Tre storie di donne italiane raccontate bene (finalmente)

0
In foto, la regista Valentina Primavera, autrice del film Una primavera, presentato al Biografilm Italia martedì 11 giugno

In foto, la regista Valentina Primavera, autrice del film Una primavera, presentato al Biografilm Italia martedì 11 giugno

Biografilm Festival – International celebration of lives si è tenuto a Bologna dal 7 al 17 giugno. In questi dieci intensissimi giorni (correndo tra i portici da una sala all’altra) vengono presentati più di 100 film, per lo più documentari (ma non di quelli noiosi e didascalici, giuro).

Ho voluto sceglierne tre in particolare perché rappresentano storie femminili italiane diverse da quelle scontate, un po’ superficiali e voyeuristiche che si vedono di solito.

Tre esperienze molto diverse accomunate dalla presenza di un dolore.

Tre protagoniste incredibili che ho avuto l’onore di guardare e ascoltare e che hanno davvero qualcosa da insegnarci.

Una primavera, di Valentina Primavera

Immagine tratta dal film Una primavera, di Valentina Primavera

Immagine tratta dal film Una primavera, di Valentina Primavera

Portare l’occhio inquisitore della telecamera nel nucleo più intimo della propria famiglia è un atto di coraggio estremo. Valentina Primavera decide di farlo, con tutto l’amore di una figlia. Il risultato è il ritratto di un dramma che non può lasciare indifferenti. Tramite uno spaccato di vita italiana la regista ci racconta la storia di sua madre, che è anche la storia di moltissime altre donne, lasciate sole ad affrontare la bestia della violenza domestica. Spesso accusate al posto dei loro carnefici, incastrate in un sistema di omertà, perché in fondo la famiglia è la famiglia.

Un documentario unico, profondamente toccante, che con la genuinità del dialetto abruzzese e dei piccoli gesti quotidiani riesce a portarci tra le mura di una casa come tante, per mostrarci da vicino ciò che spesso scivola addosso come l’ennesimo caso di cronaca nera, di “eppure salutava sempre”.

Scheda del film | Biografilm.it

La scomparsa di mia madre, di Beniamino Barrese

Immagine tratta dal film La scomparsa di mia madre, di Beniamino Barrese

Immagine tratta dal film La scomparsa di mia madre, di Beniamino Barrese

Benedetta Barzini ha deciso che è arrivato il momento di sparire. Per 75 anni il mondo non l’ha mai trattata come avrebbe dovuto: troppo impegnato a lodarne l’iconica bellezza per ricordarsi del suo attivismo, della sua eloquenza, del suo contributo prezioso al femminismo, dei suoi articoli e delle sue lezioni universitarie. Top model, musa di Warhol e Dalì, oggi rinnega l’immagine e la sua violenza. Forse per questo vuole scappare anche da suo figlio, che dell’immagine ha fatto il suo lavoro e ha scelto proprio lei come protagonista del suo esordio registico.

Un documentario vero: non una biografia edulcorata, ma il racconto rarissimo della vecchiaia di una donna. E Benedetta, donna ferita, ironica e profonda, si concede di essere vecchia senza possibilità di nasconderlo, come unico atto di ribellione a un sistema che l’ha sempre voluta rinchiusa in uno stereotipo.

Scheda del film | Biografilm.it

Searching Eva, di Pia Hellenthal

Immagine tratta dal film Searching Eva, di Pia Hellenthal

Immagine tratta dal film Searching Eva, di Pia Hellenthal

Venire al mondo con un corpo femminile vuol dire farsi carico di una serie di ferite che inevitabilmente ne scandiscono l’esistenza. La sua stessa fisionomia sembra volerci ricordare, una volta al mese, di questa predestinazione al dolore. Eva, 24 anni, di ferite ne ha già troppe, perciò si ribella a questo destino.

Genderfluid, non rinnega il suo corpo di donna, anzi, decide di possederlo davvero e farne il suo mezzo di produzione, impiegandolo nel suo lavoro di sex worker a Berlino. Niente sembra poterla definire: né il suo passato di vittima, né il suo futuro incerto, né alcun attimo intermedio di presente, tra la poesia, il sesso e i commenti anonimi sui social.

Eva rifiuta il sistema delle identità: sembra aver dedicato la sua vita a un mutamento fluido e continuo, il che rende difficile fissarla nel qui e ora della telecamera. Pia Hellenthal ci prova, seguendola per cinque anni, e ci dona il suo sguardo su questa storia misteriosa, inspiegabile e per questo irresistibile.

Scheda del film | Biografilm.it

About author

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi