Priscilla: la regina del deserto torna a illuminare il Brancaccio

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In foto da sinistra, Mirko Ranù, Manuel Frattini e Cristian Ruiz, i tre attori protagonisti del musical Priscilla – La regina del deserto, in scena al teatro Brancaccio di Roma fino al 31 marzo

In foto da sinistra, Mirko Ranù, Manuel Frattini e Cristian Ruiz, i tre attori protagonisti del musical Priscilla – La regina del deserto, in scena al teatro Brancaccio di Roma fino al 31 marzo

Musiche travolgenti, costumi sgargianti e le migliori canzoni dance anni ’70-’80: questi sono solo alcuni degli ingredienti del musical Priscilla – La regina del deserto, in programmazione al Teatro Brancaccio fino al 31 marzo. Ma di cosa stiamo parlando?

Priscilla è il nome di battesimo dello sfavillante pulmino-camper che accompagnerà le tre soubrette Bernadette, Mitzi e Felicia dalla loro città, Sydney, fino ad Alice Springs, nell’entroterra australiano, per esibirsi nel casinò del posto. No, non è l’inizio della solita commedia on the road: non solo perché le tre ragazze sono, rispettivamente, una trans e due drag queen, ma perché il vero scopo del viaggio, per Mitzi (all’anagrafe Anthony Belrose), è quello di conoscere il figlio Benjamin, avuto dalla moglie Shirley, proprietaria del locale.

Trasposizione in musical dell’omonimo film cult del 1994, lo spettacolo è apparso nei teatri australiani per la prima volta nel 2006 e ha avuto un riscontro di pubblico di quasi sei milioni di spettatori. Ora è in Italia per la seconda volta (la prima nel 2012), sotto la regia di Matteo Gastaldo.

Bando alle presentazioni: lasciatevi conquistare da Priscilla

Il musical Priscilla sarà in scena al teatro Brancaccio (Roma) fino al 31 marzo 2019

Il musical Priscilla sarà in scena al teatro Brancaccio (Roma) fino al 31 marzo 2019

Devo essere sincera: all’inizio non avevo la benché minima idea di cosa trattasse questo spettacolo. In realtà non sapevo nemmeno fosse un musical. Del resto le migliori cose accadano così, per caso, perché si prende l’iniziativa di tanto in tanto. Ero rimasta incantata dal titolo; ero partita con la voglia di tornare per una serata a teatro dopo tanto tempo. Di certo non mi aspettavo nulla di quanto ho visto e, forse, è anche grazie a questo che mi sono immersa in ogni singolo momento, lasciandomi conquistare.

Raramente sono riuscita a farmi coinvolgere da uno spettacolo come in questo caso: una vera e propria esplosione di luci, colori, musiche, emozioni che trascinano lo spettatore e lo fanno rimanere con gli occhi e l’attenzione incollati sul palco. Le tre protagoniste, con la loro energia e presenza scenica, ci fanno innamorare sin dalla prima nota; la scenografia è semplice, ben calibrata e soprattutto riesce a rendere in maniera chiara sulla scena l’anima cinematografica dell’opera (impossibile dimenticare il movimento di Priscilla sul palco e la scena a rallentatore dell’inseguimento di Felicia). I costumi, fiore all’occhiello della produzione, rispecchiano e accompagnano ogni singola performance delle ragazze; l’orchestra e le voci interamente dal vivo arricchiscono l’esperienza e incidono nella memoria dello spettatore i momenti salienti di questa splendida avventura.


Priscilla è molto di più di puro divertimento, boa di piume e lustrini: è un invito a entrare nella pelle di chi sceglie ogni giorno di cambiare pelle.


Senza aggiungere molto altro e, al di là di tutte le considerazioni tecniche che si potrebbero fare, ritengo che Priscilla sia uno spettacolo che tutti dovrebbero vedere perché è molto di più di puro divertimento, boa di piume e lustrini: è un invito a entrare nella pelle di chi sceglie ogni giorno di cambiare pelle, essere se stesso “annessi e connessi”; di chi decide di mostrare un sorriso a chi invece alza il dito medio, un concetto che risulta molto spesso di difficile comprensione. È una storia per tutti che insegna l’importanza dell’accettarsi anche quando tutto il mondo fuori non lo fa; perché ci sarà sempre qualcuno, da qualche parte, che ti vedrà e amerà esattamente come sei.

Non vale la pena di perdere un’occasione di riflessione come questa e, addirittura, penso che il Brancaccio mi rivedrà seduta sotto il suo palco molto, molto presto.

About author

Rosanna Saccucci

Rosanna Saccucci

Classe 1995, aspirante correttrice di bozze, studia editoria e scrittura alla Sapienza. Nel (poco) tempo libero si nutre di libri e serie tv – oltre al cibo, ovviamente.

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