Settembre 1972: L'Orlando contemporaneo di Imre Oravecz

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Settembre 1972, di Imre Oravecz (Edizioni Anfora), sarà in libreria dal 16 giugno 2019

Settembre 1972, di Imre Oravecz (Edizioni Anfora), sarà in libreria dal 16 giugno 2019

Settembre 1972. Imre Oravecz. Edizioni Anfora.

Ho consumato il libro di appena 126 pagine, che troverete in libreria dal 16 giugno. L’ho consumato al punto che ho pensato di plastificarne la copertina. Ma Settembre 1972 è bello così, è bello vissuto, consumato, con gli angoli piegati. L’espressione del suo contenuto. L’espressione di ogni nostro amore.

Dubito che molti di voi conoscano l’autore. Bisogna essere appassionati di letteratura ungherese, in questo caso, per elargire un sorriso beffardo.

Settembre 1972: la prima, complessa pubblicazione nell’Ungheria rivoluzionaria

La prima volta che venne pubblicato Settembre 1972 fu solo nel 1988. Le copie vennero esaurite in brevissimo tempo trasformando il romanzo in un caso letterario.

Settembre 1972 ha una trama banale, sentita letta e vissuta. Ma te ne accorgi solo alla fine, quando ci rifletti, quando pensi perché ti sei fermato proprio in quel punto piuttosto che qualche riga, qualche pagina dopo.

Settembre 1972, di Imre Oravecz (Edizioni Anfora), sarà in libreria dal 16 giugno 2019

Settembre 1972, di Imre Oravecz (Edizioni Anfora), sarà in libreria dal 16 giugno 2019

Viene definito romanzo, eppure non credo si possa costringere Settembre 1972 in una sola definizione. Si adatta come una seconda pelle, come una coperta sul cuore. Tenerlo accanto è come avere sempre una certezza. Lui è lì, nella borsa, sul comodino, mentre aspettiamo il treno e la metro. È la certezza di un amore finito, sofferto e che ci ha privato di sonno e forse, in qualche caso, di dignità. E in quel nostro vagare come anime perse lui è lì, accanto a noi.

Spesso siamo costretti a vestire i panni dell’autore o del protagonista per vivere pienamente il libro, per riuscire a muoverci con agilità in quelle pagine. Con Settembre 1972 succede il contrario. Succede che tocchi la copertina ruvida e i polpastrelli rimandano a una piazza piena di artisti e pittori, dove solo uno usa l’acquarello e fa scivolare la goccia con amore e attenzione, come fosse una cosa naturale.

Poi lo apri e incontri un taglio della carta, un colore, che ti portano ad affacciarti nella bottega di un artigiano. E non ce la fai a scriverci su, a prendere la biro e sottolineare. E allora ti chiedi quale sia lo strumento più idoneo per ricordarti tutto quello che merita attenzione.

E cominci. Pagina dopo pagina. Una pieghetta all’angolo alla volta.

Con Settembre 1972, Oravecz scrive la storia di tutti noi

La prefazione di Imre Oravecz è essenziale come lo fu quella di Manzoni per I promessi sposi. Essenziale perché si capisce fin da subito che questo libro non nasce con l’intento di essere un romanzo studiato a tavolino. Nasce per bisogno, per passione.

E da lì si sviluppano questi 93 racconti brevi come fossero poesie, un esempio forse per Rumiz de La cotogna di Istanbul.

Settembre 1972 è anche 93 istantanee, frame di momenti della vita di un uomo nella quale si entra in punta di piedi, mentre tutto continua a scorrere lentamente. Un amore che inizia, che finisce, che torna a essere e al quale si mette la parola fine. Un amore troppo sentito, di quelli che fanno male. Di quelli che quando se ne vanno sentiamo strapparci via qualcosa dal petto. Settembre 1972 è la storia di tutti noi, almeno una volta nella vita. Un libro che va letto non più di quattro pagine al giorno, con delicatezza.

Settembre 1972, di Imre Oravecz (Edizioni Anfora), sarà in libreria dal 16 giugno 2019

Settembre 1972, di Imre Oravecz (Edizioni Anfora), sarà in libreria dal 16 giugno 2019

Immaginate di trovarvi dietro a un vetro. Potete vedere e ascoltare tutto, nessuno vedrà e ascolterà voi. Come una sala per gli interrogatori: i personaggi interrogano loro stessi mentre voi interrogate i momenti, i personaggi stessi, le parole, i gesti. Interrogate voi stessi perché basta sostituire la nostra iniziale per lasciare che quella storia e tutte le altre finiscano per divenire la nostra pelle, non quella di W. o di O. oppure di tanti altri.

Pagina dopo pagina si sente il bisogno di proseguire, di arrivare alla fine. Cerchiamo ciò che più desideriamo, che conosciamo, che ci riporta nella nostra comfort zone. Anche se fa male. Anche se abbiamo scelto di mettere le mani nella storia frantumata di una coppia qualunque.

Settembre 1972 si lascia divorare come divoriamo quell’amore che ci sfugge e che non possiamo trattenere. Ad ogni riga si cerca quel lieto fine scontato e che desideriamo. Non arriva, non oggi. E allora passi al frame successivo, fino ad arrivare alla fine.

E così ci tramutiamo nell’Orlando Innamorato del Boiardo o in quello Furioso dell’Ariosto.

Ognuno, con la propria storia, leggerà e intonerà questo libro in un modo tutto suo. Non sarà possibile averne due completamente identici. Ogni storia è un flusso di parole, a cui solo noi mettiamo una pausa o un punto.

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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