Barcis: la vecchia strada della Valcellina

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In foto, uno scorcio del lago di Barcis

In foto, uno scorcio del lago di Barcis

Tanto tempo fa – ma non così tanto come si è soliti pensare – accadevano inquietanti sparizioni nella Valcellina, una delle vallate della pianura pordenonese conosciuta soprattutto per la presenza di un maestoso specchio d’acqua artificiale, il lago di Barcis.

Erano i primi del Novecento e da poco era stata costruita una nuova strada carrabile che, finalmente, collegava la Valcellina alla pianura. I bambini spesso uscivano a giocare o a correre in bici lungo quel tratto immerso nella natura; nell’aria si sentivano risate e chiacchiere, urla e schiamazzi e, sotto di questi, il lieve borbottio dell’acqua che scorreva, il ronzio delle api che si poggiavano sui fiori e lo stridore provocato dalle ruote delle bici che percuotevano i sassi. Finché un giorno qualcosa cambiò. Un bambino scomparve, poi un altro e un altro ancora. Le sparizioni avvenivano sempre lungo la strada nuova e il panico dilagò presto nel paese.


Chi era a rapire i bambini? Un signore anziano, che aveva passato tutta la vita nella vallata, offrì la sua versione: a causare le sparizioni erano alcuni folletti dispettosi.


Chi era a rapire i bambini? Per quale motivo? Dove li portavano? Nessuno riusciva a offrire una spiegazione logica a questa serie di domande. Un signore anziano, che aveva passato tutta la vita nella vallata, offrì la sua versione: a causare le sparizioni erano alcuni folletti dispettosi che popolavano il luogo; secondo l’uomo queste creature magiche avevano a cuore il loro habitat naturale e rapivano i bambini per educarli e alimentare in loro il rispetto per il mondo che li circondava. O forse era proprio questa la versione che riferivano i bambini, una volta tornati tra le calde braccia dei genitori?

Ops, scusate. Ho lasciato il libro delle favole aperto – accidenti, spero mi possiate perdonare. Quello di cui volevo parlare è della prima strada carrabile costruita per accedere dalla pianura alla Valcellina, collegando Montereale Valcellina a Molassa, una frazione di Barcis. La strada, costruita parallelamente ai primi impianti idroelettrici, apre nel 1906 e permette alla valle di uscire dall’isolamento. Lunga circa dieci chilometri, corteggia un panorama mozzafiato attraversando il fiume Molassa, scavando tra gallerie e grotte e a tratti corteggiando lo strapiombo. Sembra quasi impossibile pensare che gli autobus potessero percorrere quel tratto, ma la presenza ancora oggi di un vecchio cartello della fermata lo testimonia.

Così arriviamo ai giorni nostri. La vecchia strada è stata dismessa nel 1992; tuttavia un tratto è rimasto aperto per motivi turistici: è possibile percorrerlo a piedi o in bici – avendo la cura di munirsi di un caschetto – oppure seduti comodamente sul trenino. A circa metà strada è possibile attraversare – in completa sicurezza – il recente ponte tibetano creato sullo strapiombo, che permette di godere di una nuova e spettacolare vista. Insomma, anche nei luoghi più vicini, quelli “dietro casa” e che molto spesso consideriamo scontati, alberga la bellezza e la magia. Folletti o meno.

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Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

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