cantato le donne, l’omosessualità, la libertà, ma solo quest’anno ha portato se stessa, la sua storia (che non è il suo privato, sia ben chiaro), le sue insicurezze e le sue nuove consapevolezze. Sul palco dell’Ariston, quest’anno, ha mostrato al pubblico quello che ha imparato in questi quattro anni di assenza: a concedersi la possibilità di essere fragile, per esempio; a non sentire il bisogno di nasconderlo né di giustificarlo.

La cover del nuovo album di Anna Tatangelo, La fortuna sia con me

La cover del nuovo album di Anna Tatangelo, La fortuna sia con me

Adesso ha senso parlare de La fortuna sia con me come il manifesto di una donna di trent’anni che si scrolla di dosso il peso di essere invincibile e si lascia ferire dagli eventi della vita, si lascia vincere senza opporre resistenza. Così nasce questo disco, dalla consapevolezza che il dolore vada attraversato a volto scoperto, senza chiedere attenuanti; nasce dalla lentezza, da qualche tentativo di ripartenza, dal tempo che dà il giusto peso alle cose; nasce da parole che raccontano lo spaesamento iniziale ma la fiera convinzione di non volersi più voltare indietro.

Il disco si apre con Chiedere scusa, che è anche – non a caso – il primo brano estratto dall’album; la storia di una donna che impara a mollare la presa, a non colpevolizzarsi per tutte le cose che faticano a restare in vita. Anna canta il primo addio di questo disco, quello rivolto a una vita che non sa mettersi in discussione, perciò lo fa lei (“Per andare via ho camminato a lungo verso posti che nemmeno conoscevo / Per andare via ho messo insieme il tempo, le paure e le persone in cui credevo / E adesso che so stare da sola, se cambio, cambio solo per me”).


Per La fortuna sia con me, Anna si è fidata e affidata a un team di lavoro che ha saputo mettere in luce le sue fragilità; ogni sua paura è diventata tenerezza e i suoi anni hanno imparato a pesare senza più essere pesanti.


Il viaggio de La fortuna sia con me continua idealmente con Perdona, che porta la preziosa firma dei fratelli Nicco e Carlo Verrienti e racconta la malinconia, quell’assaggio di dolore che arriva dopo un saluto (“Lascio andare via i ricordi come giorni persi / Ma tornano, alcuni non si scordano / Circondano quel che rimane”). In La vita che vive, scritta da Federica Camba e Daniele Coro, c’è una netta presa di coscienza: Anna non ha più voglia di restare in seconda fila, quindi canta l’importanza e la fatica di rimparare a essere protagonista della propria vita (“È un’idea determinante / Quella di lasciare nuove impronte / E sentirmi un punto sostanziale / Qualcosa che non può mancare”).

La rinascita di Anna Tatangelo passa attraverso La condanna e la felicità, in cui osserva la bambina che è stata, la figlia che è stata e si rivolge a sua madre, da madre a madre (“Ora mi trovo ad indossare la stessa pelle / Forse sono diventata forte ma non credo / D’altronde chi si trova a sognare sin da piccolo / Non dà peso alle sconfitte”). Il viaggio si chiude con Amami domani, uno dei tre brani scritti dalla delicata penna di Giovanni Caccamo: qui Anna torna a parlare d’amore ma senza più puntare lo sguardo al passato; non rinuncia alla nostalgia, ma non ne diventa più nemmeno vittima. Ora ha i piedi ben saldi nel presente (“Qualcosa ha spento la mia mente / Resto ferma e arresa al mio presente”).

Questo è La fortuna sia con me, un disco che fotografa il presente con onestà, senza mai voler essere pretenzioso. Anna ha camminato ostinatamente “verso posti che nemmeno conosceva”, ha detto addio a qualche punto fermo e si è fidata e affidata a un team di lavoro che ha saputo mettere in luce le sue fragilità; ogni sua paura è diventata tenerezza e i suoi anni hanno imparato a pesare senza più essere pesanti. Al suo fianco ha scelto di avere Placido Salamone – che ha prodotto e arrangiato il disco – e nuovi autori, da Virginio Simonelli a Marco Ciappelli, da Lorenzo Vizzini ai già citati Caccamo, Camba, Coro, Verrienti. E la sua voce, prestata a un disco costruito addosso a lei, ha scoperto nuove sfumature, note più scure e più basse, capaci di raccontare un’intimità che finora si poteva soltanto intuire e, forse, pure fraintendere.

Insomma Anna Tatangelo, con La fortuna sia con me, è al suo secondo debutto. Ha azzerato tutto e si è messa al servizio della musica o, per meglio dire, ha messo la musica al servizio della sua vita. Questo disco testimonia la rinascita personale e artistica di una cantante che è sempre arrivata un attimo dopo i pregiudizi e questo ha rischiato di comprometterla, ma oggi è forte abbastanza per mostrarsi a viso scoperto e non temere più di essere fraintesa. Il futuro inizia esattamente da qui, da questo presente. La fortuna sia con te, Anna.

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Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

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