Professoressa sospesa a Palermo: quando vince l'antidemocrazia

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In foto, una manifestante a sostegno della professoressa palermitana Rosa Maria Dell'Aria, sospesa dall'insegnamento per 15 giorni a causa di un video realizzato dai suoi studenti, che accosta l'operato della dittatura fascista a quelle del ministro Salvini

In foto, una manifestante a sostegno della professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria, sospesa dall’insegnamento per 15 giorni a causa di un video realizzato dai suoi studenti, che accosta l’operato della dittatura fascista a quelle del ministro Salvini

Gli anni del liceo sono stati durissimi: mai un sorriso, sempre arrabbiata col mondo e in perenne conflitto con me stessa e con chi mi stava attorno. Non brillavo per simpatia, soprattutto agli occhi dei miei compagni di classe, ma c’era un unico momento in cui si placava tutto: i dibattiti aperti su temi cruciali che i nostri professori favorivano al fine di un confronto libero e produttivo. In quelle occasioni io cambiavo, mettevo da parte l’astio adolescenziale e partecipavo a una discussione da cui traevo sempre importanti spunti di riflessione.

Ogni professore che ci ha ascoltati durante quegli anni, non ha mai pensato di fermarci, placarci, chiudere la nostra bocca se qualche pensiero non gli era gradito o non era congeniale all’opinione pubblica; ogni professore ha sempre lasciato che noi alimentassimo il nostro spirito critico, aiutati dallo studio e dal confronto. Nessuno ha mai permesso che le mura della classe ci ostacolassero nell’esprimere le nostre idee – a volte contrastanti tra di loro, a volte condivise da tutti.

In virtù di ciò, è da qualche giorno che una domanda mi tiene occupata la mente, dopo la notizia della professoressa Rosa Maria Dell’Aria sospesa a Palermo: cosa significa vigilare sull’operato degli studenti, quando quell’operato è il risultato di una riflessione autonoma e critica?

In foto, la professoressa Rosa Maria Dell'Aria

In foto, la professoressa Rosa Maria Dell’Aria

Non lo so, non so darmi una risposta e vorrei tanto che mi aiutasse a trovarla proprio l’ufficio scolastico regionale che ha sospeso per quindici giorni la professoressa palermitana – con conseguente dimezzamento dello stipendio. Cosa è successo nello specifico? La II E dell’ITI Vittorio Emanuele III, in occasione della Giornata della Memoria, ha prodotto un elaborato in cui varie slide mostravano un raffronto tra quanto accaduto durante il regime nazista – dalle leggi razziali fino alla deportazione degli Ebrei – e quanto invece accade oggi ai migranti, con particolare riferimento alle numerose vittime del Mediterraneo e al fenomeno dilagante del razzismo. In particolare, in un passaggio si evidenziava come sia le leggi razziali allora che il Decreto Sicurezza oggi andassero a ledere diritti umani fondamentali. Una riflessione, quella dei ragazzi, che si poneva come obiettivo proprio quello di evidenziare come la Giornata della Memoria dovesse servire oggi a ricordare che alcuni errori non debbano essere più commessi.

A ciò ha fatto seguito il tweet di un Catone il Censore dei nostri tempi – Claudio Perconte, attivista di destra – indirizzato al ministro dell’Interno Salvini:


Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della Memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?

– Dal profilo Twitter di Claudio Perconte


Il ministro dell’Istruzione Bussetti ha così richiesto approfondimenti sulla questione sollevata da questo tweet, che hanno portato alla decisione dell’ufficio scolastico regionale di sospendere la professoressa palermitana per omissione di vigilanza su contenuti ritenuti offensivi. Il 16 maggio, la Digos si è presentata all’Istituto per verificare la vicenda parlando con Preside, docenti e alunni.

Una slide del video realizzato dagli studenti della professoressa Rosa Maria Dell'Aria

Una slide del video realizzato dagli studenti della professoressa Rosa Maria Dell’Aria

Dall’intera vicenda, lo spirito critico e il libero pensiero ne escono ampiamente lesi, tanto quanto il ruolo del docente nel sistema dell’istruzione italiana. Come si può pensare che una professoressa debba diventare un vigile, in un Paese che si professa democratico – ma che continua a dar prova del contrario? Si censura il libero pensiero e si condanna chi non ha silenziato le coscienze di alunni liberi: l’anno è il 2019 ma sembra di tornare a tanto tempo fa, proprio quel tempo in cui la libertà si metteva a tacere per paura del confronto.

La scuola è il contesto dove le idee dovrebbero trovare terreno fertile, per crescere, maturare ed esprimersi; contrariamente a tutto ciò, nell’Italia del “prima-gli-Italiani” ogni voce che non cammina nella stessa direzione nazionalista viene messa a tacere, colpevole di percorrere una strada diversa. La riflessione critica non viene percepita come alternativa e diversa, ma come pericolosa. Allo stesso modo, un’insegnante che fornisce ai propri studenti gli strumenti per riflettere in modo libero, non viene elogiata ma sanzionata.

Le vicende vengono distorte e così la professoressa viene tacciata di aver obbligato i suoi ragazzi a mettere Salvini sullo stesso piano di Hitler: in questo modo, risulta semplice e immediato gettare fango per trarne viscidamente vantaggio.


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Quanto sarebbe bello se sui palchi si sventolasse la Costituzione e non il Vangelo! Perché dico questo? Perché proprio la Costituzione, figlia della liberazione dall’occupazione nazi-fascista, sancisce la libertà di espressione (art.21) e tutela la libertà dell’insegnamento, purché quest’ultimo non superi i limiti del buoncostume e non mini l’ordine pubblico (art. 33). Allora mi domando: dove si colloca la necessità di un provvedimento simile quando l’insegnamento della professoressa non ha per niente oltrepassato i limiti del buoncostume né tantomeno ha minato l’ordine pubblico? Si colloca oltre la Costituzione, oltre la democrazia, oltre lo Stato di diritto: si colloca nella censura.

La professoressa Dell’Aria il 27 maggio tornerà in servizio, ma noi non dovremo restare in silenzio nemmeno dopo il suo ritorno in aula: l’incostituzionalità di un atto va condannata oggi, domani e per sempre, perché come ci hanno detto i ragazzi della II E bisogna ribellarsi e non lasciarsi manipolare da una politica razzista, che rischia di commettere gli stessi errori di allora.

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Virginia Ciambriello

Virginia Ciambriello

Malinconica seriale, non ho da offrire nulla eccetto la mia confusione - come disse Kerouac. Amo tutto ciò che è arte e ho due ossessioni: il pistacchio e i tramonti. Sono romantica fino all'osso e siccome non riesco a dirlo, lo scrivo.

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