Carne e poesia per Eretica Edizioni, Il senso che mi fa la parola di Valentina Perucca

0
In foto, il libro di Valentina Perucca Il senso che mi fa la parola, edito da Eretica Edizioni ©Valentina Perucca

In foto, il libro di Valentina Perucca Il senso che mi fa la parola, edito da Eretica Edizioni © Valentina Perucca

Il senso che mi fa la parola è stata per me una lettura istintiva, un PDF tanto odiato ma altrettanto utile, divorato in un paio di giorni e riletto, poi, con cura. Valentina Perucca è stata adottata da una nota casa editrice, Eretica Edizioni, alla quale sono particolarmente devota per la cura e la coerenza riposta nelle sue pubblicazioni. Così di nicchia ma altrettanto fruibili, i suoi testi sono per me un regalo che scelgo di farmi. A questo punto posso aggiungere che anche Il senso che mi fa la parola è fra questi piccoli gioielli.

Il filo rosso de Il senso che mi fa la parola

Mentre per molti è facile riscontrare una trama ovunque, per me è stato difficile poterlo fare in questa moltitudine di parole; non c’è una storia che si ripete, una linea seguita che fornisce al lettore un inizio e una fine precisi. Sembra esserci però un filo rosso che, annodandosi, sfilacciandosi e intrecciandosi, conduce da un capo all’altro delle parole, un filo rosso che ne delinea corpi, che consente di definirne spigoli e rotondità. Quello di Valentina è un viaggio personale plasmabile probabilmente su tanti altri corpi. La capacità con quale ogni lettore interpreta le parole rende ogni sua poesia inclusiva.

Il senso che mi fa la parola: viaggi ancestrali

Immaginate un bicchiere stretto e lungo pieno di acqua che voi non vedete. Andate a fare il primo sorso, non vi basta. Gettate indietro la testa e le vostre labbra vengono raggiunte da una cascata di acqua che non sembra arrestarsi. Non vi affoga, eppure vi causa smarrimento. Ogni poesia di Valentina è così. Durante la lettura si percepisce l’affanno, la curiosità nel voler arrivare alla fine del bicchiere per vedere com’è il fondo.

«Sono araba, / italiana periferica / sono spagnola estranea / a me stessa, centro / di tutti gli altri / per questo sono inglese / lingua franca usurpata / sono di mondo / sono di confine, francese. / Sono araba, ancora soltanto / araba che attende di farsi fenice». Questa poesia, intitolata Araba, si trova a pagina 47 de Il senso che mi fa la parola ed è fra le mie preferite, fra quelle che potrei dedicare, recitare o dalle quali potrei trarre ispirazione per realizzare qualche disegno, magari.

Una delle poesie all'interno di Il senso che mi fa la parola, di Valentina Perucca per Eretica Edizioni © Valentina Perucca

Una delle poesie all’interno di Il senso che mi fa la parola, di Valentina Perucca per Eretica Edizioni © Valentina Perucca

Valentina lavora principalmente con le mani, massaggiatrice ayurvedica con la capacità di muovere oli sulla pelle così come inchiostro su carta. Le poesie sono carnali, vive e pulsano a ogni rigo come a scandire il tempo. Pane di poesia ne è un esempio:

Se la fame nel mio mondo
fosse folle come brama di
sapere o la voglia di ballare,
se fossi io capace di stare in me
come non so, non sto,
andrei intera in incandescenza
con briciole di poesia
agli angoli della strada, della bocca
del mio fratello più famelico
per ricucirgli la mancanza.
In una maniera che fluissero
almeno equamente tra il nulla
dello stomaco e lo strale del cuore
ingorghi di parole che vincessero
la fame, spezzando al muto,
con il silenzio, il pane.

La scelta accurata e ponderata delle parole rende tutto più maturo, carica erotica espressa con gli intrecci di quel filo rosso che non si ferma, complice il processo di elaborazione della nostra mente. Un libro, questo, da tenere in libreria senza catene o protezioni. Un libro che sa proteggersi da solo, senza bisogno di sostegni. Un libro che, forse, potrebbe essere il riflesso dell’autrice stessa.

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi