Le Atmosfere Circensi e il debutto di Siderale

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In foto, la band Le atmosfere circensi. Il 10 maggio hanno pubblicato l'album d'esordio Siderale

In foto, la band Le atmosfere circensi. Il 10 maggio hanno pubblicato l’album d’esordio Siderale

Come una Sirena tentatrice, quando la musica chiama non si può far altro che rispondere, poiché impellente diviene il bisogno di coloro che ne sono ammaliati di assecondare il suo richiamo. A essere soggiogata da questa arte, capace secondo Platone di arricchire l’animo, la rock band siracusana Le Atmosfere Circensi, nata nel 2015 dall’incontro tra: Angelo Lo Presti (35 anni, chitarra e voce), che ha cominciato a suonare la chitarra a 20 anni, è un ricercatore scrupoloso di nuovi suoni, gruppi e melodie; Danilo Fontana (26 anni, voce e batteria), che suona da sei anni la batteria ed è il più tecnologico del gruppo; Mirko Oddo (40 anni, voce, tastiera, chitarra, armonica), che dopo gli studi di pianoforte scopre l’amore per la chitarra che non abbandonerà più.

Tre elementi caratterialmente in antitesi che il destino ha voluto congiungere per poter dar vita a qualcosa di originale, un sound rock anni ’70, quasi metal, con elementi grunge, psichedelici e pop. Una musica unica, dunque, difficile da classificare e racchiusa all’interno del loro primo album Siderale, realizzato in due anni e mezzo, uscito il 10 maggio in tutte le piattaforme digitali, coprodotto in collaborazione con l’etichetta indipendente Pulp Records e registrato da Roberto Giannì.

Un progetto artistico che ha visto la partecipazione al basso elettrico di Eusebio Getulio, musicista dei Qbeta. Al suo interno 10 tracce, con il singolo Ali nere a fare da apripista, nel cui videoclip, realizzato dallo Studio Robin che su YouTube vanta 7.264 visualizzazioni, entrano in gioco creando un unicum con la musica le più famose sculture d’arte quali il David, Amore e Psiche, la Nike di Samotracia, per citarne alcune.

Perché questo nome?

«Nasce tutto dallo stato di Whatsapp di Mirko, che Angelo ha letto e ha proposto come nome della band. Si riferisce alle situazioni con cui proviamo a interfacciarci nella vita, che sono talmente grandi e paradossali che pensiamo siano anomali. È una distorsione della realtà tale da far sembrare ci siano delle atmosfere circensi».

Può rientrare in un genere specifico la vostra musica?

«Veniamo da tre mondi differenti. Ci piace la musica rock, uno stile duro, più selvaggio e ricercato nelle melodie e suoni. È chiaro che le influenze ci sono, ma l’intento è quello di dare un’impronta originale, fondere i nostri approcci alla musica per far nascere qualcosa di inedito e indipendente».

Il 10 maggio l’uscita del primo album, Siderale. Come mai questo titolo?

«Bisogna fare una premessa. Si tratta di dieci tracce che rappresentano un percorso basato sulle emozioni e vicissitudini della nostra vita. La prima e l’ultima canzone sono lo Yin e Yang, uguali e contrapposte.

«Ali nere, il primo step, è il momento in cui l’uomo prende consapevolezza che la vita finisce, che siamo mortali. Tutto l’album si interroga su temi come: la vita, la realtà che ci circonda, sul perché compiamo determinate azioni.

«L’ultima canzone invece, Vuoto a perdere, contrapposta alla prima anche a livello metrico musicale, è un elogio alla vita, offre lo stimolo per affrontarla in maniera diversa e dà la speranza di rimanere immortale. Da qui, le cose si fondono e tutto diventa siderale, appunto; qualcosa di infinitamente grande e lontano. È anche quello che un po’ tutti pensiamo ogni giorno, cioè che la vita sembra qualcosa che non dovrà e non potrebbe finire mai».

In foto, Danilo Fontana, batterista de Le atmosfere circensi

In foto, Danilo Fontana, batterista de Le atmosfere circensi

Com’è nata l’idea di questo album?

«Per gioco, non era nelle nostre menti. Siamo tre ragazzi che suonano e ci siamo uniti perché stanchi del contesto musicale dominato dalle cover. Siamo voluti uscire fuori da questo schema, perché avevamo lo stesso bisogno, cioè fare qualcosa di nostro».

Come definireste Siderale?

«Un evento. Qualcosa che è accaduto e allo stesso tempo raro. Abbiamo avuto la soddisfazione di aver raggiunto un obiettivo e desiderio comune».

Ci sono i musicisti che hanno influenzato il vostro stile?

«Con la nostra etichetta non abbiamo vincoli di assomigliare a qualcosa. È chiaro e normale che le influenze si sentiranno come: Litfiba, Depeche Mode, Muse, Subsonica. All’interno dell’album qualcosa c’è, ma non è molto classificabile. L’intento è stato quello di dare un’impronta originale e far nascere qualcosa di inedito».

Qual è il brano al quale siete più affezionati?

«Ali nere è il più rappresentativo, sia perché il primo e sia perché abbraccia un po’ tutti i brani a livello di suoni».

Quale messaggio volete dare con Siderale?

«Nell’album c’è il pezzo Nella mia strada, che si può dedicare a un genitore, a un figlio o a un amore. Il nostro messaggio è quello di non mollare mai perché, quando la vita a volte sembra dura, forse lo è solo nella propria testa».

In foto, Angelo Lo Presti e Mirko Oddo de Le atmosfere circensi

In foto, Angelo Lo Presti e Mirko Oddo de Le atmosfere circensi

Nell’album la partecipazione di Eusebio Getulio dei Qbeta. Com’è stato lavorare con lui?

«Semplicissimo. È un super professionista, molto alla mano e umile. La cosa simpatica è che ci mancava un bassista e ci siamo messi alla sua ricerca. Una sera, vedendo Eusebio in concerto, ad Angelo è venuto in mente di contattarlo via Facebook, gli ha proposto l’idea e lui ha accettato».

Qual è la forza della vostra collaborazione?

«L’esserci dati dei ruoli. Questo implica che ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, ma la chiave di tutto è l’accettazione, perché se non si accetta la propria squadra, non si vince. Non si deve dare mai per scontato l’altro e bisogna capire anche quando fermarsi».

C’è un requisito fondamentale per essere una rock band?

«Sembra una banalità, ma alla base c’è l’essere se stessi, perché se lo sei le persone lo capiscono e piaci».

«Il rock è sempre stato la musica del diavolo», diceva David Bowie. Per voi cos’è?

«Il rock ha tante sfaccettature, magari questa è una verità ma non l’unica. È soprattutto uno stile di vita».

Oggi si può vivere solo della propria musica?

«Ci vuole una spinta economica per darti il La, perché solo con la cerchia di amici non vai lontano. Non è semplice, diciamo che al momento non basta solo il talento».

Prossimo progetto?

«Già abbiamo iniziato a lavorare al secondo album, con tre tracce definite. Non smetteremo mai di comporre e di suonare, è come una malattia: chi ce l’ha, non può smettere».

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Francesca Garofalo

Francesca Garofalo

Amo scrivere perché ho l'opportunità di mettere su un foglio bianco: le mie dita; le mie idee; le mie emozioni; un desiderio irrefrenabile di dire la verità; irriverenza; ironia... Non sarà molto, ma quando ami qualcosa alla follia non resta che perseverare.

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