Shazam!: DC, ce l'hai fatta!

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In foto, il supereroe Shazam (Zachary Levi) in una scena del film Shazam! © Warner Bros.

In foto, il supereroe Shazam (Zachary Levi) in una scena del film Shazam! © Warner Bros.

Lo ammetto: prima di vedere Shazam! avevo un sacco di dubbi. Dopo quello che per me è stato il fallimento di Aquaman (a livello qualitativo, non sul piano degli incassi), mi risultava davvero difficile sperare bene per un film targato DC. Sebbene il primo trailer di Shazam! mi avesse davvero entusiasmato, temevo l’effetto Suicide Squad – quando avevo aspettative altissime per il film con Will Smith e Margot Robbie proprio grazie al trailer e la pellicola poi si è rivelata un mezzo disastro, a mio avviso.

Insomma, ero molto incerta; di sicuro sentire un buon numero di pareri positivi sul film mi aveva rincuorato, ma ho aspettato a cantare vittoria. Ora che l’ho visto, però, posso affermare con assoluta certezza che Shazam! è il miglior film del DC Universe, ora rinominato Worlds of DC. La pellicola ci trasporta in una coloratissima avventura che sa molto di anni ’80, dove nostalgia e simpatia la fanno da padrone.

In foto, i protagonisti Zachary Levi (Shazam) e Jack Dylan Grazer (Freddy Freeman) in una scena del film Shazam! © Warner Bros.

In foto, i protagonisti Zachary Levi (Shazam) e Jack Dylan Grazer (Freddy Freeman) in una scena del film Shazam! © Warner Bros.

Shazam è un supereroe che ha avuto una storia editoriale a dir poco travagliata, tant’è vero che all’inizio si chiamava Captain Marvel, proprio come la supereroina Marvel di Brie Larson. Creato dalla Fawcett Comics nel 1939, il personaggio conquista subito i cuori dei lettori, ma la DC trova Captain Marvel troppo simile a Superman e porta in tribunale la Fawcett per plagio, facendola fallire. Il personaggio viene poi inglobato nelle avventure DC e prende un altro nome (la Marvel, nel frattempo, aveva già creato il proprio Captain Marvel).

Ed ecco qui Shazam, il supereroe che è un acronimo dei suoi poteri: S come Salomone (saggezza), H come Hercules (forza), A come Atlante (resistenza), Z come Zeus (potenza), A come Achille (coraggio) e M come Mercurio (velocità). Si può evincere come mai la DC abbia visto in Shazam una copia di Superman: i due hanno veramente molti poteri in comune ma, tra di essi, c’è una differenza sostanziale.

Mentre Superman ha come alter ego Clark Kent, un uomo adulto, la versione “umana” di Shazam è Billy Batson, un ragazzino di 14 anni orfano che ha come hobby quello di scappare da ogni casa-famiglia a cui viene assegnato e che rifiuta le famiglie adottive perché è in cerca della sua vera madre. Nella sua nuova casa di Philadelphia, però, conosce Freddie Freeman, un piccolo nerd respinto da tutti e pestato continuamente dai bulli. Quando Billy interviene per difenderlo dimostra il suo buon cuore al mago Shazam che, ormai vecchio e stanco, gli trasmette i suoi poteri per poter combattere il dottor Sivana, un uomo malvagio il cui passato nasconde un enorme desiderio di vendetta.

Il fatto che i protagonisti del film siano ragazzini rende la pellicola appetibile a una larga fetta di pubblico; la comicità che scaturisce dal vedere un ragazzo tramutato in un supereroe muscoloso (ringraziamo Zachary Levi per essere nato per questo ruolo) non ha prezzo. La sceneggiatura del film non è esente da difetti – ci sono forzature o ingenuità nei risvolti di trama – ma non vanno a intaccare la bellezza del prodotto finale. I comprimari sono un pregio in più perché sono tra i principali fautori dell’evoluzione del protagonista, che, se ben ricordate, in Aquaman mancava completamente.

Benché la regia del film non mi abbia entusiasmato particolarmente, ho adorato i continui rimandi ai colori del costume di Shazam e la colonna sonora di Benjamin Wallfisch, responsabile dell’atmosfera anni ’80, è coinvolgente e fomenta personaggi e spettatori. Permettetemi di fare un plauso finale a Maurizio Merluzzo per l’ottima resa in italiano di Shazam.

Se volete passare un sabato sera ridendo e godendovi una bella storia, Shazam! è il film che fa per voi. Quando l’intrattenimento riesce così bene e non dimentica di regalarci insegnamenti, è giusto premiarlo, specialmente se tiene le sorprese per il finale.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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