Sex Education è una perla alla portata di tutti. Ecco perché ci è piaciuta

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Asa Butterfield ed Emma Mackey nella serie Netflix Sex Education

Asa Butterfield ed Emma Mackey nella serie Netflix Sex Education

Essere adolescenti è difficile, essere adolescenti e avere a che fare col sesso lo è ancora di più. Lo sa bene Otis Milburn (Asa Butterfield), sedicenne assolutamente inesperto che, ispirato dall’invadente quanto affermata madre sessuologa (interpretata da una fantastica Gillian Anderson), decide di aiutare gli studenti della Moordale High ad approcciarsi alla sfera sessuale. Con l’aiuto di Maeve Wiley (Emma Mackey), ragazza insofferente quanto intelligente con una spiccata predisposizione a essere isolata dai compagni, metterà su una vera e propria clinica del sesso che si occuperà di dispensare consigli e raccomandazioni in cambio di un lauto pagamento.

Un’altra serie originale Netflix dunque, l’ennesima serie britannica che esplora la sfera adolescenziale con i suoi problemi e le sue incertezze. Ma allora cosa rende Sex Education una delle produzioni più originali dell’anno? Perché andrebbe assolutamente guardata?

1. La serie non scade mai nella banalità

Le situazioni trattate sono applicabili alla vita reale. Anche se a volte è possibile prevedere dove si sta andando a parare, non c’è un solo minuto che sia piatto. Nonostante sia ben chiaro chi siano i protagonisti, ai personaggi secondari viene dedicata un’attenzione singolare che ne permette lo sviluppo mantenendo al contempo alto l’interesse del pubblico.

2. Si occupa di rappresentare tanti modelli non tradizionali

Asa Butterfield ed Emma Mackey nella serie Netflix Sex Education

Asa Butterfield ed Emma Mackey nella serie Netflix Sex Education

Sex Education è molto ricca da questo punto di vista: si parla di relazioni e famiglie omosessuali, di adozione, di coppie miste; il tutto con una naturalezza estrema che non pretende di travestirsi da innovazione forzata. La diversità ci viene presentata con semplicità, perché è così che anche nella vita reale dovrebbe essere vista.

3. Si parla di aborto ma anche di antiabortisti

Una delle cose più interessanti della serie è che non è rappresentativa di un pensiero unico, di un’unica faccia della medaglia. Sex Education non si tira indietro dall’esplorare anche la corrente di pensiero opposta e non certamente per criticarla. Ci ricorda solamente che è lì e, soprattutto, perché.

4. Il femminismo non manca

A partire dalla maggioranza femminile delle sceneggiatrici, la serie riserva uno spazio importante alle donne, ai loro problemi e ai loro punti di vista, senza però dimenticare di includere gli uomini. Si scardina il concetto di slut-shaming, si normalizza la masturbazione femminile, vengono evidenziati sia la necessità di solidarietà femminile che quella di normalizzare le amicizie tra uomini, i quali non dovrebbero temere di apparire troppo sensibili o poco mascolini.

5. C’è un intero episodio in cui si parla di consenso

I consigli dispensati dalla clinica di Otis e Maeve non riguardano solo le effettive performance sessuali degli studenti, anzi, spesso si concentrano su problematiche molto più complesse: a volte assistiamo a vere e proprie sequenze di educazione sociale.

6. Fa ridere

Asa Butterfield e Kedar Williams-Stirling nella serie Netflix Sex Education

Asa Butterfield e Kedar Williams-Stirling nella serie Netflix Sex Education

No, molto di più. Sex Education fa sbellicare dalle risate. Ogni episodio è impreziosito da un umorismo freschissimo, caratterizzato da situazioni imbarazzanti, paradossali, a tratti anche un po’ estreme. Allo stesso tempo, sebbene le note comiche siano molto accentuate, ci sono anche momenti di riflessione su temi molto delicati. In generale, l’equilibrio tra questi due fattori è portato a termine in maniera magistrale.

7. È per tutti

Sebbene la serie sia principalmente rivolta a teenagers/young adults, è così ben fatta che può essere goduta da spettatori di tutte le età. Gli attori sono eccezionali, i personaggi così simpatici e stravaganti e la storia non perde mai il suo ritmo incalzante e coinvolgente. È facile rispecchiarsi nelle situazioni in cui si cacciano i protagonisti, che tu abbia 14 o 34 anni.

8. I personaggi sono irresistibili, dal primo all’ultimo

Tra i personaggi che più si distinguono (sebbene sia molto difficile selezionarne solo alcuni), vanno menzionati: Eric, il miglior amico di Otis, una centrifuga di colori, simpatia e battute sempre pronte; Adam Groff, un bulletto dal cuore molto, molto sensibile, che verso la fine della stagione non faremo troppa fatica a perdonare per tutti i suoi misfatti; Lily, uno dei personaggi più spassosi della serie, ma anche una rappresentazione molto accurata dei sentimenti che molte ragazze della sua età provano (a parte i fumetti alieni pornografici, quelli non so se siano davvero alla moda); e ovviamente i protagonisti, Otis e Maeve, così sbagliati, così imperfetti, ma che ci piacciono proprio per questo.

9. Le dinamiche genitori-figli si ribaltano

Asa Butterfield e Gillian Anderson nella serie Netflix Sex Education

Asa Butterfield e Gillian Anderson nella serie Netflix Sex Education

Ebbene sì, cari lettori, i genitori non hanno sempre ragione. Saremmo portati a pensare che una madre moderna, aperta e non convenzionale come Jean sia tutto quello che un adolescente possa volere, giusto? Sbagliato. Non basta essere disponibile a parlare di sesso per essere una buona madre. Otis si sente osservato, asfissiato, anche giudicato dalla una madre super invadente e cerca di farle capire in tutti i modi che, anche se è suo figlio, ha bisogno dei suoi spazi. L’avrà capito?

10. È una serie onesta

Non ci sono buoni o cattivi. Nessuno è un eroe, ogni personaggio ha mille sfaccettature, che si possono amare oppure odiare di volta in volta. La leggerezza con cui anche i temi più seri sono affrontati rende la serie davvero piacevole e fruibile per chiunque (da notare il contrasto con l’altra “big” sull’adolescenza e i suoi problemi in ambito liceale, 13 Reasons Why, che al contrario affronta tematiche altrettanto serie ma è di una pesantezza a tratti insostenibile).

Ci sarebbero altri 10 motivi che potremmo aggiungere a questa lista, ma per oggi ci fermiamo qua. Aspettiamo la seconda stagione per aggiungerne degli altri. E voi cosa ne pensate?


Scritto da Federica Montella e Melissa Vitiello

 

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