Dritti al cuore: i FASK raccontano i loro (e i nostri) animali notturni

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In foto, i FASK in concerto © Michele Formica

In foto, i FASK in concerto © Michele Formica

Era l’aprile del 2018, faceva molto più caldo di adesso e Motta pubblicava l’album più bello dell’anno. Chi avrebbe mai pensato di poter accostare un altro progetto a Vivere o morire? Nessuno, fino a quando i Fast Animals and Slow Kids hanno pubblicato il loro nuovo album.

Ecco quello che ci mancava! Il 2019 è a metà ma Animali Notturni – come uno dei nostri contatti ha scritto su Instagram – «vince il Premio Motta», che tradurremo con “il premio per l’unico album che può accostarsi a Vivere o morire e detenerne assieme una parte di podio”. Ma andiamo passo passo.


Il primo ascolto dell’album non ci ha detto granché. Sono stati poi gli ascolti successivi a farci innamorare perdutamente dei brani. Uno dopo l’altro li abbiamo capiti.


Se dovessimo pensare a una descrizione per Animali Notturni dei Fast Animals and Slow Kids, penseremmo a un pugno dritto al cuore. È un album che si discosta molto dai loro lavori precedenti: chi li ascolta da tempo resta confuso e questo è quello che è successo anche a noi. I singoli che lo avevano anticipato, Non potrei mai Radio Radio, ci avevano colpite molto e la curiosità per questo nuovo lavoro era tantissima. Sarà stata anche una serie di strane coincidenze, ma a primo impatto l’album non ci ha detto granché. Sono stati poi gli ascolti successivi – e, per una di noi, un lungo viaggio in treno – a farci innamorare perdutamente dei brani. Uno dopo l’altro li abbiamo capiti: ci siamo rispecchiate nei testi, abbiamo compreso che si tratta di un lavoro più maturo. Loro sono cresciuti, sono cambiate alcune cose e, così come passano gli anni e si migliora, cresce anche la fanbase e il successo della band.

Animali Notturni suona come una ripartenza che ha bisogno sì di cancellare il passato per darsi un senso, ma che resta essenziale: un movimento verso l’esterno che prende sulle spalle e sul cuore tutto ciò che fino ad ora i Fast Animals and Slow Kids sono stati, si pone le giuste domande e trasforma in canzoni le risposte.

Questi ragazzi che pensavano «fosse alternativo fare il punk» (Canzoni tristi) si rendono conto che, allo stesso tempo, anche darsi la libertà di far fiorire nuove consapevolezze sia punk. In ogni canzone di questo album è chiara la necessità di voler esprimere qualcosa di importante, di dover pesare ogni parola perché ognuna di queste ha un senso. Forse la musicalità cui ci avevano abituati non è più la stessa ma in ogni parola la Hybris si sente ancora, è palpabile: un po’ meno adolescente, un po’ più adulta.

Animali Notturni: passiamo alle canzoni

La cover del nuovo album dei Fast Animals and Slow Kids, Animali Notturni

La cover del nuovo album dei Fast Animals and Slow Kids, Animali Notturni

Alessia: Le mie preferite sono L’urlo, Cinema Non potrei mai. È stato però con Demoni che ho capito che la crescita è stata esponenziale. È un disco buio, abbastanza cupo da una parte: parla di paure, preoccupazioni, sofferenze, dall’altra parte di speranza. Possiamo quindi azzardare che parli di vita? Assolutamente sì.

Virginia: Le canzoni che ho amato a dismisura sono difficili da scegliere, perché una parte del Premio Motta consiste anche nel non sbagliare una sola traccia dell’album. La mia preferita è quella che dà il nome all’album: Animali Notturni. Questa canzone ritrae in modo egregio il manifesto di quest’album, la necessità di esprimere la propria e l’altrui libertà, una canzone comune in comune, da ascoltare a tutto volume quando si vaga di notte e non si vuole tornare a casa. In più, sul mio podio salgono L’urlo Dritto al cuore: la prima è davvero un climax ascendente di parole che non può che essere urlato, senza lasciare nulla al caso; la seconda è un pugno allo stomaco, un ennesimo grido attraverso cui traspare il bisogno di non dimenticare nemmeno una parola, più che per l’altro, per se stessi. Un modo per dirsi la verità. Un premio fairplay va anche a Non potrei mai: la canzone più leale di tutte, la misura dell’amore che è contenuto in quest’album, il testo più evocativo di tutti.


 Il nuovo album dei Fast Animals and Slow Kids è un dialogo tra le parti vecchie e nuove del proprio io.


Gli animali notturni ci sono, sono in tutte le canzoni, sono in tutti gli arrangiamenti e si percepiscono. Non sono però una compagnia negativa, anzi ti cullano, canzone dopo canzone, in un percorso che arriva sino alla speranza che il peggio si possa risolvere. «Una volta si può sbagliare»: il nuovo album dei FASK è un dialogo tra le parti vecchie e nuove del proprio io. Parte da una lenta ammissione di debolezza, portata avanti in tutta la tracklist e arriva pian piano a trarne valore e forza. Essere deboli non è qualcosa di cui vergognarsi ma un punto da cui partire per raccontarsi davvero, senza veli e senza vergogna. Tutti abbiamo bisogno di sentirci dire che possiamo sbagliare, no?

In fondo al tunnel c’è la luce e i FASK ce lo dimostrano. Ci auguriamo un’estate e un autunno/inverno pieno di concerti per loro e, magari, anche la possibilità di ascoltarli dal vivo, perché questa band sul palco è una botta di vita che chiunque ami la musica deve vivere almeno una volta nella vita. Adesso speriamo che le radio abbiano il coraggio e il cuore di passare le loro canzoni: noi non aspettiamo altro!


Scritto da Virginia Ciambriello e Alessia Scarpinati.

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Virginia Ciambriello

Virginia Ciambriello

Malinconica seriale, non ho da offrire nulla eccetto la mia confusione - come disse Kerouac. Amo tutto ciò che è arte e ho due ossessioni: il pistacchio e i tramonti. Sono romantica fino all'osso e siccome non riesco a dirlo, lo scrivo.

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