Fanfiction, un mondo digitale dove i tredicenni sguazzano in storie d’amore

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Si definisce fan fiction un'opera scritta dai fan prendendo come spunto le storie o i personaggi di un'opera originale, sia essa letteraria, cinematografica, televisiva, o appartenente a un altro medium espressivo

Si definisce fan fiction un’opera scritta dai fan prendendo come spunto le storie o i personaggi di un’opera originale, sia essa letteraria, cinematografica, televisiva, o appartenente a un altro medium espressivo

«Si definisce fanfiction un’opera scritta dai fan prendendo come spunto le storie o i personaggi di un’opera originale, sia essa letteraria, cinematografica, televisiva, o appartenente a un altro medium espressivo»; diffuse con l’avvento di Internet, le fanfiction sono nate e cresciute dentro i forum (questi sconosciuti, ormai!) fino a essere raccolte su siti appositi, da cui si può partire per diventare persino un caso editoriale. Il mondo di queste storie è molto complesso e può apparire assurdo ai nati prima del ’95, fatto di tipi diversi di storie, avvertimenti, coppie, lunghezze e soprattutto ratings. Ma andiamo con ordine.

Prima di diventare così diffuse, le fanfiction erano semplicemente il modo che i fan di una particolare saga o serie TV avevano per far finire le cose come preferivano: creavano coppie inesistenti nella trama oppure inserivano in un particolare contesto nuovi personaggi. Non si parla solo ed esclusivamente di storie d’amore ma, a volte, anche di trame alternative che collegano diversi universi (i crossover, termine che indica l’unione di due o più realtà in uno stesso universo narrativo), l’eliminazione o l’aggiunta di eventi fondamentali per lo sviluppo della storia e soprattutto out of character (abbreviato OOC).

L’OOC è una pratica utilizzata dalla maggior parte degli scrittori di fanfiction ed è in qualche modo l’elemento portante delle storie scritte da questi giovanissimi: cambiare le caratteristiche di un personaggio, il carattere o il modo in cui si relaziona con gli altri. Estremizzando questa cosa si arriva alla versione dark dell’OOC ovvero la creazione di un opposto del personaggio (nella maggior parte dei casi una versione cattiva e/o cupa). La maggior parte dei lettori di fanfiction sono donne ma, ultimamente, si sono diffuse anche tra i ragazzi.

In foto, Anastasia Steele (Dakota Johnson) e Christian Gray (Jamie Dornan), protagonisti dei film della trilogia Fifty Shades

In foto, Anastasia Steele (Dakota Johnson) e Christian Gray (Jamie Dornan), protagonisti dei film della trilogia Fifty Shades

Ci sono alcuni casi editoriali molto famosi che hanno portato le fanfiction al grande pubblico, prima tra tutte la trilogia di Fifty Shades, ovvero 50 sfumature di grigio: inizialmente creata come fanfiction della saga Twilight sotto il titolo di Master of the universe con i personaggi originali, essa venne rimossa dai siti di fanfiction poiché violava i termini delle piattaforme e pubblicata sul blog dell’autrice. Il resto è storia. Più recentemente, sulla piattaforma Wattpad – ormai diventato il mezzo di diffusione più utilizzato per le fanfiction – la statunitense Anna Todd ha stregato le più giovani con la sua serie After, che oggi conta ben 5 libri, 4 spin-off e, a breve, una versione cinematografica.

Ma perché questo fenomeno coinvolge i giovanissimi? In fondo sono solo romanzi con personaggi famosi pubblicati a capitoli. Durante la mia adolescenza non sono rimasta immune al loro fascino anche se, in quel periodo, le storie che leggevo erano molto più infantili – o, più semplicemente, le vivevo in questo modo. Recentemente, però, mi sono imbattuta di nuovo in questo fenomeno e ho avuto lo spontaneo istinto di studiarlo con una visione più adulta.

Il complesso mondo dell’immaginazione

In foto, Anna Todd, autrice della saga letteraria After

In foto, Anna Todd, autrice della saga letteraria After

Tutte le fanfiction sono una versione di quei romanzi rosa fatti di cliché, ruoli stereotipati e storie d’amore impossibili che però in qualche modo tengono i lettori attaccati alle pagine, fino a restare le notti sveglie a finirli… O almeno questo succedeva fino a un paio di anni fa. Aggiungete a questo mix di ingredienti due cose fondamentali cui i giovanissimi sono costantemente esposti: star famose con le loro vite perfette da Instagram e sesso.


Chi non avrebbe voluto Zac Efron accanto durante la lezione di chimica, invece di un qualunque belloccio della vostra città? E chi non vorrebbe scattarsi una foto in cima all’Empire State Building con un Cosmopolitan o stesi su una spiaggia bianca alle Canarie?


All’interno di questo mondo distinguiamo due tipi di storie: quelle estrapolate dal contesto reale e quelle che lo stravolgono, esagerandolo. Le prime, solitamente, sono storie d’amore dove le fattezze dei protagonisti sono letteralmente copiate dall’attore belloccio di turno e dalla classica modella influencer americana; le case sono lussuose e, per la maggior parte delle volte, la storia si ambienta in America o in Inghilterra (patrie della stragrande maggioranza degli attori, dei cantanti e dei modelli famosi). La vicenda, poi, si svolge dentro la classica scuola con gli armadietti dei film e indorata dalle prime cotte adolescenziali e le brutte esperienze di quell’epoca. Le seconde, invece, sono più subdole; raccontano fatti realmente accaduti a una persona famosa (come la produzione di un film, la creazione di un album, una sfilata…) ma inseriscono dentro alla vicenda un personaggio costruito dalla scrittrice che, spesso e volentieri, sta dentro quel mondo come l’ananas sulla pizza.

Il motivo è molto semplice: nel primo caso chi non avrebbe voluto Zac Efron accanto durante la lezione di chimica, invece di un qualunque belloccio della vostra città? Nel secondo, a causa dei social, degli influencer e di tutto questo mettere in mostra la bella vita, i giovani scrollano la timeline di Instagram sognando di interpretare quel ruolo: di scattarsi quella foto in cima all’Empire State Building con un Cosmopolitan in mano oppure stesi alle Canarie in una spiaggia bianca. Adesso però addentriamoci in qualcosa di un po’ più particolare di questo mondo: l’approccio dei giovanissimi al sesso.

Ratings: quello che (forse) non ti aspetti

Si parla di pratiche molto crude e le scene vengono descritte in maniera rude ed esplicita. Sono sicura che buona parte di loro non li abbia mai provati ma li descrivono così dettagliatamente da farti provare strane sensazioni mischiate tra la sorpresa e la paura

Si parla di pratiche molto crude e le scene vengono descritte in maniera rude ed esplicita. Sono sicura che buona parte di loro non li abbia mai provati, ma li descrivono così dettagliatamente da farti provare strane sensazioni, tra la sorpresa e la paura

Il sesso è – ancora e sotto molti aspetti – un argomento tabù sul quale tutto ciò che si dice può essere travisato in pochi attimi; cercherò quindi di stare attenta spiegando il mondo in cui mi sono imbattuta leggendo queste storie scritte da ragazzine e ragazzini di età compresa fra i tredici e i sedici anni – ma a volte anche più piccoli. All’inizio dell’articolo ho parlato di rating; ogni fanfiction infatti può essere classificata in diverse categorie che si basano sui contenuti di quest’ultima e sulle età dei lettori.

Distinguiamo i PG americani e i bollini italiani. I primi utilizzano le età come differenziazione e sono simili a quelli che utilizzano i media statunitensi: G, può leggerla chiunque; Pg, possono leggerla anche i più piccoli; con Pg13Pg15 e Pg17, la lettura è sconsigliata al di sotto dei 13, 15 e 17 anni; R, contiene materiale adatto esclusivamente alla maggiore età. Quelli italiani invece si basano sul contenuto della storia: il Verde può contenere tematiche dolorose ma solo se trattate in modo lieve; il Giallo ha una lieve presenza di tematiche sessuali o violenza ed è il rating dal quale si dovrebbe partire per la trattazione di tematiche conflittuali; l’Arancione comprende quelle storie in cui sono trattate tematiche sessuali o violente ma in cui le descrizioni delle scene a esse riferite non si soffermano sui particolari; il Rosso comprende la descrizione di scene con presenza di sesso, violenza o altre tematiche parimenti forti.

Per gli ultimi due solitamente vi è una limitazione di età: arancione dai 14 anni in su e rosso dai 18 anni in su. Come tutti i film vietati ai minori, però, la maggior parte del loro pubblico è ovviamente formato da questi e le fanfiction non fanno eccezione.


Questa conoscenza da parte dei più piccoli mi fa sperare in un mondo più libero da tabù e oppressioni; dall’altra parte, però, molte volte ho riscontrato della dolce e innocente ignoranza su alcune pratiche che loro sembrano “romanticizzare”.


È in queste ultime fanfiction rosse che mi sono imbattuta in cose davvero interessanti e di cui sono parzialmente stupita. Si parla di pratiche molto crude e le scene vengono descritte in maniera rude ed esplicita. Questi ragazzi parlano di bondage, pratiche sessuali hardcore, giochi di ruolo e qualunque altro tipo di perversione in maniera molto approfondita. Sono sicura che buona parte di loro non li abbia mai provati, ma li descrivono così dettagliatamente da farti provare strane sensazioni, tra la sorpresa e la paura.

Questa conoscenza da parte dei più piccoli mi fa sperare in un mondo più libero da tabù e oppressioni; un mondo dove ognuno può fare qualunque cosa e sentirsi libero anche nell’ambito sessuale (soprattutto le donne). Dall’altra parte, però, molte volte ho riscontrato della dolce e innocente ignoranza su alcune pratiche che loro sembrano “romanticizzare“: la sindrome di Stoccolma, relazioni con elevata differenza d’età, sottomissione non consensuale. L’errore più grande è che lo stupro molte volte viene scambiato per sesso in maniera violenta, quasi come se i giovani – e giovanissimi, in questo caso – non distinguessero il rapporto non consensuale da quello consensuale consumato con violenza.

Entrare in questo mondo ti aliena un po’: torni ad avere tredici anni e ti guardi indietro con innocenza ricordando che tutte queste nozioni le hai imparate forse dopo i vent’anni, mentre loro già sembrano saperne quasi più di te. Questa estrema sessualizzazione e questo estremo desiderare una vita diversa è tanto differente da quello che gli scrittori fanno da anni?

About author

Giulia Paternò

Giulia Paternò

Cresciuta in un piccolo paesino ai piedi del grande monte Etna da sempre sogno di fuggire via in un posto dove poter esprimere tutta me stessa e le mie passioni. Studentessa universitaria, fiera di far parte del 10% delle studentesse di informatica, lettrice accanita e divoratrice di film e serie tv, sostenitrice della parità dei sessi e dei diritti uguali per tutti.

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