Jane the Virgin: non solo trash da telenovelas

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Gina Rodriguez nei panni di Jane Villanueva nella serie televisiva Jane the Virgin

Gina Rodriguez nei panni di Jane Villanueva nella serie televisiva Jane the Virgin

Jane the Virgin sbarca sul panorama delle serie TV il 13 ottobre 2014 su The CW, diventano poi disponibile su Netflix (fino alla quarta stagione).

Ispirata alla telenovela Juana la Virgen e ideata da Jennie Urman, la serie, divisa in cinque stagioni, narra le (s)fortune di Jane Villanueva, con un intreccio di personaggi, vicende e colpi di scena portati allo stremo dallo stile da telenovela, aggiungendo quel trash che solo una serie americana sa dare. Due elementi che tengono senza dubbio lo spettatore attaccato allo schermo, ma saremmo tutti poco attenti se ci fermassimo alle risate che i vari personaggi ci fanno fare e non notassimo come – forse proprio grazie a questa tecnica dell’esagerazione – il femminismo, il tanto discusso girl power intensamente diffusosi negli ultimi anni, sia il vero protagonista della serie. 

Sono infatti le donne, a partire dalla protagonista, passando per Xiomara (la madre di Jane) e Abuela (la nonna) a far capire chi è che effettivamente comanda; a far capire che le ingiustizie vanno combattute e i problemi, unite, si risolvono e si risolvono sempre alla grande. 

Jane the Virgin fa seriamente ridere

In foto, Jaime Camil e Gina Rodriguez sul set della serie Jane the Virgin. Foto di Patrick Wymore/The CW

In foto, Jaime Camil e Gina Rodriguez sul set della serie Jane the Virgin. Foto di Patrick Wymore/The CW

La serie tratta argomenti molto seri pur rimanendo sul tono scanzonato ed estremamente divertente, farcito di personaggi che sono quasi caricature di sé, come Rogelio De La Vega, noto protagonista di telenovelas amatissimo dalle donne di casa Villanueva, al limite della vanità umana, che si trova spesso a discutere con colleghe donne. Jane the Virgin lascia un po’ a bocca aperta addirittura quando arriva a parlare di gender pay gap, in particolare nel mondo dello spettacolo.

In questa serie le vere protagoniste sono quindi le donne, che sdoganano piano piano tutti i problemi che la nostra società, ma in particolare quella americana, porta con sé da secoli. Altro esempio: ottenere la Green Card, la cittadinanza Statunitense e quanto sia difficile.

Dunque, tra grandi risate, loschi traffici illeciti, omicidi (sì, non mancano), l’hotel Marbella, che fa da scenario a buona parte della serie, perfide gemelle, amori che sbocciano e fiori molto importanti (che scoprirete voi, dal momento in cui sto facendo slalom tra ipotetici spoiler), correte su Netflix e guardate le avventure/disavventure di Jane e queste donne belle, forti, divertenti e tutto ciò che ne consegue.

Buona visione. 

About author

Claudia Fontana

Claudia Fontana

Claudia nasce nel 1996 a Pesaro, per metà cubana, conosce cinque lingue, appassionata di arte (sì è una di quelle che piange in tutti i musei) e letteratura, studia - cliché - lettere moderne nella rossa Bologna ma è sempre da qualche altra parte del mondo; da grande vorrebbe lavorare nel mondo dell’editoria, però anche viaggiare però anche fare la fotoreporter però anche vincere il premio Nobel per la pace. Perennemente indecisa, promessa sposa del Regno Unito, del rock classico, di Francesco Guccini e delle tisane allo zenzero.

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