Cinque motivi per cui One Day at a Time è la serie di cui abbiamo bisogno

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Poster promozionale della terza stagione di One Day At A Time, disponibile su Netflix

Poster promozionale della terza stagione di One Day At A Time, disponibile su Netflix

Venerdì 8 febbraio. Il giorno in cui ho dato l’ultimo esame della sessione invernale e il giorno in cui è uscita la terza stagione di One Day at a Time. Inutile precisare cosa mi abbia reso più felice. One Day at a Time è una commedia Netflix fra le migliori che la piattaforma ha da offrire al momento. E dal mio punto di vista una delle poche a far ridere sinceramente oggi.

I motivi per cui penso sia una serie di cui abbiamo bisogno sono diversi, ma cerchiamo di andare per ordine.

One Day at a Time è uno dei pochi reboot riusciti, ispirato a una serie degli anni ’70 dalla trama semplice. Tre generazioni a confronto, una piccola famiglia che deve affrontare la quotidianità della vita.

Lydia è il cuore e la tradizione, una donna fuggita dalla sua amata Cuba per un futuro migliore negli Stati Uniti. Le difficoltà del passato e la spensieratezza giovanile rendono il suo personaggio divertente, appassionato e appassionante. Penelope, sua figlia, era un medico militare e ora lavora come infermiera. Regge sulle spalle il “peso” di una famiglia che dipende esclusivamente da lei e dalla sua enorme forza d’animo. Elena è poco più che una ragazzina, ma lotta già per un mondo migliore per tutti. Suo fratello Alex è un adolescente alle prese con le piccole e grandi difficoltà dei teenager.

La famiglia Alvarez, protagonista della serie One Day at a Time, i personaggi da sinistra: Elena (Isabella Gomez), Lydia (Rita Moreno), Alex (Marcel Ruiz) e Penelope (Justina Machado)

La famiglia Alvarez, protagonista della serie One Day at a Time, i personaggi da sinistra: Elena (Isabella Gomez), Lydia (Rita Moreno), Alex (Marcel Ruiz) e Penelope (Justina Machado)

La famiglia Alvarez è una famiglia normale, origini e tradizioni cubane in un contesto americano semplice.

L’elemento più caratteristico della serie è la straordinaria capacità di raccontare la quotidianità in modo sincero, divertente e autentico. I problemi sono reali, i discorsi verosimili. Non c’è la pretesa di dare soluzioni e risposte ai grandi quesiti della vita. L’obiettivo che One Day at a Time si pone è quello di mostrare le quotidiane difficoltà che affronta una famiglia semplice, facendoti – nel frattempo – ridere di gusto.

La risata sarcastica di Lydia Riera (Rita Moreno) in una scena della serie One Day at a Time

La risata sarcastica di Lydia Riera (Rita Moreno) in una scena della serie One Day at a Time

La serie è arrivata con non poche difficoltà alla terza stagione. Per le commedie originali Netflix il rinnovo non è scontato e anche One Day at a Time ha rischiato di concludersi troppo presto lo scorso anno. Hanno già cancellato troppe delle mie serie preferite e vorrei evitare di ripetere l’esperienza. Perciò voglio convincervi valga la pena guardare One Day at a Time, un ottimo prodotto, originale e divertente.

Ecco cinque motivi per cui One Day at a Time è esattamente la serie di cui abbiamo bisogno in questo momento.

I personaggi sono imperfetti

Alex (Marcel Ruiz) e Penelope (Justina Machado) in un episodio della terza stagione di One Day at a Time

Alex (Marcel Ruiz) e Penelope (Justina Machado) in un episodio della terza stagione di One Day at a Time

La famiglia Alvarez è una famiglia normale. Lydia è un tornado, testarda e tradizionalista. Penelope è una madre piena di problemi e responsabilità alle quali deve riuscire a tenere testa. Elena ha principi e valori nobili, ma è una ragazza che deve fronteggiare anche le difficoltà del suo piccolo mondo. Alex è sveglio e intelligente, ma superficiale e materialista come giusto che sia alla sua età. Vivono nel condominio di Schneider, un ex alcolista tossicodipendente. Ha vissuto nel lusso garantitogli dal padre, ma gli è sempre mancato l’affetto. Affetto che ha trovato nella famiglia Alvarez.

Nessuno è perfetto. Nessuno rappresenta una guida morale, nessuno è un eroe immacolato. Sono personaggi imperfetti e quindi veri.

La quotidianità insegna a crescere

I personaggi principali della serie One Day at a Time in una delle scene finali della prima stagione

I personaggi principali della serie One Day at a Time in una delle scene finali della prima stagione

Le avventure che i personaggi si trovano a fronteggiare sono difficoltà quotidiane, sventure contemporanee. Eventi normali di vita normale. Niente di eclatante, niente identità segrete o intrecci inverosimili. I personaggi sono messi di fronte a situazioni quotidiane nelle quali è facile immedesimarsi. Esperienze condivisibili: le scelte, le incomprensioni, i modi diversi di affrontare momenti diversi.

I personaggi sbagliano, commettono errori, imparano. Rimediano. Parlano e si confrontano tanto. Crescono. Non è scontato ci sia una così grande attenzione all’evoluzione dei personaggi, soprattutto in una commedia. Invece i protagonisti di One Day at a Time si sostengono a vicenda e imparano l’uno dell’altro, crescendo insieme.

Il gruppo di supporto di Penelope

Justina Machado nel ruolo di Penelope in One Day at a Time

Justina Machado nel ruolo di Penelope in One Day at a Time

Okay, questo forse è un piccolo spoiler, ma devo assolutamente menzionarlo. Penelope è una veterana, medico che è tornata a casa dopo essersi ferita a un braccio. Nel corso delle stagioni ci vengono mostrati i suoi problemi con semplicità, ma mai con superficialità. Penelope soffre di ansia e depressione. Fatica a prendersi cura della sua salute fisica e mentale, perché teme possa toglierle tempo ed energia. Tempo ed energia che pensa di dover dedicare totalmente alla sua famiglia.

Sente di non potersi dimostrare debole e lasciarsi andare alle sue debolezze. È una predisposizione che l’accompagna per tutte le tre stagioni. Nel corso della prima decide di unirsi a un gruppo di supporto che l’aiuterà costantemente. Il gruppo di supporto di Penelope è una combriccola di donne veterane che devono affrontare le conseguenze del servizio militare, i segni che questo ha lasciato sul loro corpo e nelle loro menti. Sono donne divertentissime, oneste e straordinariamente sincere. Donne che soffrono di ansia, depressione, disturbi post-traumatici. Donne con il proprio modo di affrontare, o ignorare, le difficoltà e le disavventure quotidiane. E sono donne disabili, americane e di origini latino-ispaniche. Lesbiche, etero, transgender. Donne di diverse età e di carattere diverso, con corpi diversi e personalità diverse. E protagoniste di molte delle mie scene preferite.

Un’amicizia platonica fra uomo e donna

Penelope (Justina Machado) e Schneider (Todd Grinnell) in un episodio della serie One Day at a Time

Penelope (Justina Machado) e Schneider (Todd Grinnell) in un episodio della serie One Day at a Time

Le amicizie platoniche pare siano veramente difficili da gestire per gli scrittori di serie televisive. Se l’intero show non si basa sulle amicizie sembra quasi impossibile trovare una relazione sincera e disinteressata; una relazione che non si evolva in amore. Non ho nulla contro la dinamica “friends to lovers”, anzi, ben venga quando scritta bene. Ma le amicizie platoniche sono sempre state le mie relazioni preferite.

Non è difficile trovare stupendi rapporti femminili. Sarà sempre iconica l’amicizia fra Cristina e Meredith di Grey’s Anatomy. Oppure il trio composto da Monica, Rachel e Phoebe che ha contribuito a rendere indimenticabile Friends. Molto più comuni le forti amicizie maschili: JD e Turk della serie Scrubs si fanno emblema di una di tipo di relazione fra uomini totalmente platonica. Non vi è mai alcun tipo di sottotesto o intento romantico, per quanto ci si giochi e giri intorno.

Vedere rappresentate delle amicizie di questo genere fra un uomo e una donna, invece, risulta più difficile di quanto sembri. Ci sono e sono molto belle, ma spesso alcuni “stratagemmi” impediscono una svolta amorosa. Stupenda l’amicizia di Will e Grace nell’omonima serie, ma impossibile pensare a una relazione amorosa perché Will è gay. In Elementary, Watson è una donna, ma l’attitudine di Sherlock ferma i più dall’intendere il loro rapporto in senso romantico. L’amicizia di Jerry e Elaine nella serie Seinfeld si solidifica quando i due si lasciano e capiscono di funzionare meglio come amici. Invece il rapporto che lega Schneider e Penelope in One Day at a Time è totalmente e completamente platonico. La loro amicizia è caratterizzata da battute, prese in giro e sostegno incondizionato nei momenti più difficili.

Il personaggio di Schneider è un grande supporto e aiuto per la famiglia Alvarez, ma soprattutto per Penelope. Schneider impara molto da loro e riceve molto affetto, restituendolo nei modi più semplici e divertenti. La relazione fra i due cresce e si evolve nel corso delle stagioni. La loro amicizia dimostra quanto bello sia vedere un uomo e una donna amarsi, senza voler finire a letto insieme.

Rita Moreno

Lydia (Rita Moreno) in una scena della serie One Day at a Time

Lydia (Rita Moreno) in una scena della serie One Day at a Time

Basterebbe il nome di questa immensa attrice, secondo me, per convincervi e convertirvi alla meraviglia che è One Day at a Time. Cercherò di argomentare per i più scettici, però. Rita Moreno è tutto ciò che io vorrei diventare da grande, oltre ad averci donato il miglior discorso di ringraziamento mai seguito alla vittoria di un Oscar. Un semplice «I can’t believe it. Good Lord! I leave you with that!» pronunciato fra le risate e gli Academy Awards non sono mai più stati gli stessi.

Rita Moreno interpreta Lydia, il personaggio più testardo, irresistibile e divertente. Il marcato accento, il carattere imprevedibile e l’animo appassionato fanno di Lydia la vera mattatrice della serie. La personalità e la bravura di Rita nel restituire in modo così passionale il ruolo di Lydia merita anche solo sulla fiducia.

Lydia non ha paura di mettersi in gioco e imparare per amore di sua figlia e dei suoi nipoti, nonostante l’età. Non rinnega il suo passato e le sue origini, ma non lascia che i suoi errori e le sue sofferenze segnino il suo presente. Scopre cose nuove, si educa e si lascia educare. Lezioni non semplici da capire quando si pensa la vita ci abbia già insegnato tutto. Rita Moreno riesce a dare anima, spirito e grinta a un personaggio che si fa amare proprio per la sua anima, il suo spirito e la sua grinta.

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I motivi per cui vale la pena guardare One Day at a Time sarebbero molti di più e molto più diversi da questi. Le tematiche importanti trattate con sincerità e intelligenza, senza perdere mai la leggerezza che contraddistingue questa serie. Le critiche forti e dirette che non diventano mai pesanti. Il modo in cui vengono affrontati argomenti complessi e vengono affrontati sul serio: la paura di fare coming out in una famiglia tradizionale, il dover fronteggiare una malattia mentale, i problemi economici. Non sentirsi apprezzati, accettati, amati. L’opinione degli altri quando si è ragazzini. Le dipendenze da alcool e droghe. Le difficoltà di dover conciliare le responsabilità famigliari con il desiderio di fare carriera.

Non riesco più a stare sul generico: se andassi avanti farei sicuramente diversi spoiler. Vorrei evitarlo, soprattutto considerando che l’obiettivo primario di questo articolo è convincervi valga la pena dedicare un po’ del vostro tempo a One Day at a Time. Apprezzate lo sforzo, vi prego!

Se avete bisogno di una risata sincera e piccole situazioni esilaranti. Se avete bisogno di una serie che sappia raccontare la quotidianità in modo sincero. Se avete bisogno di vedere affrontate tematiche importanti con grande intelligenza e leggerezza, ma mai banalmente. Se avete bisogno di questo One Day at a Time è una delle poche serie che riesce a farlo al momento.

Le tre stagioni sono tutte disponibili su Netflix. ¡Dale!

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Francesca Vuono

Francesca Vuono

Secondo una stima ottimistica ha già sprecato un terzo della sua vita tentando di capire le polemiche inutili e gli aggiornamenti di Instagram. Non ha gli occhi azzurri e la disco non le va, le piace ascoltare, ma parla sempre troppo. Per sua madre non può peggiorare, lei ha accettato la sfida. Nella disperata ricerca di se stessa e qualcosa in cui non fare troppo schifo, tenta di imparare più possibile e non sbagliare direzione in metropolitana.

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