Perché è importante festeggiare i traguardi

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È importante celebrare la laurea perché è il frutto di numerose spese e sofferenze; è un modo per festeggiare il fatto di non essersi mai arresi e avercela fatta

È importante celebrare la laurea perché è il frutto di numerose spese e sofferenze; è un modo per festeggiare il fatto di non essersi mai arresi e avercela fatta

Spesso la linea di confine tra successo e insuccesso è molto labile: quello che ad alcuni potrebbe sembrare il più grande dei traguardi, da altri potrebbe essere visto come il più misero dei fallimenti. Come per tutte le cose, dipende sempre dal modo in cui si affronta la vita: ogni vittoria può travestirsi da sconfitta (o viceversa).

Premesso comunque che “ogni occasione è buona per festeggiare” e che quindi anche una falsa vittoria o una sconfitta potrebbero essere una scusa ragionevole per fare festa ed essere felici (o consolarsi), è importante trovare il giusto equilibrio che ci permette di celebrare qualcosa che si aspettava da tanto – forse troppo; la fine del percorso, la conclusione di quella strada che, in un modo o nell’altro, ci ha portato da qualche parte, ci ha permesso di chiudere un capitolo e non avere più questioni in sospeso né nulla di arretrato, un’altra spunta nell’infinita lista delle cose da fare. Senza pretendere di avere le risposte alle più grandi domande sul senso della vita, ho intervistato ragazzi e ragazze alle prese con i loro primi (in?)successi personali e professionali.


Festeggi quello che è stato per far spazio a quello che verrà, come liberazione.


Giovanni – classe 1989 – ha condiviso con me le sue riflessioni  sull’argomento: «Quando raggiungi un traguardo, è come se avessi concluso un cerchio e potessi cominciare una nuova vita», ha spiegato: «Festeggi quello che è stato per far spazio a quello che verrà, come liberazione».

Mi hanno regalato i loro pareri anche alcune studentesse che a breve indosseranno per la prima volta la corona d’alloro – anche se con qualche anno di ritardo rispetto al previsto: «È importante celebrare sempre la laurea perché è il frutto di numerose spese e sofferenze, soprattutto se fuoricorso; è un modo per festeggiare il fatto di non essersi mai arresi e avercela fatta» ha raccontato Erica. «È la fine di un percorso, anche se in ritardo o comunque anche se non è andato come ci si sarebbe potuto aspettare», ha aggiunto Cinzia: «I sacrifici però li hai fatti quindi è opportuno prendersi l’adeguata ricompensa».


Se tu guardi il traguardo in base a chi è stato migliore o peggiore di te non è più un tuo successo.


Al di là del percorso universitario «è importante autocelebrarsi quando si raggiunge una meta che ci si era imposti», perché questa «è la nostra vita e non ha senso viverla se ci si deprime anche quando le cose sembrano andare per il verso giusto». Infatti, indipendentemente dall’essere rientrato in certi standard di tempistiche o di guadagno, si tratta comunque di un traguardo raggiunto con le proprie forze. Questo vale anche per le cose apparentemente di poco conto come i compleanni, che siano una semplice «occasione per avere accanto le persone care» o per dei festeggiamenti in grande.

«Mia madre mi ha sempre detto “Dobbiamo festeggiare sempre tutti i compleanni perché vengono una volta sola!” e come si fa a darle torto?!», mi ha raccontato invece Federica. «Secondo me è importante pensare per se stessi, altrimenti si vive in un continuo stato di insoddisfazione». Ha aggiunto: «Alla fine le soddisfazioni sono tue; puoi festeggiare a prescindere dal fatto che magari in confronto a qualcun altro sei stato peggiore, anche perché se la vogliamo vedere così ci sarà comunque certamente qualcuno che è stato peggiore di te allora, ma questo è triste. Se tu guardi il traguardo in base a chi è stato migliore o peggiore di te non è più un tuo successo».

Per quanto le persone possano aiutarti e starti accanto, il trionfo è tuo soltanto

Per quanto le persone possano aiutarti e starti accanto, il trionfo è tuo soltanto

Per quanto le persone vicine ti possano aver aiutato e per quanto tu possa (voler/dover) condividere la tua gioia con gli altri, il trionfo – una volta appurato che è tale – è tuo soltanto. Quindi i parenti di cui non ricordavi neanche più la faccia che si congratulano con te o gli amici che non vedevi dal liceo che ti mandano un messaggio di auguri – che possono sembrare inadeguati, falsi e soprattutto falsamente interessati – sono in un certo senso irrilevanti. Certo, però, hanno comunque deciso di spendere quei 30 secondi per te e di muoversi senza navigare nell’indifferenza più totale. Inoltre, come spiega Marina, sono tutte frasi che «possono sembrare un cliché, però ci sta perché in questi casi è sentito quando lo vivi». Infatti: «Quando vedi le cose da fuori possono sembrare frasi fatte, quando le vivi invece quelle parole semplici risultano vere e vengono così apprezzate». E anche se, per ricambiare la gentilezza, ci tocca sorridere pure se non ne si ha alcuna voglia, è comunque un passo in avanti verso uno stato d’animo migliore.

Secondo alcuni studi, il linguaggio del corpo influenza il modo in cui ci sentiamo dentro; sembra infatti che anche solo il movimento delle labbra che si spostano all’insù possa aumentare la positività. È perciò importante cercare di essere sempre contenti di quello che si ha (e di ciò che si è raggiunto). Perché è anche un peccato ritrovarsi a non esultare mai.

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Gaia Giovannone

Gaia Giovannone

"Mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo"

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