Ricordi? Valerio Mieli interroga le immagini

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Luca Marinelli e Linda Caridi in Ricordi?, un film di Valerio Mieli

Luca Marinelli e Linda Caridi in Ricordi?, un film di Valerio Mieli

Il cinema è immagine, o meglio, montaggio di immagini. Il termine «immagine» deriva dal latino imago, che significa «figura, effigie, ritratto», ma anche «fantasma, spettro, ombra», «concetto, rappresentazione mentale», «pensiero, ricordo», «eco» e ancora «allucinazione». Valerio Mieli, nel suo nuovo film, decide di lavorare con l’immagine in tutte le sue accezioni. Si intitola, non a caso, Ricordi? e ha una struttura complessa, come articolata può essere solo l’interiorità, la soggettività. Solo che qui le persone in ballo sono due: le imagines, allora, si moltiplicano.

Ricordi? è, in breve, una storia d’amore vissuta attraverso le immagini mentali di un Lui e una Lei anonimi. Immagini che il montaggio fa succedere e di cui evidenzia analogie e discrepanze, con la collaborazione di una fotografia forse didascalica, ma efficace nel semplificare la comprensione dello spettatore senza dover degenerare nel Mind-Game Film spinto. Dal primo all’ultimo incontro, quindi, il presente si sospende per fare posto al passato. Anzi, alla sua rielaborazione, talvolta abbellita, in altri casi incupita, ma sempre soggettiva e unica.

Tra Storia e psicoanalisi: Ricordi? è una questione etimologica

Luca Marinelli e Linda Caridi in Ricordi?, un film di Valerio Mieli

Luca Marinelli e Linda Caridi in Ricordi?, un film di Valerio Mieli

L’etimologia impone a Mieli di lavorare su una storia in cui non sono semplicemente le rappresentazioni mentali dei due amanti protagonisti a sommarsi, ma anche i linguaggi: poesia, scultura, musica concorrono a stratificare ulteriormente il patrimonio mentale e le suggestioni vissute dai protagonisti, in un processo di costante traduzione tanto estetica quanto strutturale. Mieli descrive infatti l’impianto di Ricordi? facendo riferimento al «tema con variazioni» musicale, che si ripete ma mai davvero uguale a se stesso. Ne viene fuori un film certamente sinestetico, in cui udito e olfatto guidano la memoria tanto quanto la vista. A modificarla ci pensa invece il tempo: per autodifesa, probabilmente; per necessità, certamente.

Imago, secondo Treccani, può assumere anche un altro significato in psicanalisi, dove la parola indica un «ricordo, spesso idealizzato, di una persona amata nella prima infanzia (generalmente uno dei genitori) e conservato nell’età successiva come rappresentazione o modello inconscio che orienta in maniera specifica le proiezioni del soggetto». Lei – una luminosa Linda Caridi – è d’altra parte la felicissima figlia di uno scultore, dunque un produttore di immagini ideali, anatomie perfette. Non sorprende di conseguenza che ella si presenti come una persona priva di ricordi infelici, al contrario di Lui (Luca Marinelli), spedito non ancora adolescente in una colonia dai genitori e ora diventato uno storico, che si rifugia per mestiere in suggestioni che non ha realmente vissuto, in echi lontani che è chiamato a ricostruire.

Difficile parlare dei pregi e dei difetti di Ricordi? senza fare anticipazioni: non resta allora che invitarvi ad andare al cinema, da giovedì 21 marzo, per confrontare poi le nostre memorie.

About author

Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

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