Attack on Titan: un mondo crudele, ma bellissimo

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Armin Arlelt, Eren Jäger e Mikasa Ackerman nell'anime Attack on Titan

Armin Arlelt, Eren Jäger e Mikasa Ackerman nell’anime Attack on Titan

Tra aprile e maggio l’attenzione era tutta rivolta a quella serie HBO, ormai giunta al suo termine, ma nel frattempo io approfittavo della settimana di pausa tra una puntata e l’altra per recuperare uno degli anime del momento, cioè Attack on Titan (L’attacco dei giganti in italiano). Era la seconda volta che mi approcciavo a questa serie: a settembre scorso infatti avevo visto il pilot dopo che mi era stata consigliata da un amico, ma gli eventi che accadono nel primo episodio mi avevano impressionato al punto da non volerla continuare. Eppure, la storia, i personaggi, le animazioni… Era tutto troppo accattivante per non voler scoprire come andava avanti.

Ci sono voluti sette mesi e altri consigli per guardare la seconda puntata, ma da lì non mi sono più fermata. Come tantissimi colleghi di origine nipponica, Attack on Titan è un anime che è stato adattato dal manga omonimo di Hajime Isayama, partito nel 2009 e ormai prossimo alla fine (la quarta stagione dell’anime, in arrivo ad autunno 2020, non a caso sarà l’ultima).


La storia di Attack on Titan si evolve in modo talmente sorprendente che il binge-watching basta a malapena per sopperire alla nostra curiosità.


Racconta di un ragazzo, Eren Jäger, che vive in un mondo in cui l’umanità si è rifugiata all’interno di mura altissime in seguito all’attacco dei giganti, mostri dall’origine sconosciuta che sembrano avere un solo obiettivo: distruggere l’umanità intera. Le loro aggressioni, come capiamo dagli avvenimenti dell’episodio pilota, sono assolutamente imprevedibili e comportano sempre un numero altissimo di vittime, tra cui la madre dello stesso Eren.

Questo è solo il primo di una lunga serie di traumi a cui l’anime ci fa assistere in tre stagioni, ma ne vale la pena. La storia evolve in modo talmente sorprendente che il binge-watching basta a malapena per sopperire alla nostra curiosità. I personaggi sono trattati con una cura che fatico a trovare in tante serie del momento, occidentali e non, e l’Eren che vi ho citato prima dovrebbe essere il protagonista, ma man mano che la serie procede si aggiungono (e, ahimè, si tolgono) tante personalità che potremmo apprezzare anche di più di Eren.

Eren Jäger in Attack on Titan, nella sua forma gigantesca

Eren Jäger in Attack on Titan, nella sua forma gigantesca

Non mi dilungherò sulle animazioni perché ammetto la mia ignoranza al riguardo, ma la regia di alcune puntate potrebbe fare invidia a J.J. Abrams: le immagini del manga acquisiscono in certe situazioni un dinamismo e una poesia che farebbero sfigurare alcuni blockbuster Marvel, ma non solo. A fare da contorno a tutta questa bellezza sono le musiche di Hiroyuki Sawano, che sono a dir poco spettacolari.

Posso però darvi un assaggio di quello che è il vero cavallo di battaglia di Attack on Titan: i risvolti filosofici. Le riflessioni dei personaggi, siano esse presentate tramite le loro azioni, i loro dialoghi o anche come flussi di coscienza, sono spesso incentrate sulla condizione dell’uomo, sul desiderio di libertà, sul perché si debba combattere, cosa rende umani e cosa mostri, l’orrore della guerra… Ho nominato solo alcuni dei tantissimi temi trattati nell’anime e, più si va avanti con la storia, più essi acquistano potenza, rendendo i personaggi via via più grigi mentre cercano di far fronte a situazioni più grandi di loro.

Giuro che mi è parecchio difficile trovare un difetto a questa serie. È ovvio che può piacere come può non farlo, ma la qualità di ciò che vediamo è innegabile. Cercate un anime a cui volete appassionarvi? Il primo consiglio che vi darei sarebbe proprio questo. Attack on Titan ha letteralmente curato la mia delusione da Game of Thrones proponendomi una storia (se possibile) ancora più epica, coinvolgente e con personaggi e musiche da brivido. Abbiamo tutti un amico (o più di uno, come nel mio caso) che ci consiglierà questo anime: fate come me e ascoltatelo.

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Sara Sgarbossa

Sara Sgarbossa

Immaginate una ragazza (quasi) completamente persa nei suoi sogni, sempre alla ricerca di storie da ascoltare o raccontare, innamorata del teatro e del cinema, nerd riscoperta, e avrete come risultato me.

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