Perché Wikipedia è un inferno per le donne

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Secondo la fondazione Wikimedia, il 90% di contributori di Wikipedia sono uomini mentre solo il 9% sono donne e l'1% è rappresentato da collaborator* non binari

Secondo la fondazione Wikimedia, il 90% di contributori di Wikipedia sono uomini mentre solo il 9% sono donne e l’1% è rappresentato da collaborator* non binari

di Marine Protais per L'ADN
traduzione di Roberta Cavaglià

Wikipedia è la prova con la P maiuscola che un web libero e collaborativo esiste. Spesso immaginiamo che dietro a questa enciclopedia ci siano dei gentili volontari pronti a lavorare gratuitamente per diffondere il loro sapere, ma la comunità più servizievole del web non è priva di difetti, soprattutto nel campo della parità di genere: secondo la fondazione Wikimedia, il 90% di contributori di Wikipedia sono uomini mentre solo il 9% sono donne e l’1% è rappresentato da collaborator* non binari. Un gruppo di ricercatrici dell’Università di Washington ha voluto indagare i motivi di questo divario.

Impreparate e remissive: ecco le donne secondo Wikipedia

«Ciò che mi ha colpito leggendo le ricerche già svolte su questo tema è che spesso gli autori davano la colpa alle donne stesse. Le donne non collaborerebbero perché non amano la critica e il conflitto o perché non avrebbero le competenze tecniche necessarie alla pubblicazione dei contenuti… Tutto questo non mi sembrava molto fondato, dato che ci sono lo stesso delle donne nella community. Così ho deciso di interessarmi alla loro esperienza», spiega Amanda Menking, una delle autrici dello studio. La ricercatrice e le sue colleghe hanno intervistato 25 collaboratrici di lunga data: le loro testimonianze rivelano che molti dei loro i contenuti vengono ingiustamente rifiutati e che alcune non si sentono sicure all’interno della community, altre ancora raccontano casi di molestie in rete.

Minacce di morte e molestie

La storia di Helena, una biologa americana, fa venire i brividi. La prima volta che la scienziata ha pubblicato su Wikipedia, il suo intervento è stato immediatamente rifiutato da un altro editore. Il rifiuto era accompagnato da un commento aggressivo: «Tu non ne sai un bel niente». In seguito, un altro autore ha oscurato il profilo di Helena, eliminandone il contenuto e lasciandole una minaccia di morte. Gli amministratori si sono rifiutati di prendere provvedimenti.

Dal canto suo, Mia racconta di aver ricevuto svariate avances da parte di un uomo tramite la sua “talk page“, una pagina collegata al profilo di ogni autore che permette agli altri di contattarlo. Le avances dell’uomo sono diventate realtà durante uno degli eventi organizzati dalla community di Wikipedia: «Avevo la sensazione che mi stesse perseguitando. Ne ho parlato a uno dei responsabili ma lui ha a malapena agito».

La caccia ai wikipediani in rete

Un’altra utente, Diane, racconta che le molestie continuano a volte anche al di fuori di Wikipedia, su altre piattaforme come Reddit, 4Chan, Twitter e Facebook: «Esiste un enorme gruppo di persone che si dedica all’esclusione dei “wikipediani”. Se provi a pubblicare su Wikipedia con uno pseudonimo, corri il rischio di essere perseguitato da queste persone e che loro rivelino la tua identità». Questa pratica, che consiste nel rendere pubbliche delle informazioni riservate di una persona, è chiamata doxxing.

Fortunatamente non tutte le testimonianze raccolte vanno in questa direzione. «Certe utenti ci hanno raccontato che essere donne non è un ostacolo per loro», precisa Amanda Menking. Altre sottolineano che il problema delle molestie sulla rete non si limita affatto al caso di Wikipedia. La fondazione Wikimedia vuole mettere a punto due iniziative per limitare i casi di molestie: pubblicare un codice di condotta e creare una nuova modalità di segnalazione dei molestatori. Nell’attesa, la ricerca racconta che le collaboratrici costruiscono degli spazi sicuri, soprattutto su Facebook, attraverso dei gruppi dedicati esclusivamente alle “wikipediane”.

I contenuti risentono della disparità di genere

Oltre a nuocere alla sanità mentale delle utenti, l’ambiente ostile non incoraggia le donne a contribuire all’enciclopedia collaborativa e la loro sottorappresentazione provoca delle disparità di genere nei contenuti pubblicati sull’enciclopedia. Per esempio esistono meno articoli sulle personalità femminili rispetto a quelle maschili; a questo proposito, la rivista digitale Refinery29 ha fatto notare che nel portale sul calcio solo il 3,5% delle biografie è dedicato alle giocatrici femminili.

«Wikipedia si definisce come la somma di tutta la conoscenza umana e come l’enciclopedia che chiunque può arricchire», conclude Amanda Menking: «È un messaggio molto ambizioso. […] Se Wikipedia si descrive così, allora bisogna che le persone che vi collaborano rappresentino l’insieme della società».

About author

Roberta Cavaglià

Roberta Cavaglià

Nata a Torino nel '97, spero di svegliarmi un giorno e scrivere un intero romanzo, così, dal nulla. Nel frattempo, studio spagnolo, francese e portoghese, leggo, ballo, recito, mangio, viaggio.

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