Legami d'inchiostro: anche Instagram può raccontarvi l'umano

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Legami d'inchiostro è una pagina Instagram che si occupa di letteratura e poesia

Legami d’inchiostro è una pagina Instagram che si occupa di letteratura e poesia

Di letteratura c’è un bisogno terribile e ce ne sarà sempre. Le parole dei poeti ci restituiscono le nostre immagini nei momenti in cui meno sapremmo definirci; ci aiutano a capire noi stessi, le nostre domande e quelle degli altri. Studiarla e scriverne sono attività di scoperta dell’umano che dureranno in eterno. In questo senso, le pagine che su Instagram si occupano di riportare quotidianamente estratti di poesia aiutano molto: ci trovano nei nostri momenti di distrazione per farci scoprire autori nuovi o aiutarci a riscoprire quelli che avevamo dimenticato nei cassetti delle superiori.

Legami d’inchiostro è ormai una compagnia quotidiana; li ho intercettati per caso e, pian piano, mi sono affezionata, senza capire subito il perché. La loro forza sta nella capacità di trovare le parole adatte a esprimere sensazioni grandi, universali. Sono parole di altri, non c’è autoreferenzialità o pubblicità a sé stessi: sulla pagina, infatti, tutti gli autori e le autrici dei post restano anonimi, portavoci di una poesia che rischiamo di perdere.

Ho provato a intervistarli per conoscerli un pochino di più.


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Come nasce la vostra pagina?

«Nasce su un tavolino di un bar all’ora del caffè motivati da una comune passione: la letteratura. Il desiderio di fondo è sempre stato quello di condividere l’amore per i grandi autori e poeti con chiunque avesse la nostra stessa esigenza. Instagram ci è sembrata sin da subito la via più immediata ma anche la più complessa: non avremmo mai pensato che i classici della letteratura si sarebbero potuti accordare con il mondo del social. Invece eccoci qua».

È bella la scelta dell’anonimato, questo passo indietro fatto per lasciare spazio agli autori. È una scelta che vi pesa?

«No, non ci pesa affatto. L’anonimato poi è comunque parziale: ogni scelta editoriale rivela qualcosa della nostra personalità, dunque di noi. Ci è sembrato importante sin da subito lasciare spazio alla sola voce degli autori che amiamo, unico scopo per cui abbiamo aperto la pagina. È stata una scelta immediata, non ci abbiamo pensato troppo su».

Come si sceglie un autore?

«La scelta quotidiana dell’autore dipende primariamente dalla nostra sensibilità; tuttavia al contempo cerchiamo di mediarla con quello che presumiamo essere l’animo dei nostri lettori. Alcune scelte “attecchiscono”, altre no, come è ovvio che sia. Però quando il frammento proposto tocca la corda anche di un solo cuore, possiamo definirci realizzati. Non passa giorno in cui almeno uno dei nostri lettori non ci ringrazi per il lavoro che facciamo».


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Secondo voi quali sono gli autori italiani da riscoprire e che sono un po’ sottovalutati nelle nostre scuole? 

«Legami d’inchiostro ha arricchito in primo luogo noi e continua a farlo ogni giorno. Abbiamo avuto modo di allargare i nostri orizzonti letterari attraverso la scoperta (e riscoperta) di molti grandi personaggi della letteratura italiana e mondiale. Di autori da riscoprire ne esistono tanti, troppi: una delle recenti riscoperte che stiamo approfondendo riguarda l’entourage della riviera ligure, di cui spesso è noto solo Montale. Vi ricordiamo per esempio Camillo Sbarbaro, Mario Novaro, Giovanni Giudici; ma anche Giorgio Caproni, che passò diversi anni nel capoluogo ligure».

Da dove prendete i suggerimenti?

«La scoperta dei nuovi autori viene da diversi spunti, tra i quali i manuali di letteratura, quotidiani tours nelle librerie della nostra città e anche altre pagine Instagram (fatto completamente inaspettato)».


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Quanti libri leggete al mese circa?

«È complesso fare una media di quanti libri leggiamo al mese; sicuramente dipende dai periodi e dai nostri impegni quotidiani (sì, Legami d’inchiostro ha una vita oltre la pagina Instagram). In ogni modo cerchiamo di mantenerci sempre aggiornati e di non impigrire mai la nostra curiosità letteraria».

Quante persone ci sono dietro al progetto?

«“Uno, nessuno e centomila”».

Cosa immaginate per questa pagina nel futuro?

«Immaginiamo qualcosa che possa andare oltre Instagram, pur considerandolo un ottimo punto di partenza. Ci piacerebbe progressivamente uscire dal mondo virtuale e avere un’influenza determinante anche nel mondo reale della letteratura. Tutti abbiamo bisogno di una voce che, meglio della nostra, racconti la gioia e i dolori dell’esistenza umana. Noi vogliamo dare questa opportunità alla letteratura: di entrare nelle vite di tutti gli esseri umani al di là delle nozioni scolastiche e dei (troppi) manuali. Ogni scrittore, prima di diventare oggetto di studio, fu uomo come noi».

Come scrisse Edgar Lee Master nella sua opera più famosa, l’Antologia di Spoon River: «A questa generazione vorrei dire: imparate a memoria qualche verso di verità o bellezza. Vi potrà servire una volta nella vita».

About author

Ilaria Arghenini

Ilaria Arghenini

Mi piace ascoltare racconti e viaggiare in treno, e questo è la causa di tutto: perché mi tocca leggere abbastanza da dover porre ad altri le domande che restano, e a volte trascrivo quello che ne scaturisce. Vivo in un piccolo paese della bassa lombarda, ho studiato lingue e letteratura, sto poco ferma, mi piacciono molto poco le foto e ascolto spesso the Killers.

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