Tre consigli per sopravvivere a un capo dittatore

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L’ambiente in cui ci si ritrova a prestare servizio risulta spesso tossico e invivibile: ecco tre consigli per lavorare serenamente con un capo dittatore.

L’ambiente in cui ci si ritrova a prestare servizio risulta spesso tossico e invivibile: ecco tre consigli per lavorare serenamente con un capo dittatore.

C’è una cosa da specificare prima di subito: siamo nel 2019 e non ce la passiamo molto bene. Certamente i giovani hanno problemi a trovare un’occupazione, ma anche le altre persone non se la cavano granché a riguardo. Quel che è certo è che – forse proprio perché è raro trovare un vero e proprio datore di lavoro – l’ambiente in cui ci si ritrova a prestare servizio risulta spesso tossico e invivibile. Forse chi ci comanda è talmente sopraffatto dal potere di essere una delle rare persone a poterti concedere del denaro da sentirsi onnipotente. O forse semplicemente è una persona acida di natura.

Che sia giusto o sbagliato, in questo mondo cattivo qualcuno cerca di provare a sopravvivere perché non vuole o non può permettersi di ribellarsi. Con la volontà di lasciare le varie morali del caso in un altro contesto, ecco tre consigli per lavorare serenamente con un capo dittatore.

1. Lasciare correre

Quando fai un lavoro che ti piace ma a un certo punto l’amarezza prende il posto dell’entusiasmo, la prima cosa da fare sarebbe andarsene e ripartire altrove. Oppure si può provare a resistere ancora un po’, a rispondere con un sorriso, una reaction o una semplice emoji all’ennesimo rimprovero immotivato, all’ennesima minaccia di licenziamento. È sempre e comunque il punto di vista che deve cambiare. In questo caso non si tratterà più allora di abbassare la testa e farsi calpestare: questo sarà combattere l’avidità usando la gentilezza.

2. Assecondare le decisioni contraddittorie

Quando subentra lo sconforto del non riuscire a fare bene una cosa perché le regole cambiano dalla sera alla mattina c’è solo una cosa da fare: accettare la sfida.

Quando subentra lo sconforto del non riuscire a fare bene una cosa perché le regole cambiano dalla sera alla mattina c’è solo una cosa da fare: accettare la sfida.

Ti è stato ordinato di fare una cosa in un certo modo e dopo averla fatta ti è stato detto che invece andava fatta in un’altra maniera? Non è di certo una cosa normale, ma può capitare. Quando subentra lo sconforto del non riuscire a fare bene una cosa perché le regole cambiano dalla sera alla mattina c’è solo una cosa da fare: accettare la sfida. Potrebbe così nascere la giusta occasione per fare un lavoro standard nei modi più disparati cambiando ogni volta le impostazioni improvvisamente. La confusione e la rassegnazione in questo caso devono diventare voglia di originalità e divertimento.

3. Scioperare

Lo sciopero è una decisione meno drastica di quello che può sembrare. Se la situazione è davvero tosta all’interno di un ambiente di lavoro, tutti i colleghi saranno d’accordo nel voler cambiare le cose. Basta organizzarsi: sondare il terreno e cercare di capire chi è dello stesso parere facendo domande non troppo esplicite per restare sul sicuro ma abbastanza chiare da comprendere. Con i vostri colleghi potrete elencare i motivi per cui la situazione lavorativa non va bene e stilare una lista delle cose da migliorare. A questo punto si decide insieme: dipende sempre da molte variabili ma potrete aspettare una risposta ufficiale o iniziare a smettere subito di lavorare per un periodo più o meno lungo di tempo. Non è purtroppo una soluzione sempre attuabile ma è sicuramente un’idea valida per alcuni ambienti lavorativi.

E voi vi siete mai trovati in una situazione simile? Come avete risolto? Fatecelo sapere commentando l’articolo!

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Gaia Giovannone

Gaia Giovannone

"Mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo"

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