Mi aspetti? Quel pensiero fisso di ritardo e debito nei confronti della vita e degli altri

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In foto, Mi aspetti? di Helen Mazzoleni, Edizioni La Rondine. © Ylenia Del Giudice per Parte del discorso

In foto, Mi aspetti? di Helen Mazzoleni, Edizioni La Rondine. © Ylenia Del Giudice per Parte del discorso

Ci sono recensioni che si scrivono quasi da sole, dettate dalla voglia di condivisione; altre invece non escono, e devo combattere e forzarmi non perché i libri non valgano la pena ma, semplicemente, perché devo scendere a patti con me stessa.

Mi aspetti?, di Helen Mazzoleni, è uno di questi: ero al Salone Internazionale del Libro di Torino e l’ho visto in uno stand laterale, casa editrice mai sentita fino a quel momento, Edizioni La Rondine, che si è rivelata una buona scoperta. Non sono state la copertina o la cura nella brossura: più di tutto è stato il titolo a coinvolgermi al punto da credere di essere quel libro, al punto da provare, ancora una volta, una sensazione di costante attesa e affanno. Nel retro del libro compaiono solo queste parole:

«Da dove si inizia? Dal presente? Dal passato?» chiedo. «Dal punto di rottura», mi dice.

Tanto è bastato per dire a me stessa è il tuo libro, potrebbe essere la tua storia o, forse, potrai capire come riscriverla.

La banalità della trama della vita

In foto, il primo capitolo del libro Mi aspetti? di Helen Mazzoleni. © Ylenia Del Giudice per Parte del discorso

In foto, il primo capitolo del libro Mi aspetti? di Helen Mazzoleni. © Ylenia Del Giudice per Parte del discorso

Emma è madre, moglie e, soprattutto, donna; fa fronte alla realtà del fallimento del suo matrimonio senza dimenticarsi del figlio. Come spesso accade, il ragazzo adolescente diventa uno specchio, un grillo parlante che le mostra e le ricorda il bisogno e il dovere di comportarsi da adulta; in tutto questo cerca di tornare in superficie, di riprendere quel fiato perso. Marco Cavaliere aveva ragione nel dire che la parte più difficile sta nella risalita, nel concedersi il diritto di riaprire i polmoni e accogliere aria e dolore.

Su una trama estremamente semplice, fatta di ripicche fra adulti, di bisogni e di lavoro, si sviluppa e si intreccia sapientemente, è il caso di dire, la domanda che tutti ci poniamo: mi aspetti? È la domanda che Emma pone ogni volta a qualcun altro ed è, in realtà, la domanda che pone a se stessa e a noi. Siamo disposti ad aspettarci?

Mi aspetti?

In questo caso c’è da chiedersi perché finiamo col porci questa domanda. Capitolo primo, sono io. Sono quella che ha imparato a seguire le regole, che lo fa come fosse un lavoro, un compito per restare al mondo: se non vuoi deragliare devi abbracciare ciò che sei e stringere perché, se una delle due parti eccede, hai perso il controllo. Emma è così, sempre rigida, precisa, una donna caotica che sceglie con cura la parola da dire; un lupo rinchiusosi in gabbia da solo per non rischiare niente in questa vita. Emma aspetta sempre tutti perché non vuole rischiare di essere ripartita troppo presto e, in questa sua vita, la paura di andare via la porta all’infelicità, un’infelicità finisce per essere parte della domanda stessa: me lo merito? Sono infelice, ma è quel che voglio? E se sì, perché lo voglio?

L’attesa e la terapia

In foto, una citazione del libro Mi aspetti? di Helen Mazzoleni. © Ylenia Del Giudice per Parte del discorso

In foto, una citazione del libro Mi aspetti? di Helen Mazzoleni. © Ylenia Del Giudice per Parte del discorso

Se c’è una cosa che caratterizza il mio modo di scrivere è sicuramente l’emotività: non riesco mai a fare semplice informazione, non riesco a essere didascalica e fredda quando faccio qualcosa che amo. Così, nell’ultima seduta di terapia, sono finita a piangere su questa domanda. Un libro non può tormentanti al punto da non voler scrivere una recensione, da non voler condividere con chi legge, perciò sono dovuta scendere a patti con me stessa, provando a pensare che, forse, questo mio rifiuto, è solo un rifiuto alla riflessione e all’ammissione dei fallimenti: se davvero qualcuno mi aspetta lo fa sempre col dito puntato sul quadrante dell’orologio e quel piede che batte incessantemente il tempo. In terapia ci finisce anche Emma e quando è lì, pronta a riaprire porte volutamente chiuse, finisce per girare al largo, per cambiare argomento.

Emma come la Emmi di Glattauer

Leggere di Emma è stato come leggereEmmi de Le ho mai raccontato del vento del nord, di quella donna infelice che scambia mail con un perfetto sconosciuto perché le regala più attenzioni di chi la circonda. Emmi aspetta le mail da quest’uomo, lo aspetta e si aspetta. Emma incappa nella stessa cosa, aspettando mail da Ruben nel tentativo di condividere la stessa problematica relazione, lo stesso senso di pesantezza e prigionia. Il punto, però, non è la relazione per mail, ma il bisogno che qualcuno, per una volta, le aspetti, ci aspetti. Perché non tutti sono in grado di aspettarsi.

Per questo motivo, se non siete pronti a fare i conti con voi stessi, non lo leggete. Non cercate quel romanticismo becero stile Moccia che vi ridia il brivido che la saga delle sfumature vi aveva dato. Molti di noi non vivono per le sfumature, vivono per i colori netti, di quell’andare via perché via è una destinazione. Andare via per far capire com’è restare, restare a vedere un divano vuoto, una sedia vuota.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

2 comments

    • Ylenia Del Giudice
      Ylenia Del Giudice 6 agosto, 2019 at 15:05 Rispondi

      Sonia mi fa davvero piacere. La casa editrice La Rondine, seppur poco conosciuta perché di nicchia, si occupa di temi importanti che emergono come farebbe il tratto di un pennarello invisibile. Controluce, può passare per un romanzo qualunque, una scritta qualunque. E invece sotto c’è molto più di un comune romanzo.
      Se hai voglia di qualche lettura fuori dal comune, puoi trovarne diverse fra le mie recensioni :) Grazie ancora!

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