Sunrise Voyage: il nostro viaggio per portarvi un film

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In foto, il logo del progetto Sunrise Voyage, creato da @awoebi

In foto, il logo del progetto Sunrise Voyage, creato da @awoebi

Non è un bel risveglio quello di Johan, che apre gli occhi in una città fantasma abitata da creature demoniache. Non ha nulla con sé, né sa come ci è finito; in realtà, non sembra essere nemmeno in grado di parlare. L’unica guida che sembra avere è la voce di un predicatore proveniente da una vecchia radio nascosta nella chiesa della città, che sostiene di essere suo padre e gli affida una missione: distruggere tutti i demoni che incontra.

Cosa fare però quando le creature che devi uccidere iniziano a rivelarsi troppo umane? Questa è la domanda da cui nasce The Shadow of Sunrise, un film che sta cercando la sua strada per arrivare al festival che lo attende. Facciamo un passo indietro: cosa fare se vieni invitato a un festival per presentare il tuo corto indipendente ma il costo del viaggio lo rende proibitivo? Sette ragazzi di Bournemouth, per esempio, hanno noleggiato un van e lanciato una campagna di crowdfunding per pagarsi il viaggio.

Santiago, Sofia, Cristian, Giulia e Sam hanno immaginato il viaggio dopo aver ricevuto l’invito del FateLab, l’associazione no-profit che offrirà la residenza artistica alla crew per ben due settimane. A parlarmene è Sofia, una dei due (veramente) giovani produttori. Credo di aver interrotto la sua ricerca di un furgone per il viaggio: la verità è che conoscevo poco del film e del festival e ho pensato ne valesse la pena.


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Perché secondo te i responsabili del festival hanno scelto ospitare una crew intera?

«Gli organizzatori di Fatecinema vogliono valorizzare il il cinema come luogo d’incontro, di aggregazione e di comunicazione, come aspetto e idee. Fatecinema quest’anno, invece di ospitare l’usuale laboratorio cinematografico che predilige lo scambio tra i filmmaker e la popolazione locale, dove i set diventano le strade del paese e i protagonisti possono essere gli abitanti locali, collabora con noi per la realizzazione di questo meraviglioso progetto interculturale e artistico. In questo modo permetteranno la realizzazione un laboratorio cinematografico in costante movimento, prediligendo lo scambio che avviene tra i filmmaker partecipanti all’evento e la popolazione locale, ricordandoci quanto il cinema può concretamente essere una risorsa per tutti».

Perché la creazione dell’account su Instagram Sunrise Voyage?

«Avevamo bisogno di un modo per trasportare tutto l’équipement essenziale alla riuscita del film e fornito dall’università stessa, da Bournemouth (UK) a San Potito (Caserta, Italia). Da qui l’idea: il viaggio doveva avvenire comunque, quindi perché non unire l’utile al dilettevole e pubblicizzare questa nostra impresa, che oltretutto speriamo possa aiutare il nostro prossimo lancio della campagna di crowdfunding?

«Siamo tutti ragazzi giovani, creativi e provenienti da diverse parti del mondo, la cui passione e amore per il cinema ha unito, con l’obiettivo comune di creare qualcosa di unico. La crew è composta da 9 filmmaker, tutti con diversi background e funzioni: Santiago Tamagnone, argentino di Buenos Aires, è la ragione per cui l’intero progetto è possibile. Il suo corto Terra bruciata ha vinto il primo premio al festival di San Potito del 2018 e quindi la residenza artistica che ci permetterà lo svolgersi del lungometraggio. Io, Sofia Tagliabue e Cristian Martinella saremo i produttori del lungometraggio (che include il metodico lavoro di pre-produzione, produzione e post-produzione). Giulia Reggio sarà direttrice della fotografia. Sam Hawkins, produttore radiofonico, effettuerà sound recording sul set e produrrà podcast della trasferta. Fabienne Bennington sarà la nostra make-up artist e specializzata in prostetica. Ci aiuteranno Erica Melino e Piera Riccio, rispettivamente assistente alla regia e alla camera.

«Siamo molto orgogliosi anche dell’attore protagonista, Norberto Trujillo Bolanos, volto emergente della televisione spagnola che vanta partecipazioni a show su Netflix. Il suo ultimo lavoro, Hierro, sarà presto online. Non è sempre facile coordinare 20-30 persone diverse, con task e orari differenti, ma di certo non è impossibile».

 

 

 

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Timori riguardo la partecipazione? 

«I timori sono quelli di non raccogliere abbastanza fondi per trasportare l’équipement da Bournemouth a San Potito. Abbiamo dalla nostra il supporto di enti diversi e faremo di tutto per esserci. La Proloco di San Potito ci ospiterà, dandoci l’alloggio e parte del vitto, più permessi vari per le varie riprese, per le due settimane che gireremo. La Bournemouth University ci fornirà gratuitamente telecamere e strumenti per il sound recording. Stiamo lavorando al progetto da tempo e siamo convinti che riusciremo a partire: abbiamo lanciato da poco la campagna su Indiegogo, abbiamo coinvolto amici e amici di amici: faremo di tutto per esserci e non vediamo l’ora di raccontarvelo!»

About author

Ilaria Arghenini

Ilaria Arghenini

Mi piace ascoltare racconti e viaggiare in treno, e questo è la causa di tutto: perché mi tocca leggere abbastanza da dover porre ad altri le domande che restano, e a volte trascrivo quello che ne scaturisce. Vivo in un piccolo paese della bassa lombarda, ho studiato lingue e letteratura, sto poco ferma, amo poco le foto e molto the Killers.

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