Il Bosco del Sasseto deve essere vietato agli adulti

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Uno scorcio del Bosco del Sasseto

In foto, uno scorcio del Bosco del Sasseto. Foto di © Ylenia del Giudice per partedeldiscorso.it

Gli adulti non sono in grado di lasciare i loro occhi all’ingresso del bosco; ecco perché mi ostino a dire che in certi casi – come quello che riguarda il Bosco del Sasseto – l’ingresso dovrebbe essere rigorosamente vietato a chi ha perso l’incanto, la sorpresa e la magia dei bambini. Questa vuole essere una piccola guida per quegli adulti che riescono a essere più infantili dei bambini – e lo dice una childfree convinta, tanto per cominciare.

Immagino vi sia capitato di partecipare a qualche evento con delle associazioni; vi partecipa sempre chiunque, dalla coppia appena ventenne al gruppo di amiche over settanta. Troverete molto spesso quelli con la borsa nella quale hanno messo di tutto – compresa la tenda, perché “metti caso che” – e quelli che invece non portano nemmeno la borraccia; quelli con l’abbigliamento adatto e quelli che faranno irrimediabilmente rallentare l’intero gruppo, perché tacchi e jeans stretto per lei e cardigan e mocassino per il “Marchionne di periferia”.

Vista della vallata Umbra

In foto, la vista della vallata umbra dal Bosco del Sasseto. Foto di © Ylenia Del Giudice per partedeldiscorso.it

Il Bosco del Sasseto è un insieme di radici contorte che stringono e stritolano massi vulcanici; muschi e felci sono ovunque. Siamo nel Comune di Acquapendente, proprio al confine tra Lazio, Umbria e Toscana eppure, entrandovi, vi sembrerà di essere in una qualche foresta tropicale o in qualche fiaba.

Si parla di un bosco vergine, di quelli dove l’uomo non è mai intervenuto se non per due o tre strutture intorno al 1800. In quegli anni il Marchese Edoardo Cahen si ritrovò ad amministrare non solo il Bosco del Sasseto ma anche il Castello di Torre Alfina, una costruzione del 1400 che venne da lui completamente rivestita per preservarla dal tempo. Buon gusto a parte, mentre il castello sembra perdere moltissimo rispetto alle solite architetture che conosciamo, il Bosco del Sasseto resta comunque un bosco e senza saperlo, magari, lo avrete visto perfino in qualche film. Niente ricostruzioni con programmi artificiosi.

Perché dovrebbe essere vietato agli adulti?

Il Bosco del Sasseto, così come tutta la vallata, merita un profondo rispetto. Nello stesso habitat crescono e convivono flora e fauna che probabilmente, in altri contesti, non avrebbero mai visto la stessa luce al mattino nemmeno in un album di figurine – dal momento che accanto a un albero riconducibile a luoghi marittimi è possibile trovare arbusti secolari che nascono sulle vette più alte del Trentino. Basta osservare la terra sulla quale si cammina, i piccoli pendii, la nebbiolina e il colore delle foglie per rendervi conto di cosa davvero stiamo perdendo.

Questo gli adulti non lo fanno. Gli adulti erano lì, tra commenti improbabili sul luogo umido o alla ricerca frenetica del 4G, perché a quell’ora giocava la Roma; genitori che si erano portati i figli che volevano esplorare, toccare e fare domande e loro che rispondevano con solite minacce di morte in stile “Smettila o ti ci seppellisco”, “Non toccare”, “Non sederti”, “Non si può mangiare nel bosco”.

Il cielo visto da un tronco

In foto, il cielo visto da un tronco. Foto di © Ylenia Del Giudice per partedeldiscorso.it

I bambini più fortunati erano quelli in prima fila, sotto la guida che rispondeva a ogni loro domanda; poi sono arrivata io, che bambina non ero ma che volevo sapere per quale motivo il Bosco del Sasseto era il bosco delle fiabe. E giù di risatine, di “sta bene con i bambini davanti”. E giù a far le foto, senza cercare di identificare nessun mostro nelle radici enormi, senza godersi quegli appena 2 km di strada che chiunque avrebbe potuto fare. Tranne gli adulti, che con i respiri affannati, le scarpe inadatte o troppo presi dalle chiacchiere sul maglione di quello che gli stava davanti.

Invece i bambini, quelli sì che hanno davvero capito l’opportunità che hanno avuto quel giorno. Loro, che si sono stupiti sentendo il picchio; che si sono stupiti quando la guida, con voce bassa, spiegava loro quale animale fosse o perché, proprio in quel punto, i sassi erano così bianchi da sembrare un deserto.

C’è una frase di Maurizio Biancarelli, un fotografo naturalista che ha collaborato anche con il National Geographic che scrive, proprio in merito al bosco: «Ho visitato diverse volte questo angolo nascosto e ogni volta lo stupore si rinnova mentre, muovendomi lentamente tra enormi lecci, carpini, cerri, tigli, torno indietro nel tempo. E mi sento un bambino che ha finalmente trovato il suo bosco delle fiabe». Ecco. Questo è il Bosco del Sasseto. E questo è quello che gli adulti non meritano di vedere.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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